Speciale Microsoft Build 2015: largo alle app e a Windows Holographic

L'evento Microsoft ha messo in mostra una netta apertura verso gli sviluppatori, ma anche tante novità per Windows 10, che con Hololens sarà in grado di trasfromare gli spazi fisici in veri e propri desktop virtuali.

speciale Microsoft Build 2015: largo alle app e a Windows Holographic
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Tutti gli occhi degli appassionati del mondo Microsoft sono puntati sul Build 2015, l'evento che l'azienda di Redmond ha organizzato al Moscone Center di San Francisco dal 29 aprile al primo maggio, per annunciare le ultime novità in campo software e hardware. Il keynote d'apertura, diretto in maniera flemmatica dal CEO Satya Nadella, ha mostrato ad utenti, giornalisti ed investitori la nuova strada intrapresa da Microsoft, impegnata più di ogni altra cosa a creare un'immagine di sé diversa da quanto visto fino ad ora.
Il filo conduttore è chiaro: l’ecosistema di app che si verrà a creare e un sistema operativo unico, Windows 10. Inutile dire che gran parte delle novità cui abbiamo assistito è legata proprio a quest'ultimo e ai nuovi strumenti di programmazione, sebbene la notizia più attesa, ossia la data ufficiale di lancio, non sia stata ancora comunicata. Redmond ha trovato il tempo anche per dare notizia degli aggiornamenti per la tecnologia Hololens, la risposta del colosso statunitense a Oculus Rift e agli altri caschi per la realtà virtuale

Mobile First, Cloud First

Nadella apre la conferenza parlando dei primi passi di due giovani programmatori: Gates e Allen, che hanno dato origine a Microsoft e hanno consentito che diventasse una delle più ricche e influenti aziende del mondo, nel corso degli ultimi decenni. Ripercorrere i primi passi dei fondatori di Microsoft aiuta l'attuale CEO a rimarcare quello che è uno dei principali, se non il principale, focus su cui il suo team si sta concentrando, riassumibile nello slogan "Mobile first, Cloud First". Il predecessore del CEO indiano, Steve Ballmer, parlava di "devices and services" e Nadella non sembra allontanarsi molto da tali obbiettivi. "Mobile" rimpiazza "devices", riferendosi non tanto a smartphone e tablet in sé, ma alle differenti varietà di "macchine" esistenti sul mercato e connesse tra di loro. Il "Cloud" invece, sostituisce i "services" e fornisce l'infrastruttura per mantenere connessi i vari dispositivi utilizzati dagli utenti.
Su questo filo conduttore Microsoft ha mostrato gli aggiornamenti riguardanti la piattaforma Azure e Office 365. La piattaforma cloud di Redmond è ora più versatile e, tra le altre cose, presenta più di 500 nuove feature, abbracciando ogni sistema operativo. Azure permette, infatti, di utilizzare OS diversi contemporaneamente, ossia Windows e Linux, dando ad ogni programmatore e sistemista la possibilità di agire secondo le proprie capacità e preferenze. L'ambiente di sviluppo Visual Studio Code è stato riprogettato da zero e anche gli utenti Mac potranno ora farne uso, in modo del tutto gratuito, senza dover ricorrere a BootCamp o macchine virtuali per avviare Windows. Per quel che riguarda Office 365 è Nadella stesso a fornirci una rapida carrellata di quanto offre attualmente la suite di lavoro online di Microsoft. Migliorare Office significa trasformarla in una vera e propria piattaforma e Microsoft ha deciso di farlo modificando la User Experience. Tramite nuove API, che saranno messe a disposizione a breve, gli sviluppatori potranno realizzare delle applicazioni (una sorta di add-ons) da integrare in Office in grado di funzionare su Windows, online e sulle versioni mobili. Ad esempio, sul palco della Build 2015, Microsoft ha mostrato l'app Uber integrata in Outlook, con cui è possibile chiedere il servizio direttamente dalle proprie mail. Applicazioni come Twitter comunicheranno con Office in maniera più integrata, creando schermate personalizzate dove saranno visibili gli aggiornamenti dei file condivisi di Excel, PowerPoint e Word, oppure le novità dei nostri amici.

Dopo Office e Azure Nadella passa, finalmente, a Windows 10. Già diversi mesi fa Microsoft annunciò la strategia con cui intendeva sferrare un decisivo attacco alla concorrenza, Google ed Apple in primis: le app universali, ossia app in grado di girare su qualunque dispositivo, da quelli dotati di grandi schermi a quelli che non li utilizzano affatto, come Hololens. La casa di Redmond ha bisogno di rimpolpare in maniera significativa il numero di sviluppatori operanti sulle proprie piattaforme, ecco perché ha deciso di rendergli il lavoro estremamente semplice, uniformando le applicazioni di tutti i sistemi operativi in un solo standard. Windows 10 permette di creare un'unica app per tanti dispositivi diversi: "Si sviluppa il codice una volta sola e sono poi le applicazioni a doversi adattare", ha spiegato Joe Belfiore, responsabile del design e dei prodotti software Windows Phone, dal palco del Moscone Center. Da Raspberry Pi fino ai PC all-in-one, Microsoft offre un unico negozio (su cui è stata introdotta la possibilità di pagare tramite credito telefonico) da cui scaricare le medesime applicazioni senza problemi di compatibilità. Redmond punta moltissimo sul nuovo sistema operativo e annuncia, senza mezzi termini, che "entro due o tre anni dal lancio di Windows 10 ci saranno un miliardo di dispositivi dotati di tale software. Nessuna piattaforma ne ha così tanti".
Microsoft ha garantito l'update gratuito a Windows 10 da Windows 7 e 8.1. Ciò, insieme all'offerta di una piattaforma unica per tutti i dispositivi, potrebbe garantire un'ottima base da cui partire e se a questo aggiungiamo tutti i nuovi prodotti, computer, tablet e smartphone, che verranno lanciati sul mercato da qui a tre anni, capiamo che il raggiungimento di un miliardo di dispositivi Windows 10 nel mondo non rappresenta una follia.

Largo alle app

Nadella e soci stanno già pensando a come tenersi stretto un numero così alto di utenti. Tutto passa dagli sviluppatori, ancora una volta. La società fondata da Bill Gates ha annunciato che sarà possibile importare su dispositivi Windows 10 le applicazioni Android (scritte in Java e C++) e iOS (scritte in Objective C) già sviluppate. Nel primo caso, Windows 10 avrà un subsistema di Android (la versione open-source AOSP) che renderà semplice riprendere quanto già prodotto per il robottino verde. Gli sviluppatori dovranno comunque mettere mano al codice per l'importazione su piattaforma Windows 10, ma Microsoft ha cercato di rendere il tutto molto rapido e semplice. Per quanto riguarda le app iOS invece, l'aggiornamento di Visual Studio ha aggiunto il supporto di Objective C e basterà fare un semplice copia e incolla del codice delle app per iPhone e iPad per importare su Windows Store le applicazioni presenti nello Store di Apple.

Windows 10

È Joe Belfiore a mostrare qualche novità sulle nuove release di Windows 10, alcune delle quali ancora non rilasciate al pubblico. Belfiore mostra i suggerimenti nella lockscreen, denominati Windows Spotlight (non attivi ancora per l’Italia), le funzionalità di Cortana e Project Spartan, browser che va a sostituire Internet Explorer. Scopriamo finalmente il suo nome finale: è Microsoft Edge. Il browser, con i punti di forza già noti al pubblico, come Cortana built-in o le note immediate sui siti web, si propone in maniera ufficiale scoprendo oggi una delle sue caratteristiche più importanti: il supporto alle estensioni, anche quelle scritte per Chrome e per Firefox. Queste, con alcuni piccoli cambiamenti, saranno pronte per essere eseguite anche su Edge dopo una semplice importazione, allo stesso modo delle app di iOS e Android su Windows Store.

L'uniformità di Windows 10 su tutti i tipi di dispositivi viene dimostrata, ancora una volta, con Continuum, una feature che permette di utilizzare uno smartphone come se fosse un vero e proprio PC. La modalità si attiva (solo su dispositivi top di gamma) quando si collega lo smartphone, connesso ad una tastiera e ad un mouse via Bluetooth, a un monitor. A questo punto le applicazioni si adatteranno automaticamente allo schermo e lo smartphone diventa un vero e proprio mini-portatile con il quale lavorare ai testi o alle immagini, ovviamente utilizzando funzionalità non troppo complesse. Una funzione assente su ogni altro dispositivo in commercio in modo nativo.

Windows Holographic

Cloud e app universali sono i due pilastri su cui si muoverà l'esperienza Windows dei prossimi anni. L'estremizzazione di questa unione sta portando Microsoft alla realizzazione di un progetto inimmaginabile solo qualche anno fa, le Hololens, occhiali in grado di produrre ologrammi da sovrapporre alla realtà visibile dagli utenti. Naturalmente anche le finestre di Windows sono ricreate in questa realtà virtuale e le nostre pareti di casa possono diventare dei desktop giganti su cui apporre applicazioni Windows 10, come le note, oppure visualizzare video o immagini e far girare i nostri videogame preferiti. Con Hololens i campi d'azione sono pressoché infiniti. Basti pensare che parliamo di una tecnologia che può esser applicata anche ad altri dispositivi. Durante il keynote è stata applicata su un mini-computer Rapsberry Pi collegato a sensori e robotizzato con delle ruote. Anche questo sistema monta Windows 10. Ma ciò che ha stupito di più è come le lenti sul casco di un essere umano e quelle su un robot dialogassero in un unico ambiente virtuale.

Ciò che alla platea è apparso come una mazza di scopa con ruote, per l’utente con un casco Hololens è diventato Miko, un androide che sorride, parla, mostra vignette virtuali e informazioni sul tempo. Questa è la prima applicazione di una tecnologia fantascientifica su vasta scala. Un altro esempio di applicazione delle Hololens effettuato sul palco della Build 2015 ha riguardato l'architettura e la progettazione di edifici. Gli operatori del settore possono tranquillamente passare da un progetto in 2D all'ologramma. Il passaggio avviene senza soluzione di continuità e tramite il mouse è stato possibile agire sull'edificio riproposto tridimensionalmente. Inoltre è stata mostrata una collaborazione a distanza tra un architetto e il capo mastro presente sul cantiere, anch'esso dotato di Hololens. L'architetto inseriva porte, finestre e decorazioni e il capo mastro analizzava la situazione sulle singole pareti. Insomma, una tecnologia che apre scenari mai visti e in ogni campo, con un potenziale enorme.