Oggi è l'Asteroid Day: ecco gli asteroidi più grandi del Sistema Solare

Quale migliore occasione per parlare delle pietre cosmiche che viaggiano nel Sistema Solare se non durante l'Asteroid Day?

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Nel Sistema Solare non ci sono solo i pianeti, le loro rispettive lune e - ovviamente - il Sole, ma anche altri corpi celesti, come pianeti nani (di cui fa parte anche Plutone) e anche tantissimi asteroidi.
Sono già stati numerati e catalogati, infatti, oltre 600.000 asteroidi e si stima che ne esistano ancora molti di più, addirittura si supererebbe il milione. Quale giorno migliore, se non la giornata mondiale degli asteroidi, per parlare delle rocce più grandi che si trovano nel nostro quartiere galattico? Prima, però, un po' di storia.

Asteroid Day

L'Asteroid Day è un anniversario (co-fondato da Stephen Hawking) per ricordare l'evento di Tunguska, avvenuto il 30 giugno 1908; l'evento sulla Terra più dannoso - per quanto riguarda un asteroide - noto nella storia recente.
Durante questa occasione avvenne un'esplosione a un'altitudine di 5-10 chilometri dalla superficie terrestre, che fece cadere circa 80 milioni di alberi e generò un bagliore visibile a 700 chilometri di distanza.

Il rumore dell'esplosione, inoltre, fu udito a 1.000 chilometri di distanza. In base ai dati raccolti, si ritiene che l'evento fu potente tra i tra 10 e 15 megatoni, equivalente di circa mille bombe di Hiroshima... insomma, fortuna che tutto ciò avvenne nelle lande desolate della Siberia.
La giornata di oggi è dedicata al sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi degli impatti di queste rocce cosmiche. Tutti gli intenti sono racchiusi nella cosiddetta "Dichiarazione 100X", che ha l'obiettivo di moltiplicare per 100 la capacità dell'umanità di individuare tutti i potenziali pericoli per il nostro pianeta.

Cerere, l'asteroide più grande

Partiamo con l'asteroide più grande e massiccio della fascia principale del nostro Sistema Solare, ovvero Cerere. Il suo diametro varia dai 900 ai 1000 chilometri e la sua massa è pari al 32% di quella dell'intera fascia, la regione del nostro quartiere cosmico situata tra le orbite di Marte e di Giove.
Vecchio ben 4,57 miliardi di anni, a differenza della maggior parte dei protopianeti del sistema interno, che si fusero tra di loro per andare andare costituire i pianeti terrestri o furono espulsi dal sistema da Giove, Cerere è sopravvissuto relativamente intatto e con una forma incredibilmente molto simile a quella di un pianeta. Al suo interno possiamo trovare un nucleo roccioso ricoperto da un mantello ghiacciato.
Quest'ultimo, spesso un centinaio di chilometri, potrebbe contenere un volume d'acqua pari a 200 milioni di chilometri cubici, molto più della quantità complessiva di acqua dolce presente sulla Terra. Grazie alle sue grandi dimensioni, Cerere è stato il primo asteroide ad essere individuato, il 1º gennaio 1801 dall'astronomo italiano Giuseppe Piazzi.
Nonostante sia troppo debole per essere visto a occhio nudo, in condizioni di visibilità particolari lo si può individuare senza ricorrere a binocoli o telescopi. Questo incredibile corpo celeste, inoltre, potrebbe avere perfino un'atmosfera: raggiunta la superficie dagli strati che si trovano al di sotto, il ghiaccio sublimerebbe quando esposto direttamente alla luce solare, scappando via nello spazio.

Vesta

Menzione d'onore anche per Vesta, il secondo corpo più massiccio della fascia di asteroidi, con un diametro medio pari a circa 530 chilometri e una massa stimata pari al 12% di quella dell'intera fascia. La pietra cosmica venne scoperta per mano - o per meglio dire "occhio" - dell'astronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers il 29 marzo 1807. A differenza del suo "fratello maggiore", la forma di Vesta sembra essere quella di uno sferoide oblato stabile compresso gravitazionalmente, o "corpo planetario". Vesta, inoltre, è l'asteroide più luminoso del cielo, e raggiunge - quando si trova in opposizione - una magnitudine di 6.5.
In opposizioni particolarmente favorevoli, può raggiungere anche una magnitudine pari a 5.4, risultando visibile ad occhio nudo. Ricordiamo che più è bassa la magnitudine, più luminoso sarà il corpo celeste (il Sole, ad esempio, ha una magnitudine di -26,74).

Pallade

Il gradino più basso del podio va a Pallade, il secondo asteroide ad essere individuato dopo Cerere, il 28 marzo 1802 sempre da Heinrich Wilhelm Olbers. Il suo diametro è pari a 512-545 km, è confrontabile con quello di Vesta, sebbene sia meno massiccio del 20%. La sua massa costituisce il 7% (pari all'80% di quella di Vesta, al 22% di Cerere) di quella dell'intera fascia principale che, insieme agli altri due di questa classifica, compongono il 51% di questa zona.
Alcuni suggeriscono che Pallade sia una sorta di embrione planetario, chiamato "protopianeta". In effetti, se venisse appurato in futuro che la superficie dell'asteroide sia stata modellata prevalentemente dall'equilibrio idrostatico, l'asteroide potrebbe essere riclassificato come pianeta nano. Ancora oggi, tra gli esperti dell'Unione Astronomica Internazionale - la massima autorità in questo campo - si valuta l'opportunità di classificare i tre corpi celesti, Pallade, Cerere e Vesta, tra i pianeti.

Menzione speciale: 50000 Quaoar

Non si tratta di un asteroide o almeno, non è considerato tale, poiché 50000 Quaoar "abita" in una zona del Sistema Solare esterno, lontano da tutti e da tutto. Viene definito, infatti, oggetto transnettuniano, ovvero un corpo celeste la cui orbita si trova oltre a quella di Nettuno.

Questa misteriosa zona viene chiamata "Fascia di Kuiper" ed è 20 volte più estesa e da 20 a 200 volte più massiccia della fascia principale degli asteroidi, di cui fa parte anche Plutone, il corpo celeste più grande all'interno di questa zona (considerato un pianeta nano).
50000 Quaoar è grande circa 1.110 chilometri con una massa di 0,00336 di quella terrestre. L'oggetto transnettuniano in questione ha perfino un satellite: Weywot, circa 70 volte più piccolo del suo corpo celeste principale con un diametro di circa 74 chilometri.