Speciale Mac App Store

Prima analisi del nuovo store di Apple

speciale Mac App Store
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App Store ha ormai svariati anni di vita. Un’esistenza confinata ai soli device mobili di Apple, una piattaforma che è riuscita in pochi anni ad annoverare nelle sue liste migliaia di applicazioni, sia gratuite che a pagamento, miliardi di download, e un giro di denaro difficilmente immaginabile. Ed oggi, finalmente, è disponibile su Mac una sua versione casalinga, che si propone l’intento di bissare lo spaventoso successo della controparte mobile, configurandosi come punto di riferimento per il download delle applicazioni su computer. Si tratta, in qualche modo, di rivoluzionare il modo di concepire l’acquisto/download dei software; si tratta di un cambiamento radicale che potrebbe imporsi come nuovo standard negli anni a venire, esattamente come la stessa piattaforma ha fatto su iPhone, iPad e iPod Touch.
Vi presentiamo Mac App Store.

Cos'è e come funziona

L’ultimo aggiornamento di Snow Leopard, rilasciato il 6 Gennaio di quest’anno, ha permesso agli utenti (solo di Snow Leopard, attenzione) di integrare sul proprio computer la piattaforma Mac App Store, definita da Jobs una “nuova e innovativa modalità di scoprire e acquistare le proprie applicazioni preferite”. Accedendo al catalogo, si nota immediatamente l’estrema somiglianza con l’App Store originale: decine di icone, con a fianco dettagli di produzione e prezzo, sono disposte sulla pagina principale, con possibilità di acquisto e download. È facilissimo, soprattutto per chi ha già familiarità coi dispositivi mobili di Apple, capire dove e come muoversi, e destreggiarsi tra le tante schermate disponibili, divise per generi e categorie. La prima sezione, quella che si ha di fronte all’avvio del Mac App Store, è il “Primo Piano”, dentro cui si alterneranno una serie di applicazioni per Mac, le più nuove o le più importanti. Un po’ come succede su iPhone, per intenderci. E proprio come sulla versione mobile della piattaforma, avremo la possibilità di navigare per le categorie (giochi, networking, utilità...), per assecondare meglio la nostra scelta, avendo tra l’altro la possibilità di leggere le recensioni degli utenti che hanno già testato le applicazioni.
Il download di un software avviene in modo semplice e intuitivo: basta cliccare sul pulsante accanto all’icona per far partire lo scaricamento, dopo aver immesso (una tantum) le credenziali di accesso e aver accettato le solite formalità burocratiche. Fatto questo apparirà un’icona sul dock con i dettagli relativi al download. Scaricato il software, sarà automaticamente spostato nella cartella Applicazioni, dalla quale sarà gestibile esattamente come tutti gli altri.

A pochi giorni dal lancio della piattaforma, quindi, qual è il responso? Come già accennato, non abbiamo molti dubbi sulla diffusione che avrà negli anni, e sul fatto che cambierà del tutto il modo di vedere l’acquisto delle applicazioni (e scommettiamo altrettanto sicuramente sulla sua prossima apparizione altrove...).
Le applicazioni, oggi, ci sono. Poche - un migliaio - ma ci sono. Dando uno sguardo alle varie pagine del catalogo, abbiamo potuto notare come sia presente un iMovie a 11,99€, così come GarageBand e iPhoto; c’è Aperture 3 a poco più di 60€, ed alcuni porting da iOS, allo stesso prezzo delle versioni per iPad.
C’è da considerare, comunque, l’assenza di alcuni grandi nomi, e la predilezione - momentanea, ci piace sperare - verso le applicazioni “minori” piuttosto che verso quelle a cui siamo abituati su un Mac. E ci stiamo riferendo ai browser, per esempio, di cui non troviamo neanche il minimo accenno (sarebbe comodissimo poterli scaricare direttamente dal Mac App Store); ci riferiamo ai software di messaggistica come Skype o Messenger, che non hanno ancora onorato il catalogo della loro presenza; o ancora ai vari Office o Adobe Photoshop che, nonostante le case produttrici non siano esattamente in ottimi rapporti con Apple, speriamo di vedere presto nel nuovo App Store.

Difetti di gioventù?

C’è da notare però, come per ogni piattaforma appena lanciata, che il nuovo store di Apple non è esente da difetti, e nonostante da Cupertino sfoggino fieri il milione di download registrato al primo giorno, ci sono alcuni problemi da tenere d’occhio. Mettiamo che un utente abbia comprato un software prima del lancio di Mac App Store, e lo abbia quindi ben saldo sul proprio HDD: cosa succederebbe se lo si provasse a scaricare dalla nuova piattaforma? La cosa più ovvia sarebbe l’impedimento del download da parte dello stesso store, una volta rilevato il doppione. Ed in effetti, così è. Ma sarebbe allo stesso modo ovvio ed auspicabile che il software tenesse conto delle applicazioni già installate sul proprio Mac anche per quanto riguarda la segnalazione degli aggiornamenti, cosa che non fa. Ci troveremo quindi a non poter aggiornare automaticamente le applicazioni già possedute, visto che, almeno al momento, Mac App Store non lo prevede e le ignora. Siamo sicuri, comunque, che si tratti di un problema di facile e rapida risoluzione. Insomma, siamo a soli due giorni dal rilascio di quella che probabilmente si imporrà come piattaforma di download standard da qui a molti anni: qualche imprecisione si può anche perdonare, in fondo.

Mac App Store Sembra che Apple abbia deciso, ancora una volta, di imporre i suoi standard. Mac App Store, esattamente come ha fatto la versione mobile, vuole rappresentare il punto di riferimento per il download delle applicazioni da Mac, e lo fa proponendo un’offerta che speriamo possa crescere e diffondersi come su iPhone e iPad. Nonostante le applicazioni siano ancora poche (e non si vedano, per il momento, quelle “maggiori” che saremmo soliti attribuire ad un Mac), e nonostante qualche problema di percorso, siamo convinti che, tra un anno, tutti i dubbi sulla nuova piattaforma saranno svaniti come neve al sole.