Netflix: abbonamenti al rialzo negli Stati Uniti, cosa succederà in Italia?

Con i prezzi negli Stati Uniti in aumento quale sarà il futuro di Netflix in Italia e nel mondo in un panorama streaming sempre più ricco?

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L'aumento dei prezzi di Netflix negli Stati Uniti, dopo quello avvenuto anche in Italia nel 2017, ha fatto drizzare le antenne a tutti gli abbonati. La preoccupazione è d'obbligo in un mercato dello streaming sempre più affollato e che presto si arricchirà di nuovi e agguerritissimi attori.
Da qui l'esigenza di investire sempre più in contenuti originali, in un'offerta che deve essere sempre più ricca e variegata e che ha bisogno di sempre più entrate, a discapito del portafoglio sempre più leggero dei clienti. L'Italia per ora non è stata toccata da questi aumenti, ma non sarebbe strano se accadesse, con buona pace di tutti noi.

Rincaro a stelle e strisce

A ottobre 2017 era toccato solo ai due piani ad alta definizione, ora invece è tutta l'offerta ad essere stata ritoccata nel suo complesso. Gli abbonati americani di Netflix si ritroveranno a pagare 8,99 dollari al mese per il servizio base invece che 7,99. I due piani in alta definizione, invece, sono entrambi aumentati di due dollari. L'abbonamento in HD con due dispositivi in contemporanea, il più diffuso, costerà ora 12,99 dollari al mese invece che 10,99. Un rincaro di non poco conto se spalmato in 12 mesi, ma un aumento ritenuto imprescindibile dall'azienda per investire su larga scala nei nuovi contenuti, quanto mai necessari per distinguersi da una concorrenza sempre più pressante e agguerrita.

Il titolo Netflix in borsa ha subito un effetto più che positivo dopo l'annuncio, con le azioni che a Wall Street hanno fatto registrare un +6%, una manna dal cielo per un titolo fino a quel momento in flessione, con le azioni che durante il 2018 erano scese da 423 dollari a 233. Se nel breve periodo gli effetti sono stati tutto sommato positivi a cosa porterà tutto questo tra qualche mese?

Cosa faranno gli utenti?

Negli Stati Uniti il nuovo aumento deve certamente essere ancora assorbito dagli utenti. Per ora, secondo un sondaggio, il 71% di questi vorrebbe comunque mantenere attivo il proprio abbonamento, con un 27% che invece sta valutando di passare al piano meno costoso e solo un 3% che annullerà definitivamente la sua sottoscrizione. Il 61%, quindi, non apporterà alcuna modifica al proprio piano e solo il 10% potrebbe valutare l'idea di cambiare le proprie scelte. Dati incoraggianti ma che non devono comunque essere presi sotto gamba: molto, almeno negli USA, dipenderà dalla risposta che Netflix darà a livello di contenuti e offerta.
Se l'aumento si tradurrà con una vigorosa immissione di nuove serie tv o film apprezzati e di qualità la linea positiva del pubblico si manterrà pressoché intatta e l'aumento verrà in qualche modo giustificato. Tutto dipenderà dalla percezione che avrà il pubblico del servizio e dall'equilibrio costi/benefici che, certamente, negli Stati Uniti ha un peso molto diverso rispetto alla situazione italiana.

Netflix in Italia

Nessuna conferma su un possibile e ulteriore aumento degli abbonamenti in Italia. Nel nostro Paese, nel 2017, l'aumento era stato assorbito con una certa facilità per un servizio in crescita di popolarità, di abbonati e di qualità, con serie e film originali capaci di imporsi anche nel nostro panorama di intrattenimento, seppur con una qualità altalenante. Oggi però la situazione potrebbe rivelarsi ben diversa, tra servizi analoghi e comunque validi, nuovi attori pronti a entrare sul mercato e un prezzo che, con nuovi aumenti, potrebbe essere non visto sotto una luce del tutto positiva. Netflix infatti non è più solo, il suo catalogo, al netto dei contenuti originali, non è così ricco come quello statunitense e gli altri servizi riescono a garantire cataloghi buoni e ricchi a prezzi altrettanto convenienti e concorrenziali.
Tirare troppo la corda, negli Stati Uniti come da noi, potrebbe provocare spiacevoli conseguenze in un mercato in espansione, tra servizi di intrattenimento sempre più numerosi e utenti costretti a sottoscrivere troppi abbonamenti per seguire i propri contenuti preferiti. Netflix è ad oggi il più forte sul mercato, ma ha anche un ottimo rapporto qualità/prezzo, che potrebbe però venir meno se l'asticella venisse spinta troppo oltre.

Compromessi

La ricerca di nuovi contenuti e la ricchezza di serie originali di qualità e per tutti i gusti sono uno dei tratti distintivi che da sempre hanno distinto Netflix da tutti gli altri servizi. Prezzi più alti significa maggiori investimenti, che porteranno a produzioni sempre più numerose, costose e, si spera, di qualità. Una buona notizia che però potrebbe andare a cozzare con le esigenze di utenti, che non amano pagare di più per servizi che, seppur migliorati, vengono percepiti sempre uguali a loro stessi. Netflix sta provando a capire fin dove spingersi e lo sta facendo nell'ultimo momento utile per poterselo permettere: con l'arrivo sempre più imminente dei servizi streaming di Disney, Apple e Warner sarà quanto mai necessario presentarsi più che preparati allo scontro.

Buona parte delle recenti politiche di prezzo sono dirette a contrastare, in anticipo, l'arrivo di questi due concorrenti che, con le loro scelte, contribuiranno a plasmare un mercato nuovo, negli Stati Uniti come nel resto del mondo. Solo allora riusciremo a capire se i nuovi prezzi saranno giustificati o se saranno semplicemente una mossa per trarre il massimo profitto prima che la situazione si faccia troppo ingarbugliata.

Quel che è certo è che con una serie di servizi di alta qualità molto simili arrivare a dei compromessi sarà quanto mai necessario per non perdere terreno. Bisognerà non alzare troppo i prezzi e cercare di offrire qualcosa di più o qualcosa di diverso, giustificare il costo in un modo o nell'altro, far pendere l'asticella verso i benefici piuttosto che sui costi. Missione difficile ma non impossibile. L'aumento, comunque, non può essere l'unica soluzione e sono sempre più forti e numerose le voci che vedono Netflix impegnata a trovare un compromesso. L'arrivo della pubblicità sulla piattaforma, fino a tempo fa del tutto osteggiato, potrebbe iniziare a prendere piede, se servisse a introdurre abbonamenti a prezzo scontato o, addirittura, visioni gratuite di contenuti.

In un mercato in costante e sempre più veloce movimento occorrerà adattarsi a nuove esigenze, nuovi gusti e nuovi concorrenti. Per ora le uniche soluzioni sono state gli aumenti ma siamo certi che in futuro arriveranno altre prove, utili per costruire lo streaming del futuro, quello dove anche le più piccole scelte possono influire sulla sottoscrizione o la disdetta di un abbonamento, quello dove la gara a chi ruberà più utenti ai rivali diverrà la norma e quello, si spera, dove gli aumenti di prezzo verranno sostituiti da sconti o compromessi convenienti per tutti noi.