Le specie che potrebbero presto estinguersi dal nostro pianeta

Sono tantissime le specie considerate in pericolo di estinzione sul nostro pianeta e, se dovessimo elencarle tutte, non basterebbe un sito intero.

Le specie che potrebbero presto estinguersi dal nostro pianeta
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Così come ci insegna la storia, la vita sulla Terra non è scontata, soprattutto quella dei tantissimi esseri che condividono il nostro stesso spazio. Il cambiamento di un elemento, il disturbo di altri e l'invasione della specie umana oggi più che mai ha gettato numerose specie in pericolo di estinzione.
Lo sappiamo già ed è accaduto in passato: l'uomo ha fatto già scomparire numerose creature dalla faccia della Terra. Ecco alcune specie che oggi rischiano di più, secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). Un ente che ha l'obiettivo di dimostrare al mondo l'integrità e la diversità della natura e di assicurare che qualsiasi utilizzo delle risorse terrestri sia equo ed ecologicamente sostenibile.

Rinoceronte di Giava - Rischio: critico

Un tempo il rinoceronte asiatico più diffuso, i rinoceronti di Giava sono ora elencati come in pericolo di estinzione critico. Con una sola popolazione conosciuta in natura, è uno dei grandi mammiferi più rari al mondo. Ce ne sono solo tra 58 e 68 e nessuno di essi vive in cattività. I rinoceronti vengono spesso cacciati per le loro corna (particolarmente richieste nella medicina tradizionale cinese), sebbene anche la perdita di habitat, soprattutto a causa della guerra del Vietnam, abbia contribuito al loro declino.
L'unica popolazione di rinoceronti di Giava si trova nel Parco Nazionale di Ujung Kulon sulla punta sud-occidentale di Giava, in Indonesia. Stiamo parlando di una delle specie a maggior rischio di estinzione tra le cinque specie di rinoceronte sul nostro pianeta (non che le altre siano messe bene, anzi).
Malgrado tutti gli sforzi, le prospettive per la sopravvivenza della specie non sono delle migliori, dal momento che l'intera popolazione è relegata a una piccola area.

Focena del Golfo di California - Rischio: critico

La Focena del Golfo di California (chiamata anche vaquita) è considerata il mammifero marino in via di estinzione più raro al mondo. Purtroppo, il futuro sembra cupo per questa piccola focena, con solo 10 esemplari rimasti in natura. Trovati esclusivamente nella parte settentrionale del Golfo di California, in Messico, sono abbastanza facili da individuare a causa dell'acqua poco profonda in cui vivono - lagune generalmente non più profonde di 30 metri (può sopravvivere in acque talmente basse che il dorso sporge dall'acqua).
Negli ultimi anni la popolazione è diminuita a un ritmo allarmante. Reti da pesca, pesticidi clorurati, irrigazione e consanguineità sono solo alcune delle minacce che hanno fatto finire la specie sull'orlo dell'estinzione. Il cambiamento climatico è uno dei motivi della scoparsa della specie, poiché influisce sulla disponibilità di cibo e sull'habitat in cui vivono. Queste creature vengono classificata dalla IUCN e dalla Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Fauna e Flora Selvatiche nella categoria più critica a rischio di estinzione.

Gorilla di montagna - Rischio: in pericolo

Oggi si pensa che esistano circa 1.063 gorilla di montagna in natura e il futuro sembra essere (fortunatamente!) più luminoso per questi rari primati discendenti ancestrali di scimmie e ominoidi. Dal 1981, la popolazione di gorilla è quasi raddoppiata. Fino a 30 anni fa, infatti, gli esperti temevano che si sarebbero presto estinti.
Grazie agli intensi sforzi di conservazione, i gorilla di montagna sono stati spostati da "in pericolo critico" a "in pericolo" nella lista rossa IUCN nel 2018. Tuttavia, il bracconaggio illegale, l'inquinamento, la deforestazione degli habitat, la frammentazione e le malattie contratte dagli esseri umani stanno ancora minacciando le loro popolazioni.
I gorilla più giovani possono spesso finire in trappole destinate ad altri animali. Anche la guerra e i disordini civili hanno avuto un impatto negativo sui gorilla. Più del 50% vive sui monti Virunga, una serie di vulcani spenti che confinano con la Repubblica Democratica del Congo, il Ruanda e l'Uganda, e il resto si trova nel Parco nazionale di Bwindi in Uganda.

Tonno rosso - Rischio: in pericolo

Il numero di tonni rossi è diminuito a un ritmo impressionante negli ultimi 40 anni. Le registrazioni mostrano una diminuzione del 72% nell'Atlantico orientale e dell'82% nell'ovest. La pesca eccessiva è la causa principale della distruzione di questa specie. Sono stati fortemente presi di mira per il mercato del pesce giapponese, dove sono molto ricercati per sushi e sashimi (i maggiori consumatori sono i giapponesi, che comprano circa l'80% del tonno mediterraneo). Si tratta, inoltre, di uno dei più grandi pesci del Mediterraneo. Tuttavia, l'acquacoltura è la minaccia più grave per la specie, poiché i tonni vengono prelevati dallo stato selvatico prima che siano abbastanza grandi per riprodursi.

Tartaruga liuto - Rischio: vulnerabile

Giganti di mare che, oltre ad essere la più grande di tutte le tartarughe viventi, possono arrivare fino a 250 cm di lunghezza ed un peso attorno ai 400 Kg. Sono circa tra 26.000 e 43.000 le femmine che nidificano ogni anno; un drastico calo rispetto ai 115.000 stimati nel 1980. Le giovani tartarughe sono incredibilmente vulnerabili e purtroppo pochissime raggiungono l'età adulta. Uccelli e piccoli mammiferi spesso scavano i nidi di tartaruga per mangiare le uova. Una volta che si sono schiusi, gli uccelli e i crostacei li raccolgono prima che possano raggiungere il mare dove pesci, calamari e polpi li predano se riescono a entrare in acqua. La Tartaruga liuto si trova in tutto il mondo ma è incline alle aree del tropico.
A livello globale, lo stato della tartaruga, secondo l'IUCN, è elencato come vulnerabile , ma molte sottopopolazioni (come nel Pacifico e nell'Atlantico sud-occidentale) sono in pericolo critico. Una volta c'erano più di 120.000 tartarughe liuto femmine adulte, ma oggi il numero è sceso a circa 20.000 e continua a diminuire.
La loro distribuzione è ampia; tuttavia, il numero di questi giganti è diminuito seriamente durante il secolo scorso a causa dell'intensa raccolta di uova e delle catture accessorie della pesca (circa 1.500 femmine mature sono state catturate accidentalmente ogni anno negli anni '90). Il furto di uova da parte dell'uomo e la caccia illegale sono forse i due motivi più comuni per la lenta ma inesorabile scomparsa di questa specie.