NVIDIA DLSS, non solo prestazioni: come migliora l'efficienza sui laptop

Siamo abituati a parlare del DLSS di NVIDIA come di una tecnologia per migliorare il framerate, ma quanto incide sull'efficienza di un laptop da gaming?

NVIDIA DLSS, non solo prestazioni: come migliora l'efficienza sui laptop
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Nel corso degli ultimi anni, a dominare la scena nel mondo del gaming su PC sono stati senza ombra di dubbio gli scaler prodotti dai principali player sul mercato delle schede video, capitanati dal DLSS di NVIDIA. La tecnologia del team verde è divenuta ormai il simbolo e il gold standard nel settore grazie a uno scaler temporale che sfrutta l'Intelligenza Artificiale per ricostruire immagini alle volte addirittura migliori rispetto a quanto potrebbe offrire la risoluzione nativa. Ma se non fosse soltanto questione di fotogrammi al secondo?

Questione di sfumature

Al netto di un marginale deterioramento, ma come già detto spesso anche con effetti migliorativi, le tecnologie di upsampling mirano a sfidare a viso aperto i limiti imposti dall'hardware per consentire di ottenere framerate più solidi e una maggiore stabilità complessiva nel gaming, andando quindi oltre la mera potenza bruta con artifici tanto geniali quanto efficaci.

Tuttavia, se nei primi anni della loro presenza sul mercato ci siamo focalizzati proprio su questi due aspetti, ovvero la qualità dell'output e le prestazioni finali, è arrivato il momento di fare un bilancio diverso dal solito. In effetti, ci sarebbe un altro beneficio da non sottovalutare quando si parla di DLSS e soprattutto di gaming in mobilità: il bilanciamento energetico.
Oltre ad avere il potenziale per aumentare la longevità dell'hardware mobile, infatti, lo scaler di NVIDIA consente di ottenere gameplay migliori sotto tutti i punti di vista con un impatto identico se non addirittura migliorativo sulle richieste energetiche e, di conseguenza, sulle temperature e sulla rumorosità, un fattore che mai come negli ultimi anni è divenuto centrale nella nostra vita di tutti i giorni.

Ciò che andremo a vedere oggi in questo speciale è il comportamento di un notebook da gaming con e senza DLSS, andando a valutarne i consumi e mettendo in relazione tra loro i risultati ottenuti. In questo approfondimento abbiamo utilizzato uno degli ultimi desktop replacement prodotti da Asus, di cui vi abbiamo parlato in maniera più approfondita anche nella nostra recensione dell'Asus ROG Strix G17.

Questa macchina da gioco presenta una configurazione molto particolare: infatti, sotto la scocca troviamo un processore AMD Ryzen 9 6900HX accompagnato da 32 GB di RAM DDR5-4800 e da una GPU NVIDIA GeForce RTX 3070 Ti, una scheda che ha già avuto modo di dimostrare tutto il suo potenziale nel gaming a 1440p.
Il roster di titoli che abbiamo deciso di provare in questa sessione è leggermente diverso dal solito. Unica conferma resta l'ottimo Guardians of the Galaxy, affiancato da Call of Duty: Vanguard, Doom Eternal, Dying Light 2 e F.I.S.T.: Forged In Shadow Torch. Di questa selezione, l'unico a presentare uno strumento di benchmarking è proprio il titolo MARVEL, pertanto negli altri casi abbiamo selezionato un percorso da ripetere in più battute con un set di azioni e movimenti quanto più simili possibili tra una prova e l'altra.

Come mostrano i numeri, la configurazione hardware del G17 di Asus consente di superare agevolmente la soglia di giocabilità in "2K" in tutti i titoli, con un framerate medio di 85 fotogrammi al secondo su Guardians of the Galaxy e oltre 90 sia su Vanguard che su Doom Eternal. A mettere maggiormente alla prova il laptop è stato sicuramente Dying Light che, con settaggi al massimo e Ray Tracing attivo, può essere giocato a una media di 31 FPS.

In questo caso specifico più che negli altri, se si cerca il gioco di qualità, il DLSS si rivela dirimente con il suo boost che permette di raggiungere ben 48 FPS di media.
Mettendo in relazione i consumi registrati nel corso di queste sessioni di gioco con i fotogrammi ottenuti, si raggiunge un indice di prestazioni per Watt pari a 1.0 nel caso di F.I.S.T.: il titolo cyberpunk in pieno stile Metroidvania riesce a sfornare praticamente un fotogramma per ogni singolo Watt consumato in combinazione tra CPU e GPU con il DLSS attivo e impostato su Quality. Diverso il discorso se si prendono in esame titoli più complessi ma comunque ben ottimizzati come Guardians of the Galaxy o Call of Duty Vanguard, dove si ottiene un indice prestazionale rispettivamente di 0.54 e 0.58, che diventano 0.65 e 0.73 con il DLSS attivo.

Da Doom Eternal a Call of Duty: Vanguard

Dying Light 2 e Guadians of the Galaxy

Il survival horror dei ragazzi di Techland, il più pesante del lotto, riesce a produrre, invece, 0.17 FPS/W a risoluzione nativa, mentre sono 0.29 gli FPS/W raggiunti con il DLSS puntato sul preset a massima qualità.

Questi valori rappresentano ovviamente dei casi limite, un estremo sia nella qualità grafica che nell'utilizzo del DLSS. Posto che, quindi, ogni utente può giostrare a suo piacimento con le impostazioni in modo da raggiungere il proprio punto d'equilibrio, questa prova dimostra che sfruttando l'IA è possibile aumentare le prestazioni anche in funzione dei consumi, della temperatura e del rumore prodotto dalla macchina.

Partendo da valori come quelli esposti, quindi, è chiaro come il margine di manovra con il DLSS attivo diventi talmente ampio da riuscire a gestire con massima precisione questi aspetti di un dispositivo da gaming. Si tratta, infatti, di caratteristiche che diventano dirimenti in una soluzione portatile, sottoposta a limiti di alimentazione più stringenti rispetto alle controparti desktop, con sistemi di dissipazione più rumorosi e per definizione meno efficienti: con il DLSS si riescono ad ampliare i limiti del laptop, guardando a punteggi piuttosto elevati per la categoria e irraggiungibili senza questo tipo di tecnologie. In poche parole, con lo stesso quantitativo di energia e con gli stessi limiti dettati dal fattore di forma, si riescono a superare le barriere della macchina ottenendo prestazioni superiori. Il tutto senza scomodare preset più aggressivi del DLSS come Balanced, Performance e Ultra Performance con cui, con qualche compromesso in più, si possono ottenere boost anche di svariate decine di fotogrammi al secondo lasciando inalterate le impostazioni di qualità del gioco.

Questione di sfumature, per qualcuno, certo, aspetti che potrebbero sembrare trascurabili ma che non lo sono affatto per chi è abituato a utilizzare tali soluzioni hardware.