Speciale Nokia e Alcatel-Lucent: il nuovo gigante delle telecomunicazioni europeo?

L'accordo raggiunto dalle due aziende potrebbe portare alla nascita di un nuovo protagonista nel campo delle telecomunicazioni. In Francia e in Italia però sale la preoccupazione per i risvolti occupazionali dell'affare.

speciale Nokia e Alcatel-Lucent: il nuovo gigante delle telecomunicazioni europeo?
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Le trattative andavano avanti da un anno, ma solo di recente si sono poste le basi per l'acquisizione del gruppo Alcatel-Lucent da parte di Nokia. La notizia ha fatto in poco tempo il giro del mondo, anche perché quello che si verrà a creare è un vero e proprio colosso delle telecomunicazioni europeo, in grado di generare un profitto annuo che può arrivare a circa 26 miliardi di Euro. A seguito dell'accordo è avvenuto un incontro che ha visto protagonisti i vertici di Nokia e il premier francese Hollande, che ha voluto cautelarsi nei confronti di possibili riassetti societari, con relative perdite di posti di lavoro sul territorio francese. I finlandesi si sono ufficialmente impegnati a non rivedere in negativo gli attuali tagli già previsti da Alcatel-Lucent, aumentando inoltre gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo nel territorio transalpino, mentre per i siti produttivi italiani la situazione rimane piuttosto nebulosa.

I numeri

L'operazione che ha visto protagoniste le due aziende prevede lo spostamento di ingenti quantità di risorse economiche, dimostrando come Nokia sia ancora oggi protagonista del mercato tecnologico mondiale. Il Sole 24 Ore, in questo articolo, ha fotografato in modo puntuale l'operazione, che costerà al gruppo finlandese ben 15,6 miliardi di Euro, per una quotazione delle azioni Alcatel-Lucent superiore del 28% rispetto alla media degli ultimi 3 mesi. Questo porterà alla formazione di una nuova società, la Nokia Corporations, presieduta sia da azionisti Nokia, per il 66.5% del totale, sia da quelli Alcatel-Lucent, per il 33.5%. Il gruppo avrà sede in Finlandia e sarà capeggiato dai vertici Nokia, mentre alla vicepresidenza del consiglio d'amministrazione siederà un uomo Alcatel.
Anche se Alcatel potrebbe non sembrare una risorsa appetibile per il pubblico consumer, l'ex gruppo franco-americano detiene il quarto posto a livello mondiale nella produzione di tecnologie legate alle comunicazioni wireless, con una quota di mercato dell'11,4%, preceduta proprio da Nokia, con il 15,8%. I dati, forniti da Idc, mostrano al primo posto la svedese Ericsson con il 25,7%, mentre al secondo posto troviamo la cinese Huawei, con il 23,3%. Sommando le quote di mercato di Nokia e Alcatel-Lucent, ne otteniamo una del 27,2%, che porterebbe Nokia Corporations al vertice del settore delle telecomunicazioni a livello mondiale. In realtà, Reuters fa notare come le due aziende, nelle precedenti fusioni che le hanno viste protagoniste, non abbiano mai tratto vantaggi consistenti da queste operazioni in passato, con perdite anche ingenti a livello economico.
Trattandosi di un'operazione molto complessa, i tempi per il passaggio di consegne effettivo si prospettano lunghi e si prevede che il tutto sarà completato non prima della metà del 2016, anche perché, alle trattative aziendali, stanno facendo seguito quelle con il governo francese, che non vuole correre il rischio di veder perdere ulteriori posti di lavoro.

Risvolti occupazionali

Il presidente francese Hollande con Michel Combes, A.D di Alcatel-Lucent, e Rajeev Suri, CEO di Nokia
La preoccupazione del governo francese nei confronti dell'operazione causerà certamente ritardi e un aumento ulteriore del livello di complessità della stessa. Del resto, nell'attuale momento economico, la priorità per Hollande è quella di cercare di non perdere ulteriori posti di lavoro sul territorio francese. Nokia da parte sua, come anticipato, ha assicurato che non farà ulteriori tagli rispetto a quelli già previsti, con investimenti che prevedono l'assunzione di 500 nuovi ricercatori, da impiegare nello sviluppo delle tecnologie di comunicazione 5G, mentre un risparmio da 900 milioni di euro arriverà dalla razionalizzazione del listino prodotti, dalla vendita di alcuni immobili e da altre spese non più sostenibili, ancora non precisate.
La situazione per gli stabilimenti e le attività produttive di Alcatel-Lucent in Italia appare piuttosto incerta. Dopo l'annuncio del raggiungimento dell'accordo, i sindacati italiani hanno espresso forte preoccupazione per la vicenda, visto anche quanto è accaduto nei siti industriali del gruppo nel nostro paese, come quello di Battipaglia, ancora al centro di una trattativa con il governo per il mantenimento dei posti di lavoro.
Come riporta l'ANSA in questa notizia, il 22 aprile scorso il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha incontrato Roberto Loiola, A.D. di Alcatel Lucent Italia, che ha rassicurato il governo sulla situazione dello stabilimento di Trieste, al centro nei giorni scorsi di numerose voci preoccupanti sulla sua possibile chiusura. A fare da eco alle parole di Laiola ha pensato Michel Combes, A.D mondiale del gruppo, che ha ribadito come la futura fusione tra i due gruppi non avrà impatto sullo stabilimento di Trieste, ritenuto un asset centrale per l'azienda e all'avanguardia nel settore delle tecnologie di comunicazione ottiche.