Nothing ear (1) e integrazione con Google Fast Pair: cos'è e come funziona

Gli auricolari Nothing ear (1) rientrano nella tutto sommato breve lista di prodotti compatibili con Google Fast Pair, scopriamo come utilizzarli.

Nothing ear (1) e integrazione con Google Fast Pair: cos'è e come funziona
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Nonostante si chiami letteralmente niente, Nothing, la nuova avventura nel mondo tech di Carl Pei, ex figura di spicco di OnePlus, è iniziata decisamente col piede giusto. Infatti, a oltre un mese dall'inizio delle vendite degli auricolari Nothing ear (1), ci sono già stati vari restock. Oltre a questo, mediante il profilo Twitter ufficiale di Nothing è arrivata la conferma che il lancio ha superato le aspettative.
Come abbiamo visto nella nostra recensione degli auricolari Nothing ear (1), si tratta di un prodotto di elevata caratura che, al netto di qualche imperfezione di gioventù, si va già a collocare tra i modelli più validi sul mercato nella sua fascia di prezzo, ovvero 99 euro. Insomma, Pei e soci hanno fatto centro, trovando il modo di innovare, anche in termini di design, una tipologia di prodotto che sembrava stagnare da troppo tempo.

Dagli auricolari preliminari a quelli in vendita

Il lancio degli auricolari ha rappresentato solamente l'inizio dell'avventura di Nothing, che in futuro si concentrerà anche su altri mercati, e si, siamo tutti in attesa di capire come verrà sfruttata l'acquisizione di Essential da parte di Nothing.

In questo contesto, il modello degli auricolari che la critica ha provato al lancio non era ancora in tutto e per tutto quello definitivo che è poi arrivato sul mercato. Infatti, come avevamo evidenziato in fase di recensione, il software era in versione preliminare e mancava qualche rifinitura.
Onde evitare fraintendimenti, le differenze non rappresentano nulla in grado di spostare la valutazione ma per offrire una panoramica completa nei minimi dettagli di ciò che il prodotto è diventato a un mese dal lancio, Nothing ci ha fornito un'altra unità di test in tutto e per tutto in linea con quella di vendita, in modo anche da provare come si deve gli ultimi aggiornamenti software dell'app. In realtà non ci sono stati stravolgimenti di sorta, ma semplicemente qualche rifinitura. In questo contesto, abbiamo colto l'occasione per fare il punto della situazione in merito all'arrivo di Google Fast Pair.

Google Fast Pair, maggiore integrazione con Android

La principale novità è rappresentata dalla possibilità di associare le cuffie al proprio account Google. Più precisamente, gli auricolari Nothing ear (1) sono compatibili con Fast Pair, il sistema della società di Mountain View che consente di associare rapidamente dispositivi Bluetooth al proprio smartphone.
Si tratta di una funzionalità interessante, in quanto permette anche di dare un nome al prodotto, come per esempio "Nothing ear (1) di Andrea", nonché dare un'occhiata alla carica residua di auricolari e custodia direttamente a livello di sistema.

Inoltre, compaiono a schermo dei pop-up per collegare il dispositivo quando si apre il box di ricarica e questo rende tutta l'esperienza molto più rapida. Con Google Fast Pair si eredita ovviamente anche la funzionalità Find My Earbud, che si può attivare dall'apposita applicazione, in grado di far squillare gli auricolari per trovarli in caso di smarrimento casalingo.

Insomma, nulla di rivoluzionario, sia chiaro, ma una maggiore integrazione con Android rende sicuramente l'esperienza ulteriormente Premium. C'è da dire, tuttavia, che siamo riusciti a utilizzare per poco tempo questa funzionalità, in quanto non sembra funzionare esattamente con tutti i dispositivi Android e non siamo riusciti a effettuare questo tipo di associazione nemmeno con alcuni smartphone recenti.

Google Fast Pair risulta sicuramente interessante, anche se per il momento rappresenta una feature un po' limitata. In ogni caso, era sicuramente doveroso dare una rapida occhiata a questa possibilità mediante gli auricolari Nothing ear (1), in modo da fornire un quadro completo relativamente al prodotto e alla feature.
Tra l'altro i modelli compatibili con Google Fast Pair sono relativamente pochi. Per approfondire ulteriormente i dettagli di questa tecnologia, si può fare riferimento alle linee guida di Fast Pair, mentre di recente a qualcuno all'estero è comparsa all'interno della companion app una funzionalità per cambiare le luci della custodia, novità che tuttavia non è presente nell'ultimo aggiornamento nostrano (Carl Pei ha confermato che si tratta di un easter egg). Per il resto, nelle opzioni dell'app è ora disponibile anche una funzionalità chiamata Latency Mode, che permette di ottimizzare la sincronizzazione di audio e video per un'esperienza migliore, ad esempio, mentre si sta giocando o guardando un film.