Nuovi MacBook Air e Mac mini: la rivincita degli outsider, ma a che prezzo

Quasi in modo del tutto inaspettato, Apple ha riesumato dall'aldilà i MacBook Air e Mac mini, rendendoli più belli, potenti e costosi.

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Quando tutto sembrava ormai perduto, con un colpo di reni quasi inaspettato Apple ha riesumato (probabilmente è la parola più adatta) il MacBook Air e il Mac mini, portandoli indietro dal regno dei morti...
Dopo l'uscita del Macbook da 12 pollici, per l'Air del resto non è stato facile rimanere sul mercato. Nonostante il prezzo più vantaggioso dell'intera line-up di computer portatili della mela, il suo schermo a "bassa" risoluzione, il suo trackpad e la sua tastiera di vecchia generazione, le sue dimensioni "poco ottimizzate" rispetto ai fratelli più giovani (con cornici dello schermo metalliche e importanti) lo hanno catalogato come dispositivo "fuori dal tempo", quasi un rimasuglio di magazzino, almeno a sentire la stampa specializzata, a dispetto di una solidità e un'affidabilità che pochi portatili ancora oggi possono vantare.
Il silenzio di Apple a proposito del glorioso Air, che Steve Jobs presentò fieramente la prima volta inserendolo in una busta da lettere, lasciava intendere che presto il progetto sarebbe stato abbandonato del tutto, almeno fino a ieri. Ritroviamo infatti il medesimo form factor che ha caratterizzato il successo del classico MacBook Air, ma un hardware completamente aggiornato e al passo coi tempi.

Bellezza rinnovata

Bisogna dire definitivamente addio alla versione da 11 pollici, che in effetti avrebbe sgambettato brutalmente il modello da 12, per salutare un 13,3 pollici 16:10 con tecnologia IPS e - udite udite - 2560x1600 pixel di risoluzione nativa, debutta dunque anche sugli Air il Retina Display, a 227 ppi.
Accanto al tradizionale colore Argento, arrivano poi gli iconici Oro e Grigio Siderale, ma la vera ciliegina sulla torta è rappresentata dal sensore Touch ID integrato. Una feature strappata di prepotenza ai più potenti MacBook Pro con TouchBar, attualmente non presente né sui 12 pollici, né sui Pro privi di barra touch. Una grande rivincita per il "povero" Air, dimenticato per anni ma che ora torna in grande stile, con una nuova tastiera retroilluminata e un trackpad con Force Touch, esattamente come i fratelli più recenti.
Il nuovo MacBook Air vanta un processore Intel Core i5 dual-core a 1.6 GHz di serie con Turbo Boost fino a 3.6 GHz della famiglia Amber Lake Y (vista sull'ultima generazione di MacBook 12 pollici), super efficiente in termini energetici ma comunque pronto a ogni sfida quotidiana, in combo con la GPU Intel UHD Graphics 617 - e la possibilità di aggiungere schede video esterne (eGPU). La scelta della CPU la dice lunga sul "posizionamento" del nuovo Air all'interno dell'attuale line-up MacBook: probabilmente Apple non ha voluto montare un processore più potente per non intralciare i Pro, oltre a tenere sotto controllo i consumi. Questo nuovo portatile prende dunque le sembianze di un 12 pollici "potenziato", con schermo più grande e Touch ID, leggermente più pesante e generoso in termini di dimensioni, estremamente versatile per qualsiasi utilizzo.
Out of the box, il nuovo Air offre poi 128 oppure 256 GB di spazio di archiviazione SSD PCIe, configurabile anche da 512 GB e 1,5 TB. 8 i GB di memoria RAM integrati, che si possono tranquillamente portare a 16 in fase di acquisto. Una caratteristica storica dei MacBook Air è sicuramente la loro autonomia e Apple non lo ha dimenticato: si parla di ben 12 ore di navigazione wireless, 13 di riproduzione iTunes, fino a 30 giorni di standby, grazie alla batteria integrata da 50,3 wattora - ricaricabile tramite l'alimentatore da 30W presente in confezione.
Alimentatore che vanta un cavo USB-C, il nuovo MacBook Air dice infatti addio alle classiche USB standard per offrire due nuovissime USB-C Thunderbolt 3 in grado di gestire alimentazione, trasferimento dati e segnale video. Il tutto compresso all'interno di uno chassis alto da 0,41 a 1,56 cm, largo 30,41 cm, profondo 21,24 cm, per un peso totale di appena 1,25 kg - perfettamente a metà fra il 12 pollici e il Pro entry level.

Per gli estimatori storici dell'Air, sembra quasi un sogno che si avvera, c'è però un "problema" non da poco: il nuovo MacBook Air perde la sua convenienza storica e in Italia arriva a costare 1.379 euro in versione base, l'unico neo di un'operazione pressoché perfetta, che ha portato nella line-up Apple un nuovo "best buy". Con SSD da 256 si arriva anche a 1.629 euro, superando di fatto anche il MacBook Pro entry level.
Parliamo in ogni caso del MacBook più economico dell'attuale line-up, se si esclude l'Air da 13 pollici "classico" rimasto a listino a 1.129 euro - adesso davvero "fuori dal tempo". Se Apple fosse riuscita a rimanere su quest'ultimo prezzo con il nuovo Air (anche 1.199 o 1.239 sarebbero stati al bacio), probabilmente avrebbe visto arrivare carovane e carovane di soldi in quel di Cupertino - o almeno molte di più di quante ne arrivano oggi.

Grande dentro

Come abbiamo detto in apertura, il MacBook Air non è stata l'unica fenice a risorgere dalle sue stesse ceneri: il Mac mini è tornato sul campo di battaglia più arrabbiato di prima, letteralmente. Adesso può montare anche processori Intel Core i7 a 6-core a 3.2 GHz, mentre le versioni base vengono vendute con processori i3 4-core a 3.6 GHz e i5 6-core a 3.0 GHz.
Esteriormente, il piccolo scatolotto magico di Apple non sembra cambiato poi tanto, anche se questa volta arriverà solo nella colorazione Grigio Siderale. Di serie monterà 8 GB di RAM, configurabile con 16, 32 e addirittura 64 GB; addio poi alle unità meccaniche, arrivano i dischi SSD da 128 GB a 2 TB, con step intermedi da 256 GB, 512 GB, 1 TB.

La grafica è affidata a una Intel UHD Graphics 630, mentre la maggior parte delle novità si può notare sul retro: oltre alla classica porta Ethernet e all'HDMI 2.0, troviamo due porte USB 3 e ben 4 porte USB-C Thunderbolt 3. Grande sopravvissuto, il jack per le cuffie da 3,5 mm, che si può trovare anche sul nuovo MacBook Air (ma non sugli iPad Pro presentati sempre nel pomeriggio di ieri).
Purtroppo anche i nuovi mini hanno perso la convenienza che li contraddistingueva un tempo, e che li rendeva perfetti per chi volesse entrare nel mondo Mac senza rivendere un proprio rene: quest'anno il biglietto d'ingresso costa minimo 919 euro, per arrivare a 4.989 euro con disco SSD da 2 TB, 64 GB di RAM e Intel Core i7 6-core da 3.2 GHz.

Apple, quanto ci costi

Dopo aver passato diversi anni concentrata su iPhone e i recenti MacBook Pro, Apple rinnova dunque due suoi grandi cavalli di battaglia. Il nuovo MacBook Air è leggero come una volta e conserva ancora il suo iconico design, ma con uno schermo finalmente adeguato ai tempi, un sensore Touch ID e un hardware generale riveduto e corretto. Tutto a discapito del prezzo, che parte oggi da 1.379 euro. Questo rende alquanto "schizofrenica" la line-up macbook, con un "utente medio" che potrebbe avere serie difficoltà nella scelta del modello adatto.
Il 12 continua a vincere in termini di dimensioni, peso e storage (256 GB di partenza), il nuovo Air prende invece le sembianze di un anello di congiunzione fra il piccino e i Pro, che di base dovrebbero offrire una potenza di molto superiore, per distinguersi a dovere - cosa che oggi, a dirla tutta, non avviene.

La sola line-up davvero ragionata sembra essere quella degli iPad: si ha un modello "cheap" per l'utente consumer, due modelli realmente professionali, distanziati da oltre 500 euro - con prezzi e caratteristiche che rendono la scelta molto più facile. Tutti i MacBook base sono invece distanziati da poco più di 100 euro, con caratteristiche più o meno similari, segno di come forse Apple abbia bisogno di riordinare un attimo le idee.
La situazione prezzi non migliora neppure con il nuovo Mac mini, che con processore i3 quad-core a 3.6 GHz parte da 919 euro. Un trend al rialzo che ha investito in pieno anche iPad Pro 2018, con il nuovo 11 pollici che parte da 899 euro, ben 160 euro in più rispetto al già ottimo modello da 10,5 dello scorso anno. In parole povere, per fare un paradosso, la bellezza costa sempre più cara.