NVIDIA Ampere e GPU RTX 3000: 50% più potenti, ma la sfida è il Ray Tracing

Nuove indiscrezioni sulla prossima generazione di schede video di NVIDIA indicano un aumento rilevante nelle prestazioni, anche con Ray Tracing attivo.

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Manca ancora molto tempo alla presentazione delle nuove schede video della serie 3000 di NVIDIA, basate su architettura Ampere. Le voci di corridoio però iniziano a essere consistenti, delineando uno scenario decisamente interessante. Sembra infatti che il passaggio ai 7 nm porterà ad un aumento nelle prestazioni rilevante, almeno secondo quanto riportato dal Taipei Times, sempre molto informato su quanto accade nel paese asiatico.
Visto che la maggior parte delle GPU Ampere sarà prodotta da TSMC, con sede proprio a Taiwan, i nuovi rumor non sono da prendere alla leggera e delineano un aumento prestazionale decisamente corposo.

Più potenza, non solo per il Ray Tracing

Fino a questo momento sembrava che NVIDIA si stesse concentrando maggiormente sull'aumento delle prestazioni con Ray Tracing attivo. L'impatto di questa tecnologia sulla qualità grafica può raggiungere picchi molto elevati, come nel caso di Control, tuttavia il frame rate cala drasticamente, tanto che nemmeno una 2080 Ti riesce a gestire il gioco in 4K a 60 fps. Appare chiaro che, con Ampere, le prestazioni con Ray Tracing attivo dovranno essere all'altezza, per dare adeguato supporto ai titoli in arrivo nel corso 2020. Il numero di RT Core sarà quindi più elevato che nelle attuali GPU, portando ad un aumento prestazionale quanto mai necessario.
Le ultime voci di corridoio provenienti da Taiwan però indicano che l'obbiettivo di NVIDIA sembra essere ancora più ambizioso. Il nuovo processo produttivo a 7 nm potrebbe portare, secondo le indiscrezioni, fino al 50% di prestazioni in più e consumi più bassi a parità di CUDA Core. Ovviamente questo dato è tutto da confermare, la cosa certa è che sembra esserci un certo ottimismo sulla nuova architettura di NVIDIA.

Il processo produttivo a 7 nm consentirà maggiore potenza, consumi più bassi e chip di minori dimensioni rispetto a Turing, che ricordiamo è la GPU consumer più grande mai prodotta da NVIDIA. Certo raddoppiare la potenza non è affatto semplice, ma ricordiamo NVIDIA già oggi, con GPU a 14 nm, tiene agevolmente il passo delle schede video Navi a 7 nm, per cui il miglioramento del processo produttivo non potrà che aumentare la differenza prestazionale tra le due rivali (fermo restando che AMD risponderà con la nuova architettura RDNA 2).
Sembra quasi di trovarsi di fronte al salto generazionale avvenuto tra l'architettura Maxwell e quella Pascal, almeno stando a questi primi rumor, del resto le similitudini sono evidenti.
Il dimezzamento del processo produttivo da 28 a 14 nm portò, nel caso della GTX 1080, a un aumento nelle prestazioni che, in base al gioco, poteva superare anche il 40% rispetto a una GTX 980, soprattutto nei modelli custom.

Se questo aumento prestazionale si verificherà anche tra Turing e Ampere, allora potremmo essere di fronte al più importante cambiamento nelle performance delle GPU degli ultimi anni. Una ipotetica RTX 3060 potrebbe garantire prestazioni simili a quelle di una RTX 2080 Super, resta però da capire un elemento fondamentale: quanto costerà tutto questo ben di Dio?
Il fattore prezzo sarà determinante per decretare il successo della nuova architettura di NVIDIA, che dovrà bilanciare bene costo e prestazioni per rimanere appetibile agli occhi dei giocatori. Se la potenza sarà quella indicata in queste prime indiscrezioni, appare poco probabile che NVIDIA collocherà la futura RTX 3060 allo stesso prezzo dell'attuale RTX 2060. Ad ogni modo, almeno per ora fare previsioni di questo tipo è troppo azzardato, l'unica certezza è che tra Ampere e RDNA 2, il prossimo anno le schede video potrebbe raggiungere livelli di potenza impensabili fino a poco tempo fa.