Lucio Battisti su Spotify: ecco perchè le canzoni sono state rimosse

Una breve comparsa prima della rimozione. Perchè Lucio Battisti non è presente su Spotify e non è destinato a restarci nel breve periodo.

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La musica in digitale e lo streaming sono ormai entrati nella quotidianità, rappresentando anche una grossa fetta degli introiti del mercato musicale. Tuttavia, sono molti gli artisti che solo di recente hanno adottato questo metodo di distribuzione: il caso più eclatante è quello dei Beatles. Il quartetto inglese, universalmente considerato il gruppo più importante della storia della musica contemporanea, è approdato solo qualche anno fa su Spotify e simili, e lo stesso è valso anche per i Led Zeppelin gli AC/DC, altre due band storiche. Meno eclatante ma comunque grave per gli appassionati l'assenza dei Tool dai cataloghi digitali, nonostante la possibile nuova uscita del tanto atteso album nuovo.
Nella lista c'è però anche un italiano, che figura stabilmente nelle classifiche dei migliori di tutti i tempi. Si tratta di Lucio Battisti, che ad inizio Settembre aveva fatto la sua comparsa su Spotify con un Best of poi immediatamente rimosso. La questione però è tutt'altro che semplice, ma cercheremo lo stesso di spiegarvi perchè, almeno nell'immediato, pensare ad un approdo dell'intera discografia di Battisti su Spotify, Deezer ed Apple Music è impossibile.

L'eredità

Per capire il motivo per cui Battisti ancora non è presente sulle piattaforme di streaming è doveroso partire dalla lunghissima diatriba che vede interessati gli eredi dell'artista laziale. La gestione dell'intero catalogo è affidata, dalla sua morte avvenuta nell'ormai lontano 1998, ad Edizione Musicali Acqua Azzurra, una società di cui è presidente Grazia Letizia Veronese, la vedova di Battisti. E' proprio questa la ragione per cui le canzoni del cantautore non sono mai approdate sui servizi di streaming, in quanto la società si è sempre rifiutata di offrirle ai servizi di terze parti come Spotify ed Apple Music, una scelta che è stata criticata da molti in quanto controproducente a livello economico: è facile calcolare che, trattandosi di alcune delle canzoni più famose della cultura pop italiana, le entrate potrebbero essere importanti.
Un paio di anni fa però è entrato in gioco un altro elemento chiave in tutta la vicenda, nonché una personalità importantissima per la carriera di Battisti. Si tratta di Mogol, che proprio di recente è stato nominato presidente della SIAE e che, dopo un lungo tira e molla, ha ottenuto un risarcimento milionario da Edizioni Musicali Acqua Azzurra, che secondo i giudici aveva ostacolato l'utilizzo del repertorio di Battisti. Le vicende legali sono andate avanti anche negli ultimi anni, a suon di cause e querele in tribunale.
La situazione attuale è la seguente: Edizioni Musicali Acqua Azzurra resta in esercizio provvisorio e guidata dall'avvocato Gaetano Maria Giovanni Presti insieme ai soci. I poteri sono tutti quelli previsti dalla legge, compresa la vendita del catalogo editoriale e la possibilità di concedere le licenze delle canzoni anche sulle piattaforme online.

L'arrivo su Spotify e Deezer

Chiarita (o per meglio dire, raccontata) la situazione dei diritti di Battisti, veniamo alla cronaca recente. E' il pomeriggio del 16 Settembre quando un Best Of non ufficiale e con i titoli di alcune canzoni errati fa la sua comparsa su Spotify. L'apparizione però è un mistero in quanto Mogol ed Acqua Azzurra non hanno trovato ancora alcun accordo per l'utilizzo dei diritti, tanto meno con Universal per la pubblicazione del catalogo. Come notato da molti anche il nome dell'etichetta era errato, e nella scheda figura "Universal Digital Enterprises", una compagnia che non avrebbe nulla a che fare con Battisti.
L'album è stato rimosso nelle ore successive, smorzando l'entusiasmo degli appassionati. E' arrivata anche una lettera di Sony, che ha chiarito come si trattasse di una pratica di natura illecita: "In relazione alla recente pubblicazione di Exitos en español (Remastered) e Il meglio di Lucio Battisti (Remastered) sulle piattaforme di streaming musicale Spotify, Deezer e Amazon Music da parte di una non meglio identificata etichetta 'Universal digital enterprises', la Sony Music Entertainment Italy Spa precisa che si tratta di una operazione di natura illecita in quanto realizzata con registrazioni fonografiche di sua proprietà la cui titoplarità appare, sulla base delle prime informazioni in possesso della società, usurpata dalla citata Universal Digital Enterprises", si legge nella lettera. Insomma, almeno per il momento Battisti su Spotify ed Apple Music non s'ha da fare.