NVIDIA RTX 2080: i giocatori dovranno scegliere tra 4K e Ray Tracing?

Meglio puntare sul 4K o sul Ray Tracing? Una domanda che, a quanto pare, tutti i futuri acquirenti delle nuove GPU dovranno porsi.

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Il rendering ibrido e il Ray Tracing sono il futuro della grafica nei giochi. Non stiamo parlando di un'eventualità, ma di una certezza che aumenterà nettamente la qualità grafica, dalle ombre ai riflessi, passando per l'intera gestione della luce. In molti hanno paragonato RTX ad altre tecnologie presenti nel portfolio NVIDIA, come ad esempio GameWorks, ma non si potrebbe fare errore più grande. Il rendering Ray Tracing è infatti già integrato nelle DirectX 12, che riescono a gestirlo sia via software che attraverso hardware dedicato, come quello delle nuove GPU.
Non siamo quindi di fronte a una tecnologia esclusiva di NVIDIA, ma a un nuovo tassello verso la chimera del fotorealismo, che sarà quasi certamente utilizzata anche da AMD sulle GPU di nuova generazione, e più avanti anche dalle prossime console. Quanto emerso finora però pone i gamer di fronte a una scelta, quella tra il Ray Tracing, molto oneroso in termini di potenza di calcolo, e il 4K. Una scelta che non avremmo voluto fare ma che sembra essere ormai inevitabile.

Cercasi potenza computazionale

I primi riscontri sulle prestazioni delle nuove GPU Turing hanno creato più confusione che certezze. In molti hanno descritto problemi relativi al frame rate dei titolo utilizzati come tech demo, già a risoluzione Full HD. Meglio però non basarsi su questi primi riscontri. Gli sviluppatori infatti hanno avuto pochissimo tempo per integrare il Ray Tracing nei loro titoli, fatto confermato sia dai ragazzi di DICE con Battlefield V, sia da Crystal Dynamics e Eidos Montreal per Shadow of the Tomb Raider. Il team svedese, secondo quanto emerso il giorno successivo alla presentazione delle nuove GPU, ha avuto meno di due settimane di tempo per aggiornare il gioco al rendering ibrido, e avrebbe visto per la prima volta le schede video Turing solo poco prima della presentazione. Anche gli sviluppatori di Shadow of the Tomb Raider hanno confermato via Twitter che il supporto alla nuova tecnologia è stato inserito in tempi molto stretti. Una situazione non ideale e che ha portato le due software house a mostrare versioni arretrate nello sviluppo, senza contare i driver delle GPU, ancora acerbi. Non deve stupire quindi che il frame rate non fosse granitico, nemmeno in Full HD. Il Ray Tracing è l'inizio di una nuova era del resto, servirà tempo per vederlo al meglio.
Ma fino a dove ci si potrà spingere? In questo caso, sono le parole degli sviluppatori a darci un assaggio di quello che sarà il futuro prossimo del rendering ibrido, un futuro che sembra puntare tutto sul Full HD, come confermato dagli sviluppatori di Metro Exodus: "Il nostro obbiettivo è raggiungere i 60 fps in 1080p con RTX attivo". Obbiettivo che sembra essere comune anche per Shadow of the Tomb Raider e Battlefield V.

Dovremmo abituarci all'idea di non poter giocare con Ray Tracing attivo oltre il Full HD? Probabilmente si, almeno con titoli tripla A. L'ottimizzazione, il miglioramento dei driver e la creazione di engine grafici con RTX nativo, e non implementato in un secondo momento, daranno certamente una mano, ma da quanto si è visto finora è impossibile garantire i 60 fps in 4K con RTX, almeno con questa generazione di GPU. La corsa al 4K potrebbe quindi subire una battuta d'arresto, con i gamer che potrebbero preferire le meraviglie del Ray Tracing all'UHD.
Bisogna anche dire che, allo stato attuale, proprio i monitor Full HD sono i più diffusi in commercio, con il 4K che stenta ancora a diffondersi in modo massiccio nel gaming. Turing potrebbe quindi mettere i gamer di fronte a una decisione da prendere: meglio il Ray Tracing in Full HD o il 4K con RTX spento? Una scelta difficile da fare, ma che tutti i possessori di GPU Turing potrebbero dover affrontare.