Mascherine contro il coronavirus, quali usare, cosa sono e quando usarle

Una descrizione delle differenze fra mascherine chirurgiche e respiratori. Quali usare? E perché? Ve lo spieghiamo noi.

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Le mascherine sono sempre più diffuse e, purtroppo, anche sempre più costose. In molti ormai, al di fuori di medici e infermiere, si affidano alle mascherine per proteggersi contro la pandemia di COVID-19, durante quelle - poche - volte in cui si esce al di fuori della propria abitazione.
L'utilizzo di tale strumento desta ancora molta confusione, cerchiamo di capire quali tipi ci sono in commercio, a cosa servono e quando si devono utilizzare davvero le mascherine.

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche sono quelle più diffuse in tutto il territorio italiano. Possono essere utilizzate da chiunque e impediscono alle goccioline prodotte con colpi di tosse e starnuti di disperdersi nell'ambiente, così da evitare a chi le indossa di contagiare altre persone che si trovano nelle vicinanze.
Possono essere anche "fatte in casa" e bastano solo un po' di stoffa e un elastico. Vengono utilizzate in ambito sanitario al fine di evitare la dispersione di agenti patogeni.

La mascherina chirurgica impedisce ai portatori di toccarsi la bocca o il naso, evitando di trasferire virus e batteri dopo aver toccato una superficie contaminata. Queste mascherine possono, quindi, evitare che il portatore diffonda il contagio, ma non lo proteggono adeguatamente dal contagio altrui, soprattutto per la scarsa aderenza al volto.

Cosa fare in assenza di mascherina? Indossare una qualsiasi protezione come uno scaldacollo, una sciarpa o simili, ricordando sempre di stare ad un metro di distanza dalle persone.

Respiratori FFP1, FFP2, FFP3

Esistono dei respiratori nettamente più efficaci in commercio e sono chiamati, rispettivamente per grado di protezione, FFP1, FFP2, FFP3. Costituiti interamente o prevalentemente di materiale filtrante, coprono naso, bocca e anche il mento. I respiratori riducono l'esposizione agli aerosol presenti nell'aria, vengono classificati come DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e servono a proteggere chi li indossa.

Respiratori di classe FFP1: comunemente utilizzati in diversi settori come l'industria siderurgica e nell'edilizia, sono in grado di proteggere le vie respiratorie da particelle solide e liquide non volatili. Queste mascherine hanno una capacità filtrante di almeno l'80% delle particelle sospese nell'aria e una perdita verso l'interno minore del 22%.
Non sono, quindi, consigliate per la protezione da agenti patogeni. Queste filtrano almeno l'80% delle particelle che si trovano nell'aria fino a dimensioni di 0.6 micrometri e possono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale non viene superato di oltre 4 volte.

Respiratori di classe FFP2: sono in grado di proteggere le vie respiratorie da polveri, nebbie e fumi di particelle con un livello di tossicità compreso tra il basso e medio. Hanno una capacità filtrante di almeno il 94% delle particelle sospese nell'aria e una perdita verso l'interno minore dell'8%.

Le Mascherine FFP2 senza valvola sono in dotazione a lavoratori esposti al pubblico solo in caso di emergenza, ai medici di famiglia e alle guardie mediche quando sono in presenza di qualche paziente potenzialmente malato. Maschere del genere vengono impiegate nell'industria metallurgica o nell'industria mineraria.

Respiratori di classe FFP3: impiegate negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva, proteggono il personale sanitario che è a contatto con pazienti contagiati. Questi dispositivi sono in grado di proteggere le vie respiratorie in un modo senza precedenti, hanno una capacità filtrante di almeno il 99% delle particelle sospese nell'aria e una perdita verso l'interno minore dell'2%.

Un altro nostro alleato: i guanti

I guanti costituiscono un ottimo strumento per limitare il contagio (quando si va a fare la spesa, ad esempio) a patto che siano rispettate delle semplici regole e non sostituiscano la corretta igiene delle mani.
I guanti devono essere sostituiti ogni volta che si sporcano, devono essere gettati via al termine dell'uso e non devono essere - ovviamente - riutilizzati. Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare agli ammalati.

La mascherina, utile o no?

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la mascherina va indossata solo se si sospetta di aver contratto il nuovo coronavirus e di fronte a sintomi quali tosse o starnuti. L'uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Secondo il sito del Ministero della Salute, inoltre, la mascherina non è necessaria per la popolazione in assenza di sintomi di malattie respiratorie. Tuttavia, come spesso accade, gli esperti si appoggiano a scuole di pensiero differenti.