Le scoperte di Curiosity su Marte, dall'arrivo sul pianeta rosso fino ad oggi

Il rover Curiosity della NASA è ancora in viaggio su Marte alla scoperta della sua storia passata. Cosa ha scoperto?

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Non se ne parla spesso ma su Marte c'è un rover delle dimensioni di un'automobile che scannerizza rocce per analizzarle e scatta delle foto suggestive della superficie del pianeta rosso. Parliamo di Curiosity, il rover realizzato dalla NASA partito dal nostro pianeta nel mese di novembre del 2011 ed arrivato sulle terre secche marziane ad agosto del 2012, presso il Gale Crater.
La sua missione è tanto ovvia quanto importante: scovare tracce di acqua e qualsiasi indizio che possa suggerirci la presenza di vita biologica attuale o passata su Marte. Banalmente anche i risultati negativi sono estremamente utili al mondo scientifico per capire la storia del pianeta desertico, per ricostruire tutti gli eventi che hanno portato il pianeta ad avere un'atmosfera estremamente rada ed un campo magnetico globale inesistente.

I predecessori di Curiosity

Prima di Curiosity nel 2004 la NASA ha inviato i rover Spirit e Opportunity ad esplorare il pianeta rosso, più piccoli dell'ultimo modello realizzato: del primo si sono perse le tracce nel 2010, mentre il secondo è miracolosamente ancora operativo dopo più di 13 anni di esplorazione, per un totale di ben 45 km percorsi. Il numero potrebbe sembrare apparentemente piccolo, ma bisogna considerare che questi robot su ruote devono viaggiare su un terreno roccioso e la loro velocità è estremamente contenuta. Inoltre il loro obiettivo è quello di esplorare specifiche zone che, grazie all'analisi del terreno marziano compiuta dalle sonde che orbitano attorno al pianeta, potrebbero contenere potenziali indizi sull'acqua presente in un'epoca passata. Opportunity è riuscito a trovare questi indizi in rocce sferiche particolari che si sarebbero potute formare solo con la presenza di acqua.


La missione di Curiosity

Il compito di Curiosity rispetto ai suoi fratelli maggiori Spirit e Opportunity è sì quello di trovare tracce di acqua, ma anche di capire per quanto tempo è stata presente l'acqua su Marte e se in quell'atmosfera umida sono esistite delle forme di vita microbiche. Il fatto di far atterrare un veicolo così grande rispetto a Spirit ed Opportunity non è un problema banale. Nel video che segue potete ammirare l'ingegnosa idea degli scienziati per far sì che il rover atterrasse intatto sul suolo marziano: propulsori per aggiustare la rotta, un immenso paracadute ed altri propulsori interni per la frenata finale.

Il cratere Gale, zona che Curiosity sta esplorando, si sarebbe formato in passato a causa di un asteroide che è entrato in collisione con il pianeta rosso. Questo impatto ha creato una conca che ha esposto tutti gli strati di roccia che si sono accumulati in milioni di anni sulla superficie marziana, una testimonianza naturale della storia pregressa del pianeta.
Ad oggi sembra che gli strati di materiale esistenti si siano depositati nel cratere grazie all'acqua presente in passato e Curiosity li sta analizzando pian piano risalendo il cratere fino al bordo.


Le scoperte di Curiosity

Opportunity avrà il primato di chilometri percorsi su Marte, ma Curiosity si sta difendendo bene, superando i 18 km. In tutta la sua missione è riuscito a catturare migliaia di foto e decine di rocce, analizzando l'atmosfera e le radiazioni circostanti. Questo implica che gli scienziati hanno a disposizione un'enorme quantità di dati, l'equivalente di una miniera d'oro per qualsiasi ricercatore che si occupa della loro analisi.
Infatti ogni studio scientifico sfrutta metodi per lo più statistici che producono risultati tanto più accurati quanto più è alto il numero di dati a disposizione.

Tra questi risultati il più importante è sicuramente quello riguardante il passato di Marte: ad oggi gli scienziati affermano con certezza che la superficie di Marte un tempo aveva dei bacini di acqua liquida, nonché un'atmosfera molto più spessa di quella attuale che è stata distrutta dal vento solare, rendendola secca e fredda.
Sembra che nei luoghi esplorati da Curiosity ci fossero dei fiumi di acqua che sarebbero la testimonianza di un habitat adatto ad ospitare la vita batterica, per via degli elementi chimici che compongono le rocce analizzate nel Gale Crater. Inoltre sono stati trovati anche elementi organici sempre nei campioni analizzati, che costituirebbero un'ulteriore prova della possibilità di trovare vita aliena su Marte.
L'analisi dell'atmosfera è stata anch'essa interessante: Curiosity ha rilevato la presenza di metano che è un ulteriore indizio sulla speranza di trovare vita sul pianeta rosso, anche se potrebbe essere stato prodotto semplicemente da attività vulcanica. Da citare anche la rilevazione di un aumento della quantità di metano, che per ora è ancora inspiegata.
Tirando le somme, l'ultimo rover della NASA ad atterrare sul suolo marziano è stato estremamente produttivo dal punto di vista scientifico ed è rincuorante sapere che potenzialmente può continuare il suo viaggio per diversi anni sul pianeta rosso, continuando a raccogliere dati preziosi.
Senza contare che il 2020 sarà l'anno del nuovo Mars Rover della NASA e del rover ExoMars che invece invierà l'ESA, l'agenzia spaziale europea.