Neuralink: Elon Musk collegherà il cervello ai computer, ma anche alle IA

La società fondata nel 2017 da Elon Musk è ad un punto di svolta epocale e si appresta a cambiare per sempre il mondo delle neuroscienze.

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Uno dei film che ha influenzato di più l'immaginario fantascientifico degli ultimi decenni è sicuramente Matrix. Tra le scene più memorabili - senza dubbio - quella in cui Neo, dopo essersi collegato con un cavo impiantato alla base del cranio al database della navetta e dopo aver eseguito il download di alcune informazioni, si volta verso Moprheus e dice "conosco il Kung-Fu".
Qualche istante dopo i due sono in una stanza virtuale e combattono come monaci Shaolin: un'arte marziale che per essere padroneggiata richiederebbe una vita intera fatta di studio ed allenamento, appresa alla perfezione in pochi attimi grazie all'ausilio di un'avanzatissima neuro-tecnologia. Chi di noi non ha sognato una cosa del genere per salvarsi da un banalissimo esame o da un compito in classe? Il progetto Neuralink di nasce con scopi diversi, ma l'obbiettivo è lo stesso: creare un'interfaccia che permetta la perfetta simbiosi tra uomo e macchina.

Il sogno di un visionario

Lo scenario appena descritto è frutto di una fervida immaginazione e trae ispirazione dai grandi capolavori della cultura cyberpunk (dal "Neuromante" di William Gibson in particolare). Come sempre però la scienza evolve a ritmi incessanti e alcune delle capacità finora riservate al rapporto uomo-macchina dei romanzi fantascientifici potrebbero presto sembrare molto plausibili. Nel 2017 infatti il visionario imprenditore sudafricano Elon Musk, già noto per aver fondato PayPal, Testla e SpaceX, acquisisce una piccola società di ricerca medica nata l'anno precedente con sede a San Francisco e la porta agli onori delle cronache con il nome di Neuralink. La finalità di questo nuovo progetto era quello di creare un'interfaccia "brain-computer" che potesse consentire l'impianto di dispositivi nel cervello umano, in una prima fase per curare patologie neurodegenerative e in seguito per potenziare le capacità neurologiche dei soggetti impiantati e per raggiungere la simbiosi con l'IA.
Lo stesso Musk ha più volte sottolineato di aver tratto ispirazione dal concetto di "neural lace", nella serie Culture di Ian M. Banks, un reticolo semi organico impiantato nella corteccia dei personaggi che permette loro di interfacciarsi con le intelligenze artificiali senza l'ausilio di dispositivi o cavi.

Da allora i lavori di Neuralink si svolgono nel riserbo più assoluto: sappiamo che nel 2018 l'azienda ha richiesto al FDA (Food and Drug Administration) una licenza per condurre sperimentazioni animali e che nella sede del Mission District di San Francisco si lavora a stretto contatto con OpenAI, un'altra creazione dell'imprenditore che sta sviluppando una nuova (formidabile, per quel poco che sappiamo) intelligenza artificiale.

La fanta-SCIENZA

Proprio in questi giorni, in occasione di un evento che si è svolto il 16 Luglio al California Academy of Science di San Francisco, Elon Musk ha avuto l'occasione di svelare al mondo i progressi fatti da Neuralink. Il milionario ha spiegato che la ricerca è ad un punto di svolta epocale: un foro di 8 millimetri nel cranio permetterà di impiantare dei sensori grazie all'ausilio di piccoli fili flessibili del diametro di micrometri - pari a circa un terzo di un capello - iniettati con un cavo di 24 micron.

I chip a loro volta saranno collegati a dei computer esterni in grado di elaborare le informazioni ricevute. La vera rivoluzione però sta nel design degli elettrodi sviluppati da Neuralink: oltre a leggere i dati infatti questa particolare tecnologia permette di inviare informazioni direttamente ai neuroni, bypassando le zone danneggiate. Il tutto sarà eseguito da un robot programmato per ridurre al minimo il margine di errore, sotto la guida di un neurochirurgo. Il sistema è stato testato con risultati incoraggianti sui topi e su una scimmia "che è stata capace di controllare un computer con il cervello" come dice lo stesso Musk.

L'obbiettivo di questa nuova tecnologia, nel breve termine, è quello di aiutare le persone che hanno subito danni cerebrali o al midollo spinale: recuperare la sensibilità di alcune parti del corpo o permettere il controllo di protesi bio-meccaniche e - con gli sviluppi necessari - restituire la vista, l'udito e il tatto. Sul lungo periodo però il vero obbiettivo è quello di generare superintelligenze artificiali su larga scala attraverso la costruzione di quella che viene chiamata "brain-machine interface" (BMI). Presto, secondo Musk, saremo in grado di "digitare" 40 parole al minuto attraverso il solo uso del pensiero. Neuralink spera di iniziare la sperimentazione sugli umani entro la fine dell'anno, anche se l'approvazione dell'FDA risulterà molto complessa: quella delle BMI è una tecnologia studiata in molti laboratori ed è già stata installata su alcuni pazienti che soffrono di epilessia per monitorarne le funzioni cerebrali.
Secondo Bin He, direttore della facoltà di ingegneria biomedica presso la Carnagie Mellon University, l'utilizzo massivo di questa pratica sulla popolazione potrebbe portare al danneggiamento irreversibile delle funzioni del cervello.


Nuovi scenari

Mattehew MacDougall, uno dei neurochirurghi di Neuralink, spera che presto la procedura di "installazione" possa essere abbastanza sicura da rendere la tecnologia una scelta primaria: nei test effettuati "siamo stati in grado di piazzare centinaia di elettrodi nel cervello senza alcun sanguinamento", ha detto il medico. Tutto questo grazie alle minuscole dimensioni che riducono drasticamente il rischio di danneggiamento cerebrale. Un altro scienziato a lavoro sul progetto, Philip Sabes, dice che "una persona potrà immaginare di correre, danzare o praticare il kung-fu" lasciando alla connessione neurale il compito di controllare i nostri avatar tridimensionali in un mondo digitale.

Insomma, i presupposti per sognare ci sono tutti, come spesso accade quando Musk decide di iniziare un nuovo progetto. Quello delle neuro scienze applicate è un mondo che ha appena iniziato a mostrare le proprie potenzialità: come per tutte le scoperte scientifiche, anche in questo campo le incognite sulle implicazioni dell'utilizzo su larga scala sono molte.
La stretta relazione con la ricerca sulle intelligenze artificiali rende il tutto ancora più affascinante e complesso, aprendo le porte ad applicazioni difficilmente immaginabili fino a qualche anno fa. Il futuro sembra davvero alle porte, iniziate a scegliere la vostra arte marziale preferita per il download.