Mediaset e Sky: quali prospettive per la Pay TV unica?

La sempre più forte intesa tra Sky e Mediaset sembra presagire definitivamente la nascita di una grande e unica Pay TV nel nostro Paese.

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Il recente accordo di "convergenza di contenuti" tra Sky e Mediaset ha aperto a nuovi e interessanti scenari nel mercato televisivo del nostro Paese. I due colossi, in guerra fino a qualche tempo fa, condivideranno molti dei film e delle serie TV nei loro cataloghi. Diventa così sempre più forte la clamorosa possibilità, non più tanto improbabile, di una Pay TV unica che potrebbe agire in totale monopolio in quasi tutte le piattaforme. Il pubblico italiano potrebbe assistere alla nascita di un polo unico, capace di condensare su di se un'offerta mai vista prima, abbattendo però ogni tipo di concorrenza e creando non pochi grattacapi all'Antitrust e al pubblico, che si troverebbe davanti una sola scelta, con tutte le conseguenze relative ai prezzi degli abbonamenti che potrebbero scaturirne.

Un accordo storico

Quello siglato da Sky e Mediaset è un accordo per ora piuttosto limitato, ma già storico per la portata e per le conseguenze che potrebbe avere. Si tratta, per ora, di una pura e semplice intesa sui contenuti. Nel dettaglio, cinque canali di cinema e quattro di serie TV del pacchetto Mediaset Premium sul digitale terrestre saranno visibili anche a tutti gli abbonati Sky sul satellite senza costi aggiuntivi; tutti i film e le serie TV disponibili nel pacchetto Premium andranno ad arricchire la libreria di contenuti degli abbonati, creando un catalogo che comprende la quasi totalità dello scibile seriale e cinematografico mondiale. Allo stesso tempo Sky avrà possibilità di affittare una sua banda su alcuni ripetitori del gruppo Mediaset con l'obiettivo di creare, a partire da giugno, un'offerta a pagamento pensata per il digitale terrestre. Si tratterà di un pacchetto che comprenderà una selezione di canali Sky e Fox più i nove canali Mediaset dedicati al cinema e alle serie TV; a tutto questo verrà aggiunto un ulteriore pacchetto dedicato allo sport, con una selezione di grandi eventi sportivi Sky, tutti in alta definizione.

La clausola fondamentale

Allo storico accordo sui contenuti, che offrirà una concentrazione di film e serie TV mai vista prima in Italia, si aggiunge una clausola apparentemente minore e di poco conto per lo spettatore ma capace, da sola, di spianare la strada verso accordi ancora più grandi e fusioni totali che avrebbero del clamoroso. Tra novembre e dicembre 2018 Sky potrà acquistare tutta la piattaforma tecnologica di Mediaset: si tratta del ramo dell'azienda conosciuto come Operation Pay, che comprende i settori della manutenzione tecnica, dell'accesso condizionato, dell'assistenza clienti e delle attività commerciali. Il tutto sarebbe trasferito a una nuova società, con il vaglio praticamente obbligatorio sia dell'Antitrust che dell'Agenzia delle Comunicazioni. Se l'acquisto dovesse arrivare, infatti, si tratterebbe del primo passo verso una fusione totale delle due piattaforme, con Sky che avrebbe tra le mani sia il suo storico servizio satellitare che quello sul digitale terrestre, diventando, di fatto, l'operatore unico dei servizi TV a pagamento del nostro Paese - escludendo tutto lo streaming ovviamente.

C'eravamo tanto odiati

Probabile che a stretto giro non ci sarà nessuna fusione di fatto, ma questa convergenza di tecnologie segna la fine della concorrenza tra digitale e satellite che aveva caratterizzato il nostro mercato fino a qualche tempo fa. Fino ad ora le due offerte si erano mostrate al pubblico come separate e in totale contrasto, in concorrenza sui contenuti e sulla vera e più reale fonte di guadagno, i diritti sportivi e del calcio. Dal 2003, anno della fusione tra le storiche Stream e Tele+, Sky ha avuto tra le mani la totalità del mercato Pay in Italia. L'avvento di Mediaset nella contesa grazie alla nascita del digitale terrestre aveva acceso una lotta a tutto campo giocata sul terreno dell'acquisizione di abbonati e dell'esclusività di contenuti. Lotte senza quartiere, a volte durissime, culminate nella decisione di Mediaset di oscurare i suoi canali per gli abbonati Sky e nella battaglia per i diritti esclusivi di trasmissione della Champions League, con Mediaset in primo piano negli ultimi tre anni. Colpi bassi alla ricerca di un predominio mai arrivato per entrambi: Sky non è mai riuscita a sfondare il tetto dei 5 milioni di abbonati tanto atteso, Mediaset si è ritrovata con i bilanci in rosso dopo che l'acquisto oneroso della Champions non ha portato alla sottoscrizione degli abbonamenti sperati. Troppi danni e pochi benefici per una guerra giunta ormai ufficialmente alla fine.

Strapotere Sky

Quello acquisito da Sky è un potere mai visto prima per un operatore televisivo. La convergenza con Mediaset sancirà la presenza del colosso di Murdoch in ogni piattaforma e con una predominanza netta e palese sui pochi rivali rimasti. L'accordo con Mediaset permetterà a Sky di entrare nel mercato del digitale terrestre, quello con Netflix di avere dalla sua parte il mercato streaming, quello con Open Fiber di far propria una forza mai vista anche nelle connessioni di rete e nei servizi ad alta velocità. Digitale, satellite, internet, tre settori in cui l'azienda potrà competere con tutta la forza e la solidità del suo apparato, quello di un soggetto internazionale che ha dalla sua i mezzi e i capitali per continuare a crescere. Nonostante gli abbonati negli ultimi anni non siano cresciuti molto, Sky ha comunque avuto ampie possibilità di investire sulle nuove tecnologie, sulle esclusive di eventi, sui diritti di contenuti ed eventi sportivi, su importanti accordi e acquisizioni. L'accordo per il digitale era l'unico che mancava per dare vita a un soggetto che rischia di controllare buona parte dei contenuti e delle tecnologie per poterli trasmettere.

Movimenti internazionali

Una posizione di forza quella di Murdoch, che potrebbe ulteriormente crescere anche grazie ai movimenti sul mercato internazionale. La sempre più paventata fusione tra la stessa Sky e Fox potrebbe portare a una sinergia dal peso imponente su tutti i mercati, considerando anche l'ombra di Disney sulla partita. Nel Regno Unito i garanti si stanno occupando della vicenda, per evitare un'eccessiva concentrazione di mezzi di informazione, ma se tutto dovesse andare a buon fine ci si troverebbe davanti un editore dallo strapotere quasi unico a livello mondiale, con ovvie conseguenze anche in Italia, dove si avrebbe a che fare con un network quanto mai solido e potente, fondamentale in un momento in cui il mercato televisivo e dei contenuti si sta muovendo a velocità supersonica, con nuove modalità di fruizione e nuovi soggetti che si stanno affacciando sulla scena. Con una forza societaria così grossa, Sky avrebbe possibilità di dominare su più o meno tutti i mercati e tutte le piattaforme.

Nuove possibilità

Quella di una Pay TV unica, ben presente e salda su ogni piattaforma e con possibilità di offrire contenuti su ogni mezzo è una situazione unica e mai verificatasi in Italia. Se una cosa del genere dovesse diventare realtà si avrebbe tra le mani un'azienda capace di offrire una vastità sconfinata di offerte, diversificate per tipologia di prodotti e per gusti degli utenti. Avremmo a che fare con tantissimi film, serie TV e programmi, ma anche con un numero di eventi sportivi tra calcio, motori, basket e tennis sconfinato e mai visto prima. Con un solo abbonamento, magari diversificato per tipo di piattaforma scelta, l'utente finale avrebbe tra le mani ore di intrattenimento incredibile e contenuti di ogni tipo e gusto. Una Pay TV unica che potrebbe offrire e diversificare la sua offerta nei modi più disparati, andando così ad arricchire come non mai l'esperienza di ogni tipo di spettatore, sia quello più smart e abituato a vedere tutto in mobilità tramite internet, sia quello abituato a guardare tutto tramite la televisione, sia sul satellite che sul digitale o anche in questo caso tramite la connessione di casa.

Nuove perplessità

Sull'altro piatto della bilancia, con un peso specifico ben più importante, ci sono però problemi di varia natura. I soggetti che da tempo occupano il mercato dei contenuti e dell'intrattenimento si sono infatti già messi in allarme. Mediapro, intermediario per la vendita dei diritti del campionato di Serie A, ha visto ulteriormente alimentate le sue perplessità sulla situazione, preoccupata per la strana natura dell'accordo tra Sky e Mediaset. Il rischio è che due società diverse si accaparrino diritti che poi convergeranno in un unico soggetto, creando troppo potere in una società che si garantirebbe un numero spropositato di abbonati grazie al calcio, il vero motore che muove lo spettatore italiano a spendere soldi. Con un solo soggetto a farla da padrone, inoltre, non si avrebbe la possibilità di innescare quel processo di sana concorrenza che porterebbe all'abbassarsi dei prezzi di abbonamento: con un'unica offerta disponibile Sky potrebbe decidere di applicare agli abbonamenti il prezzo desiderato, avendo tra le mani e in solitaria l'intera fetta del mercato. Con troppo potere accumulato c'è poi il rischio che nessun altro abbia le forze di inserirsi nella contesa. A mancare, su tutti i fronti, sarebbe la concorrenza, unico antidoto per evitare problemi e distorsioni di mercato. Un solo soggetto rischia di prendersi tutto, lasciando agli altri solo le briciole e al pubblico quasi nulle possibilità di scelta per poter guardare ciò che desidera. Una prospettiva poco allettante per tutti, che rischia di distruggere il concetto stesso di Pay TV e di creare non pochi problemi per gli spettatori. La sensazione, come sempre, è che sarà il pubblico a farne le spese, con spettatori sempre più passivi e inconsapevoli di giochi economici e di potere troppo grandi per poter essere influenzati.