Mini LED vs Micro LED per i TV 4K e 8K: quali sono le differenze?

Mini LED e Micro LED sono due tecnologie dal nome simile ma totalmente differenti, ognuna con le sue caratteristiche peculiari.

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La scelta del nome di una tecnologia è fondamentale per comunicarla nel modo corretto al pubblico. Un nome semplice e in grado di differenziarsi viene compreso prima, ma anche il marketing vuole la sua parte, causando spesso dei fraintendimenti. Il caso "OLED vs QLED" è sotto gli occhi di tutti e ancora oggi le due tecnologie vengono spesso confuse.
Stessa cosa avviene con i televisori Mini LED e Micro LED, due nomi simili ma che in realtà nascondono molte differenze. Per fare un po' di chiarezza cerchiamo quindi di capire cosa cambia tra le due tecnologie e quali sono i loro punti di forza.

Una differenza abissale

La tecnologia Mini LED è stata una delle protagoniste del recente CES di Las Vegas, dove sono stati presentati televisori e monitor che la utilizzano. TCL ha mostrato alcuni TV basati su Mini LED, ROG invece un monitor da gioco altamente performante. Gli schermi Mini LED sono già in commercio oggi quindi, a cifre elevate ma disponibili. Cosa cambia però rispetto all'attuale generazione di pannelli LCD? Non molto in realtà, il loro punto debole è
la retroilluminazione LED di cui sono dotati, che nei prodotti più evoluti arriva a circa 500 zone gestite dal local dimming. La dimensione dei LED che illuminano il pannello LCD è troppo grande per consentire una gestione fine della luce, ecco perché sono stati creati gli schermi Mini LED, ovvero dei display la cui retroilluminazione è composta da tanti piccoli LED.
Quanti? Questo dipende dal produttore, TCL ha mostrato al CES un televisore Mini LED con oltre 25.000 LED integrati nel pannello, un numero enorme, che si traduce in 5184 zone di controllo gestite dal local dimming. Anche se possono sembrare poche se rapportate al numero di LED utilizzati, bisogna tenere presente che queste vanno gestite dall'elettronica e fino a poco tempo fa non esistevano tecnologie in grado di pilotare più 2000 zone con il local dimming.

La presenza di una retroilluminazione Mini LED, in coppia con tecnologie come i Quantum Dot, crea degli schermi capaci di raggiungere alti picchi luminosi e con un'ampia copertura degli spazi di colore, generando inoltre un contrasto molto elevato. Molti dei difetti tipici dei pannelli LCD vengono eliminati, come il backlight bleeding, altri invece vengono fortemente limitati, come il blooming, almeno nei modelli che abbiamo visto finora. In definitiva, i Mini LED migliorano molto la qualità di visione dei pannelli LCD, senza però rivoluzionarne la struttura, cosa che invece fanno i Micro LED.

In questo caso siamo di fronte a una delle tecnologie più promettenti in via di sviluppo, potenzialmente in grado di cambiare il mercato. In uno schermo Micro LED ogni pixel è formato da minuscoli LED verdi, rossi e blu, ognuno capace di spegnersi e accendersi in modo indipendente. Si tratta quindi di una tecnologia self-emitting, come quella OLED, ma basata su materiale non organico e quindi non soggetta a deterioramento nel tempo e a problemi di burn-in.
Il risultato sono immagini con neri assoluti e con una luminosità di picco incredibile, che può arrivare anche 10000 nit, valori oggi possibili solo su display master utilizzati in ambito professionale. Altri punti forti dei Micro LED sono i tempi di risposta, molto bassi, e gli angoli di visuale elevati. In pratica si tratta di una tecnologia senza punti deboli, almeno sulla carta, ma che deve ancora essere affinata.

Finora Samsung, principale promotrice dei Micro LED, ha creato solo pannelli di grandi dimensioni, ma di recente è riuscita a realizzare un 75 pollici. Il motivo è la dimensione dei Micro LED, che dovendo rappresentare un pixel deve essere il più piccola possibile. Il processo di miniaturizzazione procede di anno in anno, l'obbiettivo finale è quello di raggiungere una densità di Micro LED tale da non permettere più di distinguere i singoli pixel, cosa che avviene già nei formati di grandi dimensioni.
Non mancano però anche problemi produttivi. Creare uno schermo 4K Micro LED vuole dire inserire al suo interno 24 milioni di LED, tre per ogni pixel (Verde, Rosso e Blu), uno sforzo ingegneristico enorme e che richiede una precisione assoluta. C'è poi il discorso prezzo, per ora inaccessibile al pubblico: il modello creato da Samsung da 146", secondo le stime fatte a fine 2019, costava circa 400.000€.
Insomma, le potenzialità di questa tecnologia sono enormi ma potrebbero volerci anni prima di vederla arrivare a prezzi accessibili, cosa che potrebbe anche non succedere, relegando i Micro LED ai settori professionali o al mercato del lusso.