Perché le truffe tramite cellulare funzionano ancora e come difendersi

Oramai le truffe tramite cellulare sono all'ordine del giorno: vediamo perché funzionano e come possiamo difenderci da esse.

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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Instagram, Facebook e Google+.

C'era una volta un luogo sicuro chiamato divano di casa dove, a meno di visite "inaspettate", si poteva trascorrere spensierati il proprio tempo una volta tornati da lavoro. Ebbene, ora quell'invisibile barriera protettiva non esiste più, per via di quella che oramai potremmo definire un'estensione del nostro corpo: il cellulare. È inutile girarci attorno: la stragrande maggioranza di noi ha sempre il proprio dispositivo di fiducia a portata di mano e lo utilizza come "finestra sul mondo" per non rimanere "indietro" rispetto agli altri. E sì, ci stiamo riferendo anche a coloro che utilizzano il telefonino solamente per le chiamate e per i messaggi. Nonostante questo "aggeggio tecnologico", come lo definirebbe una qualsiasi nonna del Bel Paese, sia oramai entrato a far parte attivamente delle nostre vite, in molti ancora sottovalutano i rischi che si corrono durante il suo utilizzo. Il web chiaramente pullula di malintenzionati, ma spesso non ci rendiamo conto che nel 2018 alcune delle truffe più gravi avvengono ancora tramite chiamate ed SMS proprio per aver un maggior bacino di persone da raggirare. Insomma, vediamo assieme qual è la situazione attuale.

Perché le truffe tramite cellulare funzionano ancora?

La domanda che la maggior parte dei nostri lettori si pone quando legge una notizia riguardante l'ennesima truffa tramite SMS e affini è: "Ma ci casca ancora qualcuno?". La risposta è chiaramente "", o meglio: "assolutamente sì". Il fatto che voi siate qui a leggere questo articolo in un sito appartenente alla stampa specializzata vi pone già un gradino sopra agli altri in quanto a conoscenza dei pericoli che si possono incorrere tramite l'uso del cellulare. Il target più colpito infatti è chiaramente quello degli anziani, ma anche molti giovanissimi finiscono spesso in queste reti. Ormai chiunque possieda un telefonino, o ancor meglio uno smartphone, è in pericolo e il primo fattore che decreta il "successo" di queste truffe è proprio la scarsa propensione all'informazione tipica di determinate fasce d'utenza.
Non è finita qui, però: anche un "esperto" di nuove tecnologie potrebbe accidentalmente cadere in una di queste trappole. Con il passare degli anni, infatti, i malintenzionati hanno affinato le tattiche per estorcere denaro in tutti i modi: dall'orario in cui si fanno partire le truffe al metodo di comunicazione delle stesse passando per la "facilità d'uso". Un esempio lampante del "perfetto connubio" di questi tre fattori è una recentissima scoperta della Polizia Postale riguardante una truffa che avviene tramite un semplice squillo di pochi secondi al telefono.
"Si riceve uno squillo sul cellulare, uno solo, da un numero con prefisso +373 o altro ma sempre estero, poi la chiamata viene interrotta. Chi vede la chiamata senza risposta, il più delle volte prova a richiamare e inizia il raggiro. Chi chiama viene dirottato su numeri e opzioni che portano a sottoscrivere un nuovo abbonamento telefonico, il tutto senza chiedere autorizzazioni e consensi. Ma a volte basta richiamare il numero e, anche senza ricevere risposta, si entra in un circuito di collegamento internazionale che prosciuga ricariche e minuti di abbonamento, perché senza saperlo si va su una linea a pagamento con costi che vanno da 1 euro a 1.50 ogni dieci secondi", scrive la Polizia Postale sulla propria pagina Facebook. Un vero e proprio raggiro che può colpire chiunque, anche per via del fatto che "le chiamate arrivano in genere di sera, tra le 18,30 e le 20,30 quando la maggior parte delle persone è più libera dal lavoro e più propensa a richiamare. Che è la cosa da evitare assolutamente".

Gli elementi ci sono tutti: basta un'azione molto semplice per attivare il tutto (chiamata), l'orario non è casuale e il metodo di comunicazione è quello che potrebbe colpire più persone possibili. Non è finita qui, però: c'è anche un altro fattore che in questo caso non è stato utilizzato, la "finta affidabilità". In molte truffe recenti, i malintenzionati si spacciano per una qualche azienda di cui vi fidate per avere più possibilità di estorcervi del denaro o, ancora peggio, cercano in tutti i modi di mettervi pressione per condividere la truffa con i vostri conoscenti e farla girare il più possibile. Amici che magari conoscete da una vita e che non faticheranno a fidarsi di voi.
Passiamo anche qui a un esempio concreto: la truffa di qualche mese fa che ha preso di mira il popolare social network Instagram. In quell'occasione, una miriade di fantomatici account "ufficiali" che si spacciavano per aziende molto note come Nike e Amazon avevano condiviso delle istruzioni per ottenere dei vantaggiosi coupon sconto e buoni omaggio. Ovviamente, le "guide" comprendevano il "fai una storia taggandoci" e "mandaci una foto della tua carta di credito". Neanche a dirlo, la truffa è arrivata in men che non si dica ad avere proporzioni enormi e a coinvolgere una grossa fetta di utenti che si sarebbe poi ritrovata dei movimenti non proprio graditi sull'estratto conto della carta di credito.

Come difendersi

Come già detto in precedenza, i malintenzionati sono veramente abili nel trovare nuovi tipi di truffe, ma proviamo comunque a darvi delle dritte per tenervi alla larga dalla maggior parte dei raggiri. Innanzitutto, informatevi sulle scoperte della Polizia Postale, che molto spesso pubblica il tutto a velocità record sul proprio profilo Facebook denominato Una vita da social. Oltre a questo, fate molta attenzione al mittente: come avete visto le chiamate arrivano spesso da numeri esteri molto "discutibili". Se, invece, a inviarvi il messaggio sospetto è stata una persona fidata, cercate sempre online per vedere se il tutto è vero prima di procedere.
In alcuni casi non mancano poi evidenti errori grammaticali e link a siti di dubbia provenienza. Inoltre, se il tutto comprende vantaggiosissimi coupon sconto o buoni omaggio, molto probabilmente si tratta di una truffa. Ricordatevi, infine, che la maggior parte delle società non vi chiederà mai di fornire i dati della vostra carta di credito tramite SMS.
Nel caso veniate a conoscenza di qualcosa di "strano", compilate quanto prima (previa registrazione) il modulo online per la segnalazione delle truffe alla Polizia Postale. Insomma, non esistono delle vere e proprie linee guida da rispettare per evitare i raggiri 3.0, ma basta armarsi di pazienza e avere un po' di buonsenso.