Metallica vs Napster: storia di uno scontro che ha cambiato il mondo

A quasi vent'anni dalla battaglia legale del secolo, ripercorriamo lo scontro tra la band e il discusso servizio di download musicale.

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Non ce ne siamo nemmeno accorti, ma negli ultimi anni il nostro modo di ascoltare musica è cambiato radicalmente. Internet e il digitale hanno cambiato profondamente l'industria discografica, trasformando il nostro approccio alla fruizione e all'acquisto. Viviamo circondati dalle canzoni e dai dischi, possiamo ascoltare quello che vogliamo quando lo vogliamo: una rivoluzione fino a qualche anno fa impensabile, che ha avuto però una simbolica data d'inizio, un punto di rottura dopo il quale nulla è più stato lo stesso. A questo incredibile processo di trasformazione ha contribuito una delle band più influenti degli ultimi trent'anni: i Metallica. Andiamo a ripercorrere le tappe più importanti dell'indimenticata e controversa battaglia legale con Napster.

Cos'era Napster?

Napster è stato un programma di file sharing basato su un sistema peer-to-peer che consentiva di scaricare file connettendosi a server remoti, con i trasferimenti che avvenivano direttamente tra gli utenti. Il servizio registrò un vero e proprio boom tra il 1999 e l'inizio del 2000, prima della chiusura che arrivò per ordine di un giudice nel 2001. Oggi è ancora disponibile a pagamento, ripulito delle controversie e "legalizzato" in ogni suo aspetto. Il programma fu un vero e proprio spartiacque dell'era digitale, primo vero baluardo di una politica di download e disponibilità di prodotti che abbatteva qualsiasi tipo di barriera. In barba a ogni legge sul diritto d'autore, su Napster erano presenti soprattutto brani musicali e dischi, in un catalogo sconfinato a cui tutti potevano liberamente attingere. Il servizio fu un reale pioniere del settore, che generò con rapidità più di un erede, nonché una mole quasi infinita di problemi legali e polemiche. Fu l'inizio dell'internet come lo conosciamo oggi, dell'era dei download, della pirateria.

Metallica e Napster: lo scontro

Nell'aprile del 2000, Napster era il servizio di file sharing più popolare al mondo, mentre i Metallica vivevano uno dei periodi più tormentati della loro carriera. Pomo della discordia fu una canzone, I Disappear, registrata dalla band per la soundtrack di Mission: Impossible II. Il brano, sotto forma di demo, venne caricato da alcuni utenti su Napster, trasformandosi in poco tempo in un successo planetario capace di scalare le classifiche di mezzo mondo. La pubblicazione della demo da parte di alcuni utenti non andò giù alla band, arrabbiata perché una loro canzone non ancora pubblicata fosse stata resa disponibile molto prima della sua uscita definitiva. La presenza sul servizio dell'intero catalogo di dischi e canzoni dei Metallica non fece altro che aumentare la rabbia dei suoi membri. Le denuncia fu immediata e colpì lo stesso Napster e tre università in cui, secondo i legali del gruppo, si sarebbe fatto un uso massiccio del sistema. Nella lunga lettera pubblicata online, i Metallica accusavano Napster di aver "messo su un intero business basandosi sulla pirateria, sfruttando alcune università che hanno favorito questo schema nonostante fossero perfettamente in grado di bloccarlo".

Una causa milionaria

La band arrivò a chiedere un risarcimento clamoroso da 10 milioni di dollari. Venne stilato un elenco di 335.435 utenti che stavano mettendo a disposizione i file illegalmente: il folle agglomerato di oltre 50 mila pagine era accompagnato dalla richiesta di ban dal servizio e di eliminazione immediata della canzone. Napster, trovandosi investita da una querelle legale inattesa e impossibile da gestire, accettò tutte le condizioni imposte. Le accuse mosse ai suoi danni furono gravissime: violazione di copyright, uso illegale di interfaccia digitale audio e violazione del RICO, legge federale statunitense sulla responsabilità oggettiva in azioni criminali. La tesi della band era molto semplice: la disponibilità gratuita delle tracce su Napster non avrebbe invogliato gli utenti ad acquistare i CD fisici in modo legale, provocando un impatto gravissimo sulle vendite, in un periodo dove queste avevano ancora un valore piuttosto importante per il mercato musicale.

La resa di Napster

Travolto dall'onda, Napster reagì accogliendo in buona parte le richieste dei Metallica. Vennero bloccati in modo definitivo ben 317.000 utenti, fu solo il primo tempo di una battaglia che andò avanti sino al 2001, quando un'ingiunzione preliminare ordinò a Napster di modificare il suo software o spegnerlo completamente. Si tentò di risolvere la situazione cancellando tutte le canzoni dei Metallica coperte da copyright, ma a peggiorare ulteriormente il tutto arrivò una nuova causa, intentata da un gruppo di case discografiche e che portò alla chiusura di altri 230.142 account: fu la mannaia definitiva sulla testa di Napster, che non riuscì più a risollevarsi dal duro colpo subito. Il servizio p2p provò a difendere il suo onore utilizzando il tema piuttosto controverso del diritto d'autore: i legali di Napster sostenevano che il copyright doveva essere utilizzato per tutelare il più possibile il pubblico e per dare più spazio alle band emergenti, quelle senza possibilità di avere contratti milionari tra le mani. Secondo i suoi creatori, il peer to peer poteva rappresentare un nuovo modo per rilanciare le giovani band, per proporre a tutti liberamente la musica e per superare i limiti imposti dalle case discografiche.

Un problema ancora aperto

La musica, da quel momento in poi, non è stata più la stessa. Sono cambiati i modi di ascoltarla, ma la fine di Napster ha aperto una breccia, portando a una fortissima diffusione della musica digitale e a nuovi modi, finalmente legali, per usufruire di dischi e canzoni. Ma se questa vicenda ha in qualche modo portato la musica nel ventunesimo secolo, non è però mai riuscita a risolvere i dilemmi che da sempre la attanagliano. La violazione dei diritti d'autore rimane ancora oggi un problema serio, seppur mitigato dall'arrivo delle moderne piattaforme streaming. Il livello di download illegali è drasticamente diminuito negli ultimi anni, ma i problemi delle band indipendenti e degli artisti emergenti sono rimasti gli stessi di inizio 2000. Oggi come allora i gruppi si lamentano dei pochi soldi ricevuti dai servizi che diffondono le loro canzoni; oggi come allora gli artisti si sentono abbandonati da un mondo della musica spietato e da un mercato sempre più restrittivo. I Metallica hanno cambiato le nostre abitudini, ma non sono riusciti a risolvere i problemi di un mercato musicale in crisi perenne e irreversibile.