Mediapro e Serie A: come cambia lo scenario del calcio in TV?

L'annuncio della Lega di Serie A, che ha assegnato i diritti per il triennio 2018-2021 a Mediapro, mescola le carte in tavola: come cambia lo scenario?

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È un periodo turbolento per il calcio italiano, che sta vivendo dallo scorso novembre la crisi più importante degli ultimi anni, sancita dalla clamorosa mancata partecipazione della nostra Nazionale ai Mondiali di Russia 2018. Un evento infausto che ha scatenato un vero e proprio terremoto tra gli organi federali, al punto che il CONI, vista l'impossibilità dei Club di nominare un nuovo presidente della Federcalcio, è stato costretto a commissariare il massimo organismo calcistico Italiano.
Una sfida che si è combattuta (e si sta combattendo ancora) su più fronti, a partire da quello dei diritti televisivi del campionato di Serie A per il triennio 2018-2021. L'assegnazione è stata oggetto di numerose rotture tra i dirigenti, dal momento che per i club più piccoli gli introiti televisivi rappresentano una delle principali fonti di guadagno, mentre le squadre più importanti (Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio e Napoli) sono intente a far valere la loro importanza.
A dimostrazione di queste rotture ci sono i tre bandi pubblicati dalla Lega Calcio, che ha dovuto mescolare più volte le carte per trovare un acquirente, pur restando ferma sulle richieste: 1 miliardo di Euro, è questo il valore del campionato. E se inizialmente si profilava un duello Mediaset-Sky, con quest'ultima intenta a trasmettere tutte le partite, in gioco è entrato un terzo soggetto che potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione, soprattutto per gli utenti finali.

L'assegnazione e la diffida di Sky

Partiamo ovviamente dall'inizio, ovvero dallo scorso 5 Febbraio. Nel corso dell'Assemblea di Lega riunitasi a Milano è stata accolta l'offerta di Mediapro. Nel comunicato diffuso si legge che "L'Assemblea della Lega Serie A, riunitasi alle ore 11.30 per l'apertura della busta presentata alle ore 9.36 di oggi per il Pacchetto Global dall'intermediario indipendente Mediapro, ha verificato che l'offerta depositata, pari a 1.050.001.000 euro, è superiore al prezzo minimo richiesto dall'Invito a Offrire, conseguentemente procederà alla comunicazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall'Invito stesso ai fini dell'assegnazione dei diritti in oggetto".
Una scelta che non ha trovato d'accordo Sky, che attraverso i propri avvocati ha immediatamente annunciato una diffida alla Lega Serie A in quanto, secondo gli stessi, "Il gruppo Mediapro, pur avendo presentato un'offerta per lo specifico bando rivolto esclusivamente agli intermediari indipendenti, non opererebbe come intermediario indipendente ma come un vero e proprio operatore della comunicazione".
A tal proposito, Sky invita la Serie A a "considerare l'offerta di Mediapro inammissibile e quindi di interrompere le trattative private con il gruppo spagnolo e di escluderlo immediatamente dalla procedura di assegnazione", in quanto secondo gli avvocati "Mediapro avrebbe avviato nel corso della trattativa privata una negoziazione con la Lega per realizzare uno o più canali tematici anche sotto forma di canali ufficiali della Lega, curandone i palinsesti e la veste editoriale", con tanto di vendita di spazi pubblicitari sugli stessi canali, il che pone il gruppo spagnolo come un vero e proprio operatore della comunicazione. Sulla questione, comunque, oltre che i giudici, si dovranno pronunciare anche AGCOM e Antitrust, ecco perché la partita è da considerarsi tutt'altro che chiusa.

Cosa potrebbe cambiare per gli abbonati

Posto che tutto vada a buon fine, la situazione per gli abbonati potrebbe essere radicalmente diversa rispetto a quella attuale.
Mediapro, infatti, ha ufficialmente acquistato i diritti come intermediario, non come operatore di comunicazione finale. Proprio alla luce di questo motivo gli spagnoli, a meno che non decidano di sviluppare insieme alla Lega il tanto discusso canale proprietario, potrebbero vendere i vari pacchetti alle emittenti interessate, ovvero Sky e Mediaset.
Il gruppo di Murdoch e il Biscione, quindi, a differenza del passato, non agiranno come venditori delle partite nei confronti degli utenti, ma anche come compratori nei confronti di Mediapro. Questo passaggio aggiuntivo, secondo molti, potrebbe portare a un rincaro dei prezzi degli abbonamenti, ma stiamo ovviamente nel campo delle ipotesi.
È comunque altamente probabile che le partite continuino a essere trasmesse sulle due TV a pagamento. Sia Mediaset che, soprattutto, Sky, nelle precedenti riunioni della Lega Calcio , avevano manifestato le loro intenzioni di investire una quantità di denaro importante sulla Serie A che, al netto delle competizioni internazionali (Champions League, Europa League, Mondiali di Calcio ed Europei), rappresenta un evento più "costante" e non a tappe, che garantisce una quantità superiore di ascolti, e in maniera continuativa.
Inoltre la piattaforma satellitare, allo stato attuale, dopo la recente acquisizione dei diritti per Europa League e Champions, non può permettersi di non avere il campionato di Serie A.
Appare quindi improbabile, nonostante i ricorsi, uno scontro tra Sky e Mediapro, che in una dichiarazione rilasciata alla Gazzetta dello Sport ha già preannunciato le proprie intenzioni di "voler migliorare il prodotto Serie A rispetto a come lo vendevano sinora Infront e la Lega, allargando il bacino dei broadcasters e delle piattaforme acquirenti, cosa estremamente positiva". Ciò che preoccupa maggiormente però è la ripartizione dei pacchetti, in quanto non è da escludere uno scenario in cui Sky, ad esempio, trasmetta le partite di sole tre big e Mediaset le altre, il che potrebbe costringere gli utenti a effettuare addirittura due abbonamenti per poter visualizzare tutti i match della propria squadra del cuore. È su questo punto che si gioca tutto.
Mediapro, infatti, non figurerà in alcuna bolletta degli utenti, ma è bene tenere a mente che - avendo tra le mani i diritti della Serie A - saranno gli spagnoli a fissare i prezzi dei vari pacchetti, e a quel punto i prezzi degli abbonamenti saranno a discrezione di Sky, Mediaset o di chi acquisterà i diritti. Il che potrebbe tradursi anche in un livellamento dei prezzi rispetto agli attuali.


Amazon e le piattaforme web

Chiaramente, essendo Mediapro aperta a qualsiasi compratore, potrebbero entrare in gioco anche le piattaforme web. Gli iberici, a quanto pare, vorrebbero dialogare con il maggior numero possibile di piattaforme. Ciò vuol dire che non è escluso un approdo della Serie A anche su internet, in streaming.
Amazon e Facebook da tempo hanno manifestato le loro intenzioni di puntare sugli sport. Al momento ancora non è stata presentata alcuna offerta, ma la posizione di Mediapro potrebbe solleticare la compagnia di Jeff Bezos e il servizio Prime Video, che attualmente viene offerto gratuitamente agli abbonati Prime, ma che in futuro potrebbe subire delle variazioni.