Pannelli Ultra-D, il 3D senza occhiali

I pannelli Ultra-D consentono di ottenere un effetto stereoscopico senza l'utilizzo di occhiali, offrendo anche ampi angoli di visione, grazie alle tecnologie proprietarie integrate in essi.

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Circa cinque o sei anni fa l'industria tecnologica affermò che gli schermi con pannello 3D sarebbero stati il futuro, e che ci avrebbero fatto godere di nuove esperienze di intrattenimento con i film, con i videogiochi e con i documentari. Sin da quella discutibile dichiarazione, le aziende produttrici di TV e monitor hanno cominciato a immettere sul mercato esemplari con la suddetta caratteristica, che però hanno evidenziato abbastanza prematuramente più di qualche pecca. Gli occhiali 3D, necessari per usufruire di tutto lo spettro delle feature dei prodotti, furono fin dal principio scomodi da indossare, portatori di frequenti mal di testa e - nei casi più acuti - di nausea. Molto spesso, poi, alcune società non includevano gli occhiali nel bundle con la televisione, e tale fatto portava gli utenti a doverli acquistare scomodamente a parte. La prima di queste due problematiche fondamentali non ha afflitto solo l'ambito casalingo ma si è espansa sino ai cinema, ambienti in cui le pellicole in versione 3D non hanno spesso riscosso il successo sperato. L'evoluzione del 3D però non si è fermata e nuove ricerche stanno cercando di migliorare questa tecnologia, rendendola più piacevole e meno spossante. Stiamo parlando dei pannelli cosiddetti Ultra-D, che promettono di offrire contenuti 3D gradevoli e soprattutto senza la necessità degli scomodi occhiali.

Il 3D senza occhiali, grazie ad Ultra-D

La società che è alla base di questi innovativi pannelli è StreamTV Networks, che è attualmente la sola ed unica realtà che sta lavorando alla tecnologia Ultra-D. Essa crede che l'intrattenimento in tre dimensioni abbia ancora qualcosa da dire, e ha annunciato di avere la giusta combinazione di elementi che possono rendere la visione tridimensionale finalmente soddisfacente. I pannelli prodotti dall'azienda non hanno bisogno di essere osservati attraverso le lenti degli occhiali, tramite dei punti focali o qualsivoglia strumento di questa tipologia. StreamTV Networks desidera davvero cambiare le carte in tavola e le prime dimostrazioni effettuate sono davvero incoraggianti. Chi ha potuto ammirare questi nuovi schermi non si è subito reso conto che si trattava di un display 3D, perché l'effetto è un po' più fiacco di quello a cui siamo abituati, con una profondità percepita più lieve e meno marcata. Ci si accorge della tecnologia e del livello in più che c'è tra l'occhio dell'osservatore e il pannello dopo qualche secondo; il pannello stesso permette di discernere e di mantenere il focus sulla scena in primo piano. In genere, con i contenuti in tre dimensioni, siamo stati abituati a perdere qualche dettaglio una volta indossati gli occhiali, con il risultato che gli oggetti in movimento risultavano un po' sfumati e dai colori slavati. Con gli Ultra-D questo fenomeno non accade - o è comunque molto, molto limitato -, e quasi non ci sono compromessi in termini di fedeltà cromatica, di risoluzione o di ricchezza informativa generale.
I pannelli creati da StreamTV Networks sono andati incontro ad un processo proprietario per il taglio del vetro e per l'incollatura, che tende a formare tante "microviste" che si sovrappongono l'un l'altra. La conseguenza della peculiare struttura è che l'angolo di visione col quale si smette di percepire l'effetto tridimensionale è elevato e pari a circa 140 gradi.

"Pieghiamo la luce attraverso il vetro, così non c'è nessuna immagine destra e nessuna immagine sinistra separate (come accade con gli occhiali del comune 3D, ndr). Non c'è bisogno nemmeno di avere due telecamere o qualcosa di simile... tutto il processo stereoscopico a cui siamo abituati qui non ha validità. Meccanicamente è ovvio che il vetro non cambia, ma c'è un algoritmo che manipola l'immagine di input e le permette di sparpagliarsi, riorganizzando così i pixel tramite lo strato del vetro. Data una determinata immagine con una specifica profondità la luce stessa viene quindi dispersa, così tanto che l'occhio che guarda fisso in un punto riesce a vedere due cose separate", ha dichiarato Dusten Sobotta di StreamTV Networks.

Ultra-D con Qualcomm

Non tutti i film sono girati in 3D e quelli che lo sono sono da considerarsi solo una minima parte. Questo non sarà un problema con la tecnologia Ultra-D, perché StreamTV Networks ha pensato bene di inserire all'interno dei pannelli un chip di Qualcomm che teoricamente può aggiungere la tipica profondità del 3D a qualsiasi contenuto multimediale in due dimensioni. Il componente lavora quasi in tempo reale e sfrutta degli algoritmi di parallax correction e di edge detecting per calcolare la giusta profondità per ogni pixel dell'immagine. Questo potrebbe essere un problema per il gaming, poiché il chip di Qualcomm potrebbe introdurre una certa latenza che pare essere di circa 30 millisecondi - un valore percepibile. La società produttrice ha però pensato bene di offrire agli sviluppatori un software development kit che risolva il problema: con determinati tool essi saranno capaci di calcolare anticipatamente la profondità di ogni pixel di ogni frame, abbattendo di fatto gran parte del carico gravante sul chip integrato. "La generale tendenza quando si sente parlare di SDK è quella di pensare che gli sviluppi richiederanno dai sei ai dodici mesi. In questo caso non sarà così, perché la nostra tecnologia è già pronta per essere utilizzata", ha invece affermato il game director della casa madre.
Oltre ai tempi di progettazione per un videogioco compatibile con questa tecnologia, un'altra preoccupazione comune è che tutto ciò possa impattare troppo sulle prestazioni generali. Con le tecniche stereoscopiche utilizzate per i videogiochi questo è stato (ed è) effettivamente un intoppo, e i developer spesso devono ricorrere ad un'operazione di rimozione dettagli/effetti affinché possano sfruttare la potenza di calcolo per renderizzare due scene differenti, una per ogni occhio. E' chiaro che ciò non succede con i pannelli Ultra-D in quanto, come già affermato, non scindono l'immagine in due e semplicemente gli sviluppatori non devono porsi il problema. Purtroppo però, essendo questa tecnologia poco diffusa, convincere le software house a passare allo sviluppo per l'Ultra-D è praticamente impossibile allo stato attuale.

Ultra-D I primi schermi Ultra-D avranno una diagonale abbastanza ampia, fra i 50 ed i 65 pollici, per poi adattare tutto il processo a display più piccoli, monitor per computer e - in un futuro un po’ più distante - anche ai pannelli di smartphone e tablet. Per la diffusione, StreamTV Networks sta già cominciando a stringere accordi con qualche emittente TV, e probabilmente i primi a poter usufruire della nuova tecnologia saranno gli utenti residenti in terra cinese. Sul costo, invece, l’azienda produttrice ha dichiarato che Ultra-D aggiunge solo il 10% in più al prezzo finale, quindi nulla di così gravoso. Questa innovativa replica del 3D sembra effettivamente possedere gli assi per offrire agli utenti un’esperienza senza troppi compromessi, ma tutto starà proprio negli accordi che StreamTV Networks stringerà con emittenti TV, aziende hi-tech ed eventualmente anche produttori cinematografici, per permettere la massima diffusione di questa tecnologia.