Oppo Reno6 Series: tutti i segreti dell'innovativo design Oppo Glow

I dispositivi OPPO Reno6 Series possiedono ottime qualità, al pari dei top di gamma, ma è nel design che si può apprezzare il vero potenziale innovativo.

Oppo Reno6 Series: tutti i segreti dell'innovativo design Oppo Glow
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Scegliere sapientemente uno smartphone che ci soddisfi, che si riveli un buon investimento e che soprattutto resista al corso del tempo non è affatto semplice.
L'elevata offerta rende difficile compiere una scelta oculata, un problema noto anche ai produttori, tra cui OPPO, che di recente ha lanciato la nuova serie di dispositivi Reno6.
Questi smartphone vogliono colmare sempre più il divario tra prodotti di fascia alta e quelli intermedi, offrendo caratteristiche elevate (simili a quelle che abbiamo visto nella recensione di OPPO Find X3 Pro) ma con un prezzo più accessibile. Oppo però si è spinta oltre, perchè spesso il costo più basso richiede sacrifici nella qualità costruttiva, cosa che non è avvenuta nella gamma Reno6, grazie al design Oppo Glow e ai particolari materiali utilizzati per la realizzazione di questi smartphone.

Le tre leggi della "smartphone-otica"

Se c'è una cosa che abbiamo imparato nel corso dell'evoluzione della tecnologia è che alla base della produzione e del successo ci vogliono regole ferree e cementificate nella filosofia dell'azienda. Se Asimov ci ha insegnato che dei robot obbedienti potrebbero esistere solo con l'apprendimento delle tre leggi della robotica, anche OPPO ha deciso di trasformare la ricerca del perfetto design in tre mantra assolutamente insindacabili:


Il design deve essere accattivante, non banale: Oppo crede che il colore, la forma e le curve del dispositivo facciano la differenza. Non importa quanto stravagante possa sembrare un telefono, l'importante è che attiri l'occhio del potenziale acquirente e che lo faccia soffermare anche solo per un secondo di più sulle vetrine dei negozi o delle pagine online;

Il design non è secondo alla funzionalità: come probabilmente avrete già immaginato uno smartphone deve essere sì bello e originale, ma deve avere anche un criterio e una ragione d'essere. Forme troppo stravaganti, poca maneggevolezza e scelte di esagerato gusto possono minare la funzionalità del prodotto, e ciò non deve mai accadere;

Il design deve mantenersi unico nel corso del tempo: il punto più cruciale su cui gli esperti di OPPO lavorano alacremente. Il colore e le forme di un telefono sono bellissime e sfolgoranti quando il dispositivo è appena annunciato, ma cosa succede quando passa qualche anno?
Per gli ingegneri OPPO è dunque di vitale importanza che il design si mantenga unico nel corso del tempo, evitando che l'utente si "annoi" velocemente. Per questo i produttori devono considerare anche le possibili mosse della concorrenza, e giocare d'anticipo (tenendo sempre a mente le altre due leggi già citate).

Il potenziamento dell'effetto "Glow"

Con il recente annuncio della Reno6 Series, Oppo ha puntato molto sul sistema di rifinitura conosciuto come "Glow" (e che richiama l'effetto della neve cristallina quando illuminata dal Sole). L'effetto Glow OPPO è stato introdotto per la prima volta sulla serie Reno4 5G e, vedendone il generale apprezzamento, è stato poi sempre presente in ogni prodotto di nuova generazione. Ora, sulla nuovissima serie Reno6, il processo è stato ulteriormente migliorato, rendendo possibile fondere l'effetto Glow con le rifiniture di colore uniche della serie da poco annunciata.

Per raggiungere questo risultato la compagnia ha reso noto che la produzione di una sola cover posteriore di un Reno6 richiede all'incirca 14 ore di lavoro, rendendo un effetto che all'apparenza può sembrare paradossale: un mix tra texture opache e colori sgargianti. Il processo di produzione prevede circa 50 passaggi complessi, tra cui il taglio del vetro protettivo, una sorta di formatura 3D, bagni ionici e molto altro ancora.
Tra i più cruciali di questi passaggi c'è senza dubbio l'incisione del materiale e del vetro, in cui molteplici variabili vanno tenute sotto controllo (ad esempio l'angolo di taglio, la temperatura e la durata di lavorazione del vetro prima che venga alterato).

Tutto merito della cleanroom

Il termine camera bianca (o "cleanroom" in inglese) lo abbiamo utilizzato spesso durante le nostre chiacchiere a tema spaziale (e di recente ne abbiamo parlato per il telescopio James Webb Telescope) ma non è raro che lo si possa incontrare anche in altri ambiti. Si tratta di un laboratorio strettamente controllato in cui pressione, movimenti d'aria, temperatura e umidità sono tenuti sotto controllo mediante macchinari e in cui la presenza di micro-polveri è quanto più limitata possibile. OPPO crea e produce i nuovi Reno6 proprio in un laboratorio come questo, essendo l'unico posto sulla Terra in cui possono essere raggiunti i prefissati standard qualitativi per dare il via alla produzione dell'effetto Glow.

In aggiunta, vengono eseguiti molti controlli manuali su ogni lastra di vetro per garantire l'alta qualità della cover posteriore. OPPO ci ha raccontato che un ulteriore controllo viene eseguito a fine produzione, per verificare che la lavorazione del rivestimento sia avvenuta in modo uniforme: consiste nello spruzzare con una soluzione nebulizzata di acqua pura il vetro appena prodotto. Osservando le gocce che scivolano sulla superficie, se ne può giudicare la bontà qualitativa.

L'effetto "fiocco di neve" è stato scoperto in modo fortuito

L'effetto Glow della Serie6 ha in aggiunta questa caratteristica a "fiocchi di neve" che - come vi abbiamo raccontato prima - riesce a fondere l'opacità tipica delle scocche Reno con l'accattivante effetto luccicante di ultima invenzione.
I "fiocchi di neve" sono stati creati per puro caso in laboratorio, durante una serie di sperimentazioni diverse per trovare un design ancor più accattivante (e qui ricordiamoci le tre leggi che abbiamo enunciato prima).
OPPO taglia e modella i vetri protettivi mediante incisione liquida ad altissima pressione ma, lavorando con un liquido con temperature tra i 0 e i 4 °C, si è scoperto che veniva favorita la cristallizzazione di piccoli particelle di acqua, generando l'effetto "neve al sole".

Quando il materiale di vetro della cover posteriore viene immerso per un lungo periodo di tempo in questa nuova speciale soluzione, le strutture cristalline dell'acqua si condensano all'interno della microstruttura del vetro. Questi cristalli poi si espandono verso l'esterno come ramificazioni e, quando il vetro si riempie di questi cristalli, l'intero materiale emana uno splendore tipico della neve.
Durante questi test, i team di ricerca hanno anche scoperto che l'effetto può essere generato solo entro un intervallo di temperature molto ridotto (piuttosto proibitivo se si vuole mantenere i costi entro un certo limite). Fortunatamente, gli ingegneri sono riusciti a raggiungere lo stesso risultato con un procedimento a circa 11-13 °C di temperatura, molto più gestibili.

Addio ditate e più resistenza

Con l'introduzione di queste nuove scelte di design i Reno6 sono completamente repellenti alle ditate sulla scocca posteriore (come abbiamo visto nella recensione del Reno6 Pro), inoltre la particolare conformazione del vetro li rende particolarmente resistenti, anche se l'utilizzo di una cover protettiva rimane consigliato.
Da un lato quindi l'assenza di ditate stimola l'utilizzo di un Reno6 senza cover, dall'altro però non tutti potrebbero sentirsi perfettamente sicuri senza di essa (e poi, perché stressare più del necessario la parte retrostante, rischiando di rovinare l'effetto neve?). Una scelta che può essere governata solo dal vostro gusto personale. Resta il fatto che Oppo ha fatto un ottimo lavoro con il design Glow, che riesce a unire un particolare effetto visivo ad applicazioni pratiche importanti, come l'assenza di ditate e la maggiore resistenza del vetro posteriore.