Oppo Find X5 Pro: MariSilicon X e Hasselblad per immagini più naturali

Il top di gamma di Oppo è uno dei migliori smartphone per scattare fotografie e per i video, grazie al connubio tra tecnologia e software.

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Oppo si è sempre distinta per la particolare attenzione rivolta alle fotocamere dei suoi top di gamma, un'attenzione che viene poi ripagata quando si guardano le immagini e i video che la gamma Find X è in grado di scattare. Quest'anno con il Find X5 Pro l'evoluzione c'è ma è più difficile da spiegare, semplicemente perché il nuovo processore neurale MariSilicon X lavora nell'ombra, portando comunque un contributo importante nel miglioramento delle immagini e dei video.
La stessa cosa vale per la partnership con Hasselblad, storico marchio della fotografia, che ha reso le foto del Find X5 Pro più naturali e meno artefatte, andando in controtendenza con un mercato che punta spesso su una gestione delle immagini aggressiva in fase di post produzione.
Anche se sulla carta i cambiamenti rispetto allo scorso modello possono sembrare ininfluenti, se non peggiorativi in alcuni ambiti, in realtà Find X5 Pro pone le basi per i sistemi fotografici futuri di Oppo, per uno sviluppo che punta sempre di più alla ricerca di immagini naturali.

Find X5 Pro: come scatta e come gira i video

Prima di parlare della NPU MariSilicon X e dell'influenza di Hasselblad diamo uno sguardo alle specifiche delle fotocamere di Oppo Find X5 Pro. La fotocamera principale è da 50 Megapixel con apertura f/1.7 ed è basata su un sensore Sony IMX766.

Novità di quest'anno riguarda i video, che possono beneficiare di una stabilizzazione OIS a 5 assi, utile sia per mantenere stabili i video, sia per scattare immagini in contesti con poca illuminazione. Troviamo poi una fotocamera grandangolare basata sullo stesso sensore, sempre da 50 megapixel ma con apertura f/2.2, mentre la terza da 13 megapixel è dedicata allo zoom, possibile fino al 2x con perdita minima di qualità.
Find X3 Pro utilizzava una configurazione molto simile, ma con in più un sensore dedicato alle macro, il migliore che abbiamo visto in questi anni. Perché toglierlo? Semplicemente perché il suo utilizzo nel contesto reale è molto raro, abbiamo usato il Find X3 Pro per diversi mesi lo scorso anno ed effettivamente dopo i primi giorni ci siamo praticamente dimenticati di averlo.

Oppo ha deciso di concentrarsi sulle tecnologie che vengono impiegate spesso nella vita reale, ecco perché l'ingresso della nuova NPU MariSilicon X, dello stabilizzatore elettronico a 5 assi e l'avvio della collaborazione con Hasselblad hanno un peso ben diverso e fanno dimenticare subito l'assenza della fotocamera per le macro.

Il risultato è uno smartphone ai vertici della categoria per quanto riguarda la qualità di foto e video, soprattutto con il sensore principale e con il grandangolare. Le immagini che abbiamo scattato a Barcellona parlano da sole, sia di giorno che di notte Oppo Find X5 Pro riesce sempre a tirare fuori buoni scatti, il tutto in modo molto semplice e senza alcun intervento manuale. La stessa cosa vale per i video, che godono di un'ottima stabilizzazione e di un dettaglio notevole, anche in questo caso sia di giorno che di notte. Interessante è poi la modalità XPan, che simula il formato da 35 mm dell'omonima fotocamera Hasselblad, con cui scattare immagini panoramiche davvero particolari.

La differenza la fanno il connubio hardware e software

La fotografia computazionale ha un peso enorme negli smartphone moderni, ecco perché il connubio tra la NPU MariSilicon X e l'esperienza di Hasselblad è riuscito creare qualcosa di nuovo a partire da un hardware fotografico molto simile a quello dello scorso anno.

MariSilicon X è la prima Neural Process Unit proprietaria sviluppata da Oppo, realizzata da TSMC con un processo produttivo a 6 nm. Il suo lavoro va a influenzare diversi aspetti della gestione delle foto e dei video, passando per gli effetti cinematografici e in generale in tutti gli ambiti in cui il machine learning viene applicato alle immagini. Il focus di Oppo non si è concentrato solo sulla qualità ma anche sui consumi, nettamente inferiori rispetto a quelli visti nel Find X3 Pro con processore d'immagine Qualcomm. Questo ha permesso, ad esempio, di poter vedere in tempo reale l'elaborazione video prima ancora di scattare un'immagine. Quante volte, scattando una foto con lo smartphone, l'anteprima non corrisponde poi al risultato finale?

Questo accade perché l'elaborazione viene eseguito dopo lo scatto, le richieste computazionali e i consumi sono troppo elevati per poter essere gestiti in tempo reale, ma questo non vale per il Find X5 Pro: cioè che si vede sullo schermo è esattamente quello che viene immortalato. MariSilicon X è solo alla sua prima apparizione e i risultati sono molto incoraggianti, ecco perché siamo convinti di aver visto solo una parte delle capacità di questa NPU, destinata a migliorare ancora nel tempo.

La collaborazione con Hasselblad invece ha avuto il suo effetto sulla resa del colore, cambiando completamente l'approccio all'elaborazione delle immagini. Invece che puntare a migliorare quanto immortalato, enfatizzando ad esempio la saturazione dei colori, Oppo Find X5 Pro cerca sempre di creare un'immagine che rispecchi il contesto reale in cui è stata scattata. Questo è possibile grazie alla calibrazione delle fotocamere, in cui la mano di Hasselblad si vede, ma anche per l'inserimento di un nuovo sensore di spettro colore a 13 canali, in grado di percepire meglio le tonalità dell'ambiente di scatto.
Come abbiamo visto, oggi l'evoluzione della fotografia in campo smartphone dipende solo in parte dai sensori fisici, la fotografia computazionale e la gestione software fanno ormai la differenza. Oppo con i suoi top di gamma ha sempre spiccato in questo ambito, oggi però possiamo dire che l'azienda cinese ha posto delle basi importanti per il futuro, che si vedono già con il Find X5 Pro, ma che avranno un ruolo ancora più importante con gli smartphone che arriveranno nei prossimi anni.