Piazza WIFI Italia: la rete statale sarà finalmente realtà?

Il 2021 potrebbe essere l'anno giusto per la piena diffusione della tanto agognata connessione internet pubblica. Sarà davvero così?

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Internet gratis e per tutti, in qualsiasi parte del paese, anche nei comuni più piccoli e più difficilmente raggiungibili. Un sogno, un'utopia che l'Italia sta da tempo provando a raggiungere grazie al progetto portato avanti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Piazza Wifi Italia permette ai comuni che vi aderiscono di offrire ai propri cittadini una rete wifi libera e accessibile gratuitamente.
Il progetto, sviluppato a singhiozzo nel corso degli anni, continua a crescere, vede sempre più comuni al suo interno e offre un'app gratuita che si può utilizzare per la navigazione. L'obiettivo è quello di coprire l'intero Paese con hotspot gratuiti, comprendendo anche strutture sanitarie e ospedaliere: la dove sono comuni e strutture a dotarsi di sistemi di connessione "proprietari", riuscirà lo stato a sopperire alle sue mancanze e a imporre in tutta Italia il suo sistema di connessioni?

Il Wifi pubblico

Ad oggi i comuni ad essere raggiunti dal "Wifi pubblico" sono più di 3200, con priorità di installazione per le località colpite dal sisma nel centro Italia del 2016 e i piccoli comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti, da anni quelli più penalizzati per via dell'assenza di connessioni performanti o reti ad alta velocità. Dal 2019 è Tim ad occuparsi dell'installazione degli hotspot, possibile grazie ad un finanziamento di circa 45 milioni di euro: i comuni possono fare richiesta direttamente online e i cittadini utilizzare le connessioni disponibili tramite un'app dedicata.
Il progetto vuole essere moderno e unico in tutto il Paese, creando una rete nazionale degna di questo nome con punti di accesso gratuiti che vadano ad integrarsi alla reti pubbliche già esistenti. Il tutto per dare al cittadino la possibilità di connettersi gratuitamente anche nei comuni più piccoli, offrendo al contempo possibilità ai turisti di usufruire di una rete wifi libera, accessibile, diffusa e pubblicizzata.

Una rete capillare

I 6045 hotspot fino ad ora installati hanno permesso a circa 400 mila utenti di utilizzare l'app per connettersi, un servizio importantissimo in un periodo in cui uscire di casa era impossibile e la pandemia ha cambiato radicalmente molte delle nostre abitudini. La nuova app si pone l'obiettivo di rendere la registrazione e la connessione più semplici ed efficaci, in qualsiasi punto del paese ci si trovi: basterà registrarsi e avere l'app sul proprio dispositivo per venire connessi in automatico ad uno degli hotspot di Wifi Italia.

Verrà anche offerta una mappa completa e aggiornata di tutti i punti di connessione presenti sul territorio, in modo da sapere in anticipo su quali comuni e in che zone sono presenti. Il 2021 sarà l'anno in cui si cercherà di rendere il tutto ancora più diffuso, pubblicizzando la novità ai cittadini e offrendo servizi aggiuntivi che sfruttino nel miglior modo possibile queste connessioni gratuite.

Un progetto problematico

Che sia la volta buona per la nascita di una rete che renda meno problematica la connessione ad internet nelle zone meno popolate e raggiungibili del nostro Paese? Il progetto di una rete unica è in piedi già da almeno tre anni ma è stato da sempre lasciato navigare in balia di problemi e difficoltà. La rete statale, ovunque sia stata implementata, si è sempre dimostrata poco stabile, intuitiva e incapace di restare al passo coi sistemi moderni di connessione e il 4G. Una rete da tutti definita poco performante, non adatta agli usi moderni e al quantitativo enorme di dati che muovono i nostri smartphone e le loro applicazioni.
Nell'utopia che ci si era immaginati Piazza Wifi doveva essere in grado di sopperire all'assenza di internet nei luoghi pubblici e nei comuni più piccoli, offrendo un sistema alternativo e veloce di connessione. Nella realtà invece ci si è scontrati con i problemi che affliggono la maggior parte delle reti pubbliche: bassa qualità del segnale e velocità irrisorie anche per gli usi più comuni.

Una nuova speranza

La speranza è che i nuovi investimenti e i suoi hotspot possano finalmente offrire agli utenti un vero sistema alternativo per poter navigare in rete, una connessione magari non veloce come un 4G ma comunque stabile e adatta per un uso normale. Se le connessioni mobili dei vari operatori privati la fanno da tempo da padrone a suon di velocità sempre più alte e quantità di giga sempre più numerose, sarebbe comunque necessaria la presenza di una rete capace di offrirsi come più che valida alternativa, soprattutto nei luoghi pubblici e in quelli dove le connessioni più veloci non arrivano.

Internet è ormai un servizio pubblico essenziale che lo stato dovrebbe provare ad offrire senza lasciare che a imperversare siano privati e operatori. Molti comuni sono spesso tagliati fuori da connessioni di buon livello, obbligando gli utenti ad abbonamenti o sottoscrizioni ben poco convenienti. Proprio in questi luoghi la mano pubblica dovrebbe farsi sentire con maggiore forza, per dare una possibilità agli utenti che non ce l'hanno e per sottolineare l'importanza di internet e il suo essere prima di tutto bene comune.

Verso il futuro

Il 2021 sarà un anno fondamentale per la buona riuscita del progetto. Sarà proprio quest'anno, dopo gli stanziamenti dei mesi passati, che dovrà dimostrare tutte le sue potenzialità, andando ad offrire quello che fin dall'inizio era stato promesso: una rete statale degna di questo nome, largamente diffusa e disponibile in egual misura da nord a sud, con una maggiore predilezione per le zone meno raggiunte da internet ad alta velocità. Il Covid, tra smart working, didattica a distanza e streaming, ha dimostrato quanto essere sempre connessi in rete sia diventata prerogativa irrinunciabile per tutti. Spesso e volentieri le reti domestiche e quelle mobili non bastano a garantire il massimo livello di connettività possibile.

Diventa quindi fondamentale creare nuove possibilità, offrire valide alternative, dare a tutti la possibilità di poter utilizzare la rete nel miglior modo possibile. Una rete pubblica che riesca a garantire tutto questo dove ce n'è più bisogno dovrebbe rappresentare il futuro tecnologico di qualsiasi paese sviluppato. La speranza è che i prossimi mesi diano possibilità all'Italia di dimostrarsi finalmente al passo coi tempi, colmando quel gap tecnologico che da anni affligge alcune zone. Parleremo di un'Italia finalmente tutta egualmente connessa?