Netflix e Amazon si uniscono alle major contro la pirateria

Anche Netflix e Amazon si sono aggiunte alla lotta contro la pirateria iniziata dalle grandi major di Hollywood.

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Rispetto a qualche anno fa, oggi si parla infinitamente meno di pirateria multimediale per quanto riguarda la musica, il cinema e le serie TV. La diffusione di massa delle piattaforme di streaming, in grado di offrire migliaia di contenuti a pochi dollari o euro al mese, hanno dato una sferzata netta a tutti i sistemi di fruizione underground. Nulla è più comodo di un abbonamento mensile per avere a disposizione su diversi dispositivi musica e video in modo praticamente illimitato, eppure c'è ancora una frangia dura a morire che continua a vivere di illegalità e contenuti non autorizzati. Da anni le più grandi società del settore dell'intrattenimento combattono contro portali online che offrono servizi non autorizzati, in pratica l'intera Motion Picture Association of America è in prima linea per ostacolare in tribunale i più grandi siti pirata del web.
All'interno dell'associazione troviamo compagnie come la Universal, la Columbia, la Disney, la 20th Century Fox, la Paramount e la Warner Bros, aziende che da oggi potranno contare anche sul supporto di Netflix e Amazon.

Tutti contro il box delle meraviglie

I due giganti dello streaming si sono aggiunti nella lotta contro Dragon Media, azienda online che possiede il dominio www.thedragonbox.com e offre un piccolo set-top box in grado di visualizzare praticamente qualsiasi contenuto in maniera illegale. Una piccola scatola magica che, dopo un'installazione di pochi minuti, offre gratuitamente film di ogni genere, sport di ogni tipo, i migliori canali d'intrattenimento americani. Addirittura nelle immagini promozionali, dal vago sentore anni '90, la società ha scritto "Stop paying for Netflix and Hulu", letteralmente "basta pagare per Netflix e Hulu", i maggiori player dello streaming negli USA. Contro il Dragon Box pende una denuncia firmata da tutte le società sopra elencate, sarà dunque molto difficile per il decoder spuntarla, non è però la sola minaccia del mercato. Lo scorso ottobre è partita un'azione legale anche contro Tickbox, altro set-top box in grado di bypassare qualsiasi abbonamento a pagamento, solo la prima mossa di una nuova guerra alla pirateria digitale, che negli anni ha abbandonato gradualmente il macchinoso file sharing via internet per offrire veri e propri decoder "tuttofare" e illegali.


I tempi cambiano

Netflix e Amazon dunque si sono aggiunte alla lotta, fornendo supporto e avvocati, un'azione che potrebbe sembrare di poco conto ma che nell'industria ha avuto un peso a dir poco pesante. Spesso infatti le grandi major della distribuzione cinematografica hanno espresso, implicitamente certo, malumori riguardo all'indifferenza dei due colossi dello streaming, che avrebbero potuto "gongolare" di fronte ai concorrenti in difficoltà. Come a dire "poco importa se la gente non va più al cinema, a noi basta che veda i contenuti in streaming da casa". Una polemica underground che non ha mai avuto luogo di esistere realmente, come queste ultime azioni di Netflix e Amazon dimostrano.
C'è poi ancora un altro fattore di cui bisogna tener conto: appena qualche anno fa Amazon non aveva neppure un ruolo attivo nell'industria dell'intrattenimento, era "soltanto" il sito di e-commerce più famoso e potente del mondo. Anche Netflix è entrata tardi nel settore produttivo, i primi titoli originali sono arrivati soltanto nel 2013 (con House of Cards - Gli intrighi del potere), nei 16 anni precedenti si è occupata principalmente di servizi di distribuzione relativi all'home video. Oggi la stessa Netflix e Amazon Studios sono cresciuti talmente tanto da potersi sedere, e fare la voce grossa, con le major più potenti dell'industria. Ulteriore segno dei tempi che cambiano e si evolvono. Soltanto la pirateria non muore mai, chissà cosa accadrà dopo queste ultime azioni legali...