Perchè gli smartphone sono sempre più cari?

I prezzi degli smartphone sono sempre più alti, tanto da superare ampiamente i 1000 euro, un trend che non sembra avere fine.

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Perchè il prezzo dei telefoni in Italia, e in generale in tutto il mondo, è sempre più alto? Inutile girarci attorno: alcuni brand si sono fatti conoscere principalmente grazie ai loro prodotti low cost, per poi alzare l'asticella e cercare di competere con i marchi più blasonati.
Sia chiaro, la possibilità di scelta in termini di dispositivi economici non manca di certo, ma è innegabile che, rispetto a qualche anno fa, la fascia media e alta del mercato è sempre più cara. Gli utenti meno informati attribuiscono tutta la colpa ai produttori: in realtà, la situazione attuale è molto più complessa di così e, per questo motivo, è bene andare ad analizzarla.

L'aumento di prezzi

Il 22 aprile del 2014 un imprenditore cinese chiamato Pete Lau presentava al mondo il suo modo di intendere lo smartphone, lanciando un dispositivo chiamato OnePlus One e dichiarandolo un "flagship killer", ovvero uno smartphone in grado di competere con i top di gamma sotto diversi aspetti, ma con un prezzo piuttosto contenuto: 299 dollari (269 euro in Italia). Il dispositivo montava un processore Qualcomm Snapdragon 801, annunciato nel mese di febbraio dello stesso anno e montato da top di gamma dell'epoca come Samsung Galaxy S5, che di dollari ne costava oltre 600 (699 euro in Italia).
OnePlus One era il sogno di molti appassionati e di lì in poi l'azienda cinese ha avuto sempre più successo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Tuttavia, il recente lancio di OnePlus 8 Pro ha generato un interessante dibattito tra gli utenti. Infatti, visto il prezzo pari a 899 dollari (919 euro in Italia), sono in molti a pensare che l'azienda abbia fatto un salto verso i top di gamma, abbandonando i cosiddetti "flagship killer", in quanto il prezzo è ormai troppo simile a quello delle soluzioni di fascia alta.

OnePlus 7 Pro, uscito nella prima metà del 2019, aveva un prezzo di partenza di 709 euro nel nostro Paese. Insomma, il trend era già evidente da tempo, ma quest'anno il salto è stato ancora più importante del solito. Detto questo, OnePlus non è assolutamente l'unico brand che ha visto un incremento dei prezzi di questo tipo. Basti pensare, ad esempio, a Xiaomi, che vende il suo Mi 10 Pro a 999,90 euro in Italia.

La questione Huawei

Ma cosa sta causando questo aumento generale? Innanzitutto, stiamo vivendo un momento molto particolare, in cui un colosso del calibro di Huawei, affiancato dalla "sorella" Honor, è costretto a non poter utilizzare i servizi Google su dispositivi che dispongono di un hardware rinnovato. Questo è dovuto al ban subito dagli Stati Uniti d'America, che sta portando l'azienda cinese a rivedere le sue strategie, cercando di popolare il più possibile il suo store proprietario App Gallery e puntando sugli HMS (Huawei Mobile Services).
Non dimentichiamoci anche di HarmonyOS, che in futuro potrebbe essere una bella "sorpresa".

Huawei e Honor stavano ottenendo risultati incredibili prima del ban, tanto che, se non ci fosse stato, è probabile che Huawei sarebbe diventato il primo produttore di smartphone al mondo nel giro di poco tempo.
Queste aziende sono al vertice del settore ed è chiaro che gli altri produttori abbiano tutta l'intenzione di provare a prendersi la loro "fetta". Qui iniziamo ad entrare in un contesto interessante: è probabilmente questo il periodo giusto in cui aziende come Xiaomi e OPPO possono cercare di acquisire sempre più market share.
Tuttavia, per puntare a prendersi ciò che è di Huawei, queste aziende devono cercare di dare agli utenti dei prodotti di fascia alta, che possano competere con soluzioni come P40 Pro (prezzo in Italia di 1049 euro), promuovendoli a dovere con grandi investimenti pubblicitari, con conseguente aumento dei costi.

Qualcomm Snapdragon 865 e 5G

La spiegazione dietro all'aumento dei prezzi non è nemmeno così semplice. Infatti, uno dei più grandi incentivi per i produttori a puntare al top del top si chiama Qualcomm Snapdragon 865. Sì, ci riferiamo proprio al processore annunciato ufficialmente a dicembre 2019. L'azienda statunitense ha deciso di fare il grande passo, utilizzando il SoC in accoppiata con un modem Snapdragon X55 5G. Per chi non lo sapesse, il precedente Snapdragon 855, annunciato nel 2018, poteva essere utilizzato insieme al modem esterno Snapdragon X50 oppure all'interno Snapdragon X24, che però era un modem LTE.
Questo è il motivo per cui, nel corso del 2019, abbiamo visto top di gamma con Snapdragon 855 che disponevano del supporto 5G (es. Huawei Mate 20 X 5G, 1099 euro in Italia) e altri con lo stesso SoC che non supportavano questa connettività (es. Huawei Mate 20, 799 euro).
Qualcomm ha deciso di rendere il suo processore compatibile con il 5G in tutte le sue incarnazioni e questo fa incrementare i costi, portandoli ai livelli dei dispositivi top di gamma che supportavano il 5G nel 2019. Insomma, è stato fatto il grande salto verso la nuova era della connettività e i produttori hanno dovuto adeguarsi, non avendo troppe possibilità di scelta nella fascia alta del mercato. Non possiamo sapere con certezza l'esborso chiesto ai produttori per portarsi a casa questo SoC, ma si vocifera da tempo che si tratti di uno dei componenti più costosi in campo smartphone.

Ultimi standard, grande distribuzione e Coronavirus

In questo contesto, per un produttore la soluzione migliore può essere quella di andare "all-in", realizzando dei dispositivi top di gamma senza alcun tipo di compromesso. Non è quindi un caso che OnePlus 8 Pro disponga della certificazione IP68. Inoltre, è impossibile non citare la RAM LPDDR5, la ricarica wireless e la memoria interna UFS 3.0, presenti anche sulla gamma Xiaomi Mi 10. Si tratta di tutti aspetti che fanno lievitare i costi e che arrivano in un periodo complesso, vista la situazione legata al Coronavirus, che sta creando parecchi grattacapi ai produttori.
Per il resto, ci sono innumerevoli tematiche da tenere in considerazione: ci sono sempre più utenti che tengono il loro smartphone per più anni, stanno crescendo le ambizioni delle "nuove" aziende, che vogliono puntare alla grande distribuzione (accordi con operatori, vendite nelle maggiori da catene di elettronica e così via) e l'evoluzione della tecnologia comporta costi di produzione crescenti. Oltre a questo, non possiamo dimenticarci delle sempre più imponenti campagne marketing.

Probabilmente non scenderemo più ai prezzi di qualche anno fa a livello di top di gamma, ma sicuramente il mercato, come già accaduto parecchie volte, dovrà "subire" vari riassestamenti, una volta che il 5G sarà diventato una realtà consolidata, che anche le aziende più "nuove" si saranno ben inserite nella grande distribuzione e che la situazione Coronavirus sarà passata.
Il mondo sta cambiando e viviamo in un periodo in cui in un iPhone (ovvero SE 2020) costa meno di qualsiasi dispositivo OnePlus lanciato recentemente. Qualche anno fa avremmo ritenuto impossibile questa situazione, ma la realtà è questa e dovremo abituarci.