Nintendo Wii: quando le idee e il sistema di controllo vincono sui muscoli

Retrospettiva e analisi dell'hardware del Nintendo Wii, la console di Nintendo che ha rivoluzionato il modo di interagire con i videogiochi.

Nintendo Wii: quando le idee e il sistema di controllo vincono sui muscoli
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Nintendo è sempre stata un'azienda capace di innovarsi e innovare. Nata come produttrice di carte da gioco il 23 settembre 1889, negli anni è passata dalla creazione di giocattoli fino ad approdare, negli anni 70, nel mondo dei videogiochi e, successivamente, ha saputo reinventarsi come una delle principali produttrici di console casalinghe. Nel corso della sua lunga e fortunata storia ha avuto modo di scontrarsi con grandissimi colossi dell'industria. Prima con SEGA, nei leggendari anni della console war, e poi con Sony, diventata in un lampo leader del mercato console e competitor davvero agguerrito. Durante la sua sesta generazione di console, pur proponendo l'ottima Gamecube, Nintendo vide una battuta d'arresto nelle vendite rispetto alla concorrenza e fu allora che per il colosso nipponico divenne sempre più chiaro quanto mantenere il terreno di scontro del gaming casalingo sulla sola potenza bruta delle macchine da gioco fosse una scelta poco viabile per il futuro e che il problema andava risolto e aggirato in modo creativo.

Le origini di un mito

Lo sviluppo di Revolution, nome in codice della console con la quale Nintendo avrebbe voluto, appunto, rivoluzionare il mercato console è cominciato proprio nel 2001, anno di rilascio di Gamecube.

Il concetto di base era semplice: evitare lo scontro con lo strapotere di Sony e Microsoft in campo hardware e cercare di confezionare un prodotto capace di avvicinare al mercato anche categorie che fino a quel momento avevano guardato con diffidenza al mondo videoludico. Con quest'idea in mente Nintendo iniziò a collaborare con Gyration Inc., un'azienda specializzata nelle tecnologie di rilevazione dei movimenti, al fine di creare un controller innovativo, capace di abbattere tutte quelle barriere che rendevano l'interazione con i vecchi sistemi troppo poco immediata per i neofiti.
Il nome definitivo della console venne annunciato solo ad aprile 2006. Wii voleva ricordare la parola inglese We (noi), proprio per dare l'idea di una console che si rivolgesse a un ampio pubblico, mentre al contempo le due i simboleggiavano due persone messe una accanto all'altra per rimarcare ulteriormente la natura social della console, ma anche per via del peculiare sistema di controllo composto dall'accoppiata tra Wii Remote e Nunchuk.

Hardware

Come già accennato, l'idea di Nintendo era quella di creare una console con un hardware modesto e dai costi molto contenuti e di portare la sfida su tutto un altro piano. Per questo decise di non progettare un hardware custom come era solita fare per le sue console e piuttosto vennero scelte componenti a basso costo già presenti sul mercato.

La CPU era un'unità IBM PowerPC a 90 nm chiamata Broadway, con un clock di 729 MHz. L'architettura di questo processore era un'evoluzione diretta della CPU di Gamecube, la Gekko. Questo facilitò ulteriormente il passaggio da una generazione all'altra per gli sviluppatori che si sono trovati tra le mani un sistema che conoscevano perfettamente ma con una potenza di calcolo maggiore. Rispetto alla passata generazione la gestione della RAM invece ricevette un importante redesign. I 24 MB di 1T-SRAM già presenti nel Gamecube vennero spostati all'interno della GPU e chiamati MEM1. Inoltre, venne aggiunto un secondo chip di GDDR3 da 64 MB accessibile sia dalla GPU che dalla CPU, chiamato MEM2.

Anche per quanto riguarda il comparto grafico la Wii scelse un approccio molto conservativo. Il nuovo processore chiamato Hollywood venne totalmente mutuato dal Flipper di Gamecube, ma ottenne un aumento del 50% nella velocità di clock, ora di 243 MHz, e qualche piccola aggiunta come il supporto ai 16:9 e un miglioramento della gestione dello Z-buffer così da rendere più preciso il posizionamento degli oggetti nello spazio e permettere ai controller di Wii di interagire correttamente con essi.

Nonostante questi miglioramenti grafici, rispetto alle console uscite nella stessa generazione già proiettate nel mondo dell'HD, la Wii era ancorata a risoluzioni molto basse che oscillavano dal 480p al 576i. Anche il chip audio dedicato era lo stesso di Gamecube, sufficiente a generare effetti convincenti senza gravare sulla CPU, ma comunque anch'esso davvero arretrato rispetto a quanto presente sulle console dei competitor.

Sulla scheda madre di Wii erano presenti sia il chip Wi-Fi che quello Bluetooth. Il primo permetteva il collegamento a internet per scaricare software e aggiornamenti, mentre il secondo garantiva la connessione al Wii Remote, vero elemento distintivo della console.

Per quanto riguarda i supporti di memorizzazione, Wii poteva leggere sia DVD single-layer che dual-layer da 12cm con tecnologia proprietaria, sia i dischi da 8cm utilizzati da Gamecube, garantendone quindi la totale retrocompatibilità. In effetti, nonostante la Wii fosse un Gamecube sotto steroidi, almeno a livello hardware, Nintendo ha dovuto inserire una certa parte di emulazione per poter ovviare alle importanti differenze nella struttura della RAM di Wii. A completare il pacchetto retrocompatibilità, oltre all'introduzione della virtual console che permetteva di giocare a vecchie glorie di Nintendo emulate in maniera molto convincente, erano presenti quattro porte per il collegamento dei pad e l'alloggiamento per le memory card di Gamecube. Va però specificato che nelle ultime versioni di Wii questa componentistica extra è stata del tutto rimossa. Il sistema operativo di Wii era installato su una memoria interna da 512 MB, che poteva essere utilizzata anche per installare software di vario tipo, ma Wii prevedeva anche la possibilità di espansione attraverso uno slot per schede SD.

Il Wii Remote

Come abbiamo potuto osservare, la Wii ha rappresentato un importante punto di rottura nella tabella di marcia dell'evoluzione prestazionale che ha da sempre ha contraddistinto il mercato console, puntando su una feature specifica che fino a quel momento nessuno aveva preso seriamente in considerazione. Wii Remote, o Wiimote, il rivoluzionario controller di Wii, permetteva un'interazione con i videogiochi radicalmente diversa rispetto a quanto visto fino a quel momento.

Il sistema di controllo consisteva in un telecomando capace di rilevare la sua posizione nello spazio grazie a un accelerometro, coadiuvato da una telecamera a infrarossi posizionata sulla parte anteriore del telecomando e una barra sensore da porre sopra o sotto la TV, che rendeva possibile utilizzare il Wiimote anche come un puntatore per navigare nei menu della console oltre che per giocare. I movimenti dell'utente venivano tradotti in modo abbastanza convincente dal sistema escogitato da Nintendo, il controller all'occorrenza poteva essere utilizzato come una spada, una racchetta da tennis, una mazza da golf e molto altro permettendo la rottura definitiva di una barriera e un'interazione molto fisica, fino a quel momento del tutto sconosciuta. Sul controller erano inoltre presenti un D-pad, 8 tasti tra i quali un interruttore e un pulsante dedicato per tornare alla dashboard principale. Per aumentare l'immersività, invece, era dotato di un sistema di vibrazione e di un piccolo speaker capace di riprodurre sample a bassissima qualità, cioè 3 kHz 4-bit ADPCM o 1.5 kHz 8-bit PCM.

A completare il sistema di controllo c'era una seconda periferica anch'essa era dotata di accelerometro, il cosiddetto Nunchuk, collegabile al Wiimote tramite una porta proprietaria a 6 pin posizionata nella parte inferiore del controller che aggiungeva uno stick analogico per facilitare la navigazione di ambienti 3D e alcuni tasti. La console supportava fino a quattro controller collegati contemporaneamente, facilmente identificabili grazie a un led situato sui controller stessi. Grazie alla porta presente sul Wiimote era possibile collegare una serie di accessori quali pad dalla conformazione più classica, controller personalizzati per alcuni giochi e molto altro ancora. Nel 2009 venne infine commercializzato un accessorio capace di migliorare sensibilmente la precisione della rilevazione, il Motion Plus.

La rivoluzione di Nintendo

Nintendo Wii venne annunciata dal compianto presidente Satoru Iwata durante l'E3 2004 come la console che avrebbe rivoluzionato il mercato e poi presentata ufficialmente durante l'E3 2005, ricevendo una caldissima accoglienza da parte del pubblico. Il sistema di controllo, non ancora pronto al momento dell'annuncio, venne mostrato solo successivamente durante il Tokyo Game Show del settembre 2005. Al momento della sua commercializzazione, avvenuta in Europa nel dicembre del 2006, la nuova Wii veniva venduta a 250€, cifra che permise fin da subito a Nintendo di ottenere ingenti guadagni. Infatti, si stima che il costo di realizzazione della Wii fosse di appena 150$, con un ricavo netto a console di circa 100$. Si tratta di cifre molto diverse da quelle che abbiamo commentato nella nostra analisi retrospettiva della PlayStation 3, che costava a Sony 840$ e veniva venduta a 599€.

La scelta di rimanere ancorata a risoluzioni di una generazione passata e l'enorme successo di pubblico e vendite favorirono inesorabilmente lo sviluppo di moltissimi titoli esclusivi che, seppur tecnicamente arretrati, erano più facili da sviluppare e meno costosi. A conti fatti, smarcarsi dalla sfida muscolare e cercare un approccio del tutto nuovo ha premiato Nintendo. La Wii, tra l'altro, è riuscita a coinvolgere una fetta di utenza che fino a quel momento non aveva mai approcciato il mondo dei videogiochi, attirando anche interi nuclei familiari.

La scelta di vendere la console in bundle con una killer application come Wii Sport, titolo che racchiudeva in sé l'essenza dell'offerta di Nintendo allo scopo di promuovere la console anche come strumento di esercizio grazie anche alla successiva commercializzazione di periferiche come la Balance Board, ha permesso al colosso nipponico di arrivare a vendere ben 101 milioni di unità, cifra che ha portato Wii a dominare la classifica di vendite della settima generazione di console. Wii ha sancito un punto di non ritorno per le strategie di Nintendo che anche con la sfortunata WiiU e il suo touchscreen e successivamente con l'ottima Switch, ha continuato a offrire prodotti alternativi e a loro modo unici, sposando la stessa filosofia alla base del progetto Revolution e andando ancora una volta a spingere su quel concetto che tutti noi ormai conosciamo come Nintendo Difference.