Meltdown e Spectre: quale sarà l'impatto delle patch sulle prestazioni dei PC?

Intel ha parlato dell'arrivo delle patch correttive agli exploit Meltdown e Spectre e del loro impatto sulle prestazioni.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Meltdown e Spectre sono ormai nomi sulla bocca di tutti. Dai siti specializzati ai telegiornali generalisti, le due vulnerabilità sono ormai famose in tutto il globo, una fama che l'industria dei microprocessori avrebbe preferito non arrivasse. La situazione è grave, ma sembra ormai assodato che l'impatto di questa minaccia sia più marcato nel settore business rispetto a quello consumer. Grandi datacenter e il cloud sono probabilmente i settori più a rischio in quanto a sicurezza, così come anche nella possibile perdita di prestazioni derivante dalle patch correttive.
Intel e i grandi nomi della tecnologia legati ai fatti degli ultimi giorni tuttavia sono stati rapidi a fornire una risposta alla minaccia, come confermano i dati sulla diffusione delle patch correttive, più nebulosa è la situazione se si parla invece di impatto sulle prestazioni dei sistemi aggiornati, soprattutto per quanto riguarda gli utenti comuni. Un nuovo comunicato di Intel e i primi test svolti tuttavia disegnano una situazione abbastanza tranquilla per i PC domestici, che non dovrebbero andare incontro a cali prestazionali marcati.

Quando arriveranno le patch e quanto caleranno le prestazioni?

Intel e i partner, da Microsoft ad Apple, passando per i produttori di schede madri, stanno lavorando molto velocemente per tappare le falle di sicurezza. In due comunicati usciti ieri la casa di Santa Clara ha diffuso i primi dati sull'arrivo delle patch correttive, già presenti in Windows 10, macOS 10.13.2 (che dovrebbe essere aggiornata ulteriormente con la prossime release software) e Linux. All'appello mancano ancora Windows 8 e 7, ma la correzione dovrebbe essere disponibile a breve. Molto importante è l'utilizzo di browser web aggiornati: Edge è già pronto ad affrontare eventuali minacce, Chrome invece è in attesa dell'update del 23 gennaio, che andrà a contrastare l'esecuzione di eventuali script malevoli. Stessa cosa Firefox, che sta sviluppando una nuova versione del software anche questa pronta ad intervenire in caso di minacce.
La collaborazione tra i produttori di microprocessori e i fornitori di sistemi operativi e software è in questo caso fondamentale per rendere inefficaci Meltdown e Spectre. I primi dati, diffusi da Intel, mostrano una situazione in rapida evoluzione. Entro la fine della prossima settimana infatti oltre il 90% dei processori Intel prodotti negli ultimi cinque anni sarà immune dal bug, un dato che lascia intendere come il problema relativo alla sicurezza stia piano piano rientrando. Sotto questo aspetto però speriamo che Intel sia rapida ad aggiornare anche le CPU più vecchie di cinque anni, con un target di dieci anni a rappresentare il minimo indispensabile per evitare forti critiche dagli utilizzatori e soprattutto dai grandi partner industriali, che spesso aggiornano le proprie macchine con tempistiche diverse da quelle degli utenti comuni, mantenendole operative per un lasso temporale più elevato della media.
Ma la domanda che interessa forse di più rimane sempre la stessa: quanto impatteranno le patch correttive sulle prestazioni dei comuni PC? Nei primi giorni si parlava di un taglio nelle performance che andava dal 5 al 30%, un dato decisamente preoccupante. Intel, sempre attraverso i comunicati stampa usciti nella serata di ieri, ha precisato che l'utente finale medio subirà un calo del tutto insignificante.
"Intel continua a credere che l'impatto sulle prestazioni di questi update dipende dal carico di lavoro e nel caso dell'utente medio non dovrebbe essere significativo e sarà sempre minore con il passare del tempo. Con alcuni carichi di lavoro specifici l'impatto prestazionale potrebbe essere più elevato, ma test e miglioramenti alle patch correttive dovrebbero mitigare questi effetti".

Da quanto si evince dunque l'impatto sulle prestazioni ci sarà, ma sarà più marcato con specifici carichi di lavoro, carichi che nel caso dell'utilizzo domestico del processore dovrebbero essere minimi. In effetti, i primi test effettuati sembrano dare ragione a Intel. Guru 3D ha svolto un'indagine preliminare per capire se le patch di questi giorni abbiano affossato le performance delle CPU, mettendole alla prova nel gaming, con benchmark sintetici e altri ambiti prettamente consumer. Il risultato è stato un calo che va dall'1 al 3% di prestazioni a seconda del test svolto, un dato che il portale definisce semplicemente come anomalia statistica, visto che la differenza con le prestazioni pre-patch è troppo piccola per risultare significativa. Un'affermazione che sentiamo di condividere, considerato che nel test fatto con il benchmark 3D Mark: Time Spy il processore utilizzato ha mostrato un punteggio superiore dopo l'applicazione della patch. In ambito consumer quindi l'allarme sembra rientrare, almeno per quanto riguarda la possibile perdita di prestazioni, anche se i dati potrebbero variare in base al processore utilizzato per i test. Tutto diverso invece nel campo business, dove l'impatto potrebbe essere più marcato, un problema non da poco per Intel.