Oppo Find X2 Pro e autonomia: software e ricarica a 65W fanno la differenza

Lo smartphone di Oppo riesce a coprire anche le giornate più impegnative e dove non arriva la batteria ci pensa la ricarica veloce.

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In questa prima metà dell'anno il tema dell'autonomia in campo smartphone sta diventando centrale. Fino al 2019 la maggior parte dei top di gamma utilizzava degli schermi a 60 Hz, che offrono il miglior bilanciamento tra fluidità e consumi. I telefoni di fascia alta usciti nel 2020 invece puntano quasi tutti su display da 90 o 120 Hz, che offrono una rapidità di esecuzione superiore e un'esperienza visiva più appagante, pagando però pegno in quanto ad assorbimento energetico.
Samsung Galaxy S20 Ultra (qui la nostra recensione) è l'esempio perfetto per mostrare come l'ottimizzazione è fondamentale per evitare consumi eccessivi a 120 Hz: il top di gamma Samsung infatti, a fronte di una batteria da ben 5000 mAh, offre un'autonomia che permette una giornata intensa di utilizzo, ma poco di più. Oppo Find X2 Pro, che abbiamo da poco recensito, ha scelto una strada alternativa rispetto ad altri, puntando su una buona autonomia con i 120 Hz e su una ricarica rapida semplicemente incredibile, in grado di fare la differenza durante l'uso.

Come se la cava la batteria di Oppo Find X2 Pro?

Oppo Find X2 Pro ospita al suo interno una batteria da 4260 mAh, suddivisa in due celle identiche per ottimizzare la velocità di ricarica. L'autonomia di questo smartphone permette di arrivare tranquillamente a sera nelle giornate più impegnative, con un utilizzo più moderato invece si può fare anche un giorno e mezzo di utilizzo, il tutto senza disabilitare i 120 Hz.
Ma come è riuscita Oppo ad ottenere un'autonomia superiore quella di smartphone con batteria da 5000 mAh? Il segreto è nell'ottimizzazione software, con la ColorOS 7.1 che riesce bene a limitare i consumi attraverso una gestione energetica aggressiva, sia con il telefono in stand-by che durante l'uso. La tecnologia Oppo oSense ad esempio da la priorità ai processi direttamente legati all'utilizzo del telefono piuttosto che a quelli in background, allocando le risorse a quelli più importanti. Molto importanti sono poi il refresh rate e la risoluzione dinamica, fondamentali per limitare i consumi di un display come quello montato sul Find X2 Pro.

Oppo non ha chiarito come agiscono gli algoritmi alla base di queste tecnologie ma l'approccio, in altre soluzioni simili, finora è sempre stato lo stesso. In presenza di contenuti in cui la qualità di visione deve essere spinta al massimo, pensiamo ad esempio al gaming, risoluzione e refresh rate vengono utilizzati al meglio del loro potenziale.
Anche durante la navigazione web o nei menù di sistema il refresh rate rimane costante a 120 Hz, per garantire la massima fluidità di utilizzo. Diverso è invece il discorso quando si osservano immagini statiche, o semplicemente quando si apre l'applicazione della fotocamera: in questi casi i 120 Hz non servono ed ecco che interviene l'algoritmo predisposto, che lo abbassa a 60 Hz.

Anche durante la visione di un film i 120 Hz sono inutili, ma Oppo ha pensato a una soluzione originale per poterli sfruttare comunque, grazie al processore di immagine 01 Ultra Vision Engine. Questo applica degli algoritmi di compensazione del moto simili a quelli dei televisori, che tramite l'interpolazione dei frame, possibili grazie ai 120 Hz, rende le immagini più fluide. Il sistema, nel caso dei video, può quindi funzionare al massimo del refresh rate, se si vuole un'immagine più fluida, oppure può abbassarlo nel caso in cui si disattivi il processore d'immagine, risparmiando così batteria.

Raggiungere il giusto equilibrio tra refresh rate, risoluzione e durata della batteria è un compito complesso e con molte variabili, ma Oppo è riuscita a bilanciare bene il dispendio energetico del Find X2 Pro proprio attraverso il software, soprattutto se si considera che sono disponibili anche altre opzioni per il risparmio energetico.
Ad esempio, durante la notte, lo stand-by intelligente limita il consumo diminuendo l'aggiornamento delle applicazioni in background, inutile mentre si dorme. Anche le prestazioni vengono limitate per non incidere troppo sulla batteria, ovviamente solo quando non è richiesta maggiore forza bruta per portare a termine un compito.
C'è anche una modalità "Risparmio Energetico" che una volta attiva diminuisce la luminosità massima dello schermo, limita l'accesso alle risorse delle applicazioni in background e disattiva la vibrazione per consumare meno energia possibile. E dove non arriva tutto questo ecco che entra in gioco la ricarica rapida VooC 2.0.

Ricarica a 65W: una manna dal cielo

La tecnologia attuale sembra essere arrivata al limite. Le batterie agli ioni di litio che vengono montate oggi sugli smartphone sono sempre più grandi, ma il loro funzionamento è non cambiato rispetto al passato. Attraverso il miglioramento dei processi produttivi si è arrivati a produrre batterie dal peso e dallo spessore contenuto, ma sarà difficile andare oltre. Il Find X2 Pro pesa infatti 207 grammi, S20 Ultra con la sua batteria da 5000 mAh tocca quota 220 grammi, difficile andare oltre un peso di questo tipo, almeno per dei prodotti come questi che non sono dei battery phone. L'unica alternativa per consentire un utilizzo continuato del telefono per un lungo periodo è quindi la ricarica rapida, che nel caso di Find X2 Pro prende il nome di VooC 2.0.

Questa è in grado di ricaricare il telefono, con il caricabatteria fornito in dotazione, fino a 10v, 6.5A e 65 W, che nella pratica si traduce in circa 38 minuti per passare dallo 0 al 100%.

Per evitare problemi durante la ricarica è presente un chip di monitoraggio, che tiene sotto controllo non solo il passaggio dell'energia dall'alimentatore al telefono, ma anche lo stato della batteria e il suo livello di usura. La ricarica a 65 W è molto utile durante l'utilizzo quotidiano perché bastano pochi minuti per ottenere diverse ore di autonomia extra. Soprattutto in viaggio, per quanto gli spostamenti oggi siano limitati, la ricarica rapida si rivela fondamentale perché spesso si ha accesso solo per brevi periodi alla corrente elettrica. Un pendolare in poco meno di 40 minuti potrebbe ricaricare completamente lo smartphone, un vantaggio non da poco e che, per molti, potrebbe superare quello di avere una maggiore autonomia a discapito della velocità di ricarica.