Piracy Shield finalmente attiva, sarà la pietra tombale su IPTV e pezzotto?

Attiva da Lecce-Fiorentina, Piracy Shield è la nuova piattaforma anti-IPTV che ha preparato l'AGCOM per il blocco degli streaming illegali in 30 minuti.

Piracy Shield finalmente attiva, sarà la pietra tombale su IPTV e pezzotto?
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Il 2024 è iniziato con grandi novità per il comparto televisivo italiano. Se il nuovo anno doveva portare con se l'arrivo del digitale terrestre DVB-T2 per i canali Rai, il mancato aggiornamento del contratto di servizio ha costretto la TV di Stato a rinviare questo passaggio essenziale, anche a seguito delle pressioni arrivate dai dirigenti di Viale Mazzini che hanno posto l'accento su come milioni di famiglie siano ancora sprovviste di apparecchi audiovisivi in grado di agganciare il nuovo segnale.
In un quadro di profonda incertezza, però, c'è un punto fermo: il 3 febbraio 2024, con Lecce-Fiorentina è stata inaugurata Piracy Shield, la piattaforma anti-pezzotto che vuole scardinare un fenomeno in continua crescita in Italia che provoca non solo danni all'economia nazionale ma che rappresenta anche una fonte d'introito per le organizzazioni malavitose.

IPTV e pezzotto in crescita: Piracy Shield sarà efficace?

A scattare una fotografia del fenomeno IPTV e pezzotto ci ha pensato, come sempre, la Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV) che, in un'indagine pubblicata nel 2023, ha evidenziato come la diffusione di questi metodi illegali di accesso ai contenuti audiovisivi protetti dal diritto d'autore sia crescita.

Nella fattispecie, rispetto al 2021 si registrano 30 milioni di atti in più, con un +26 % riguardante esclusivamente gli eventi sportivi dal vivo (come le partite di calcio). La FAPAV evidenzia come l'incremento negli sport live sia stato esponenziale se confrontato all'analogo fenomeno per le serie tv e fiction ma comunque inferiore ai film, che rappresentano ancora oggi i contenuti più diffusi con il 35% di atti di pirateria audiovisiva.
Nasce proprio da questa istantanea la volontà, anche delle istituzioni, di rafforzare il contrasto non solo verso i gestori delle reti d'IPTV, ma anche nei confronti degli utenti finali che, a prezzi irrisori (anche 10 euro al mese), hanno la possibilità di accedere a una platea quasi sconfinata di contenuti provenienti da Sky, DAZN, Netflix, Disney+ e da tutte le altre piattaforme a pagamento.

Di concerto con le pressioni arrivate dal Governo del calcio, il Senato ha approvato la nuova stretta contro IPTV e pezzotto che ha conferito nuovi poteri ad AGCOM per la disattivazione dei servizi d'accesso ai contenuti, bloccando anche la risoluzione dei DNS e l'istradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP, ma ha anche rafforzato le sanzioni.
Una stretta che è stata applaudita dalle società di calcio, che vedono nel Senatore Claudio Lotito il loro primo rappresentante in Parlamento in quanto presidente e proprietario della Lazio, e che potrebbe portare - nel lungo termine visto che a breve è successo esattamente il contrario - a una riduzione dei costi degli abbonamenti per accedere alla visione delle partite di Serie A.

Hanno fatto molto discutere le dichiarazioni dell'AD della Lega Calcio secondo cui gli abbonamenti della Serie A sarebbero troppo cari per colpa di IPTV e pezzotto.
In un quadro in cui si parla di una perdita di 350 milioni di euro all'anno e 3 milioni di abbonati alle IPTV illegali (pari al 6% della popolazione italiana), ecco quindi la piattaforma Piracy Shield.

Piracy Shield: come funziona e cos'è

Con un comunicato stampa pubblicato da AGCOM, arrivato parallelamente alla delibera, l'Autorità ha annunciato la definizione dei requisiti tecnici ed operativi per il funzionamento di Piracy Shield, la piattaforma che avrà l'obiettivo di bloccare entro 30 minuti dalle segnalazioni i siti web che diffondono illecitamente gli eventi sportivi live.

Gli operatori telefonici avranno tempo fino al 31 Gennaio 2024 per accreditarsi e quindi procedere con l'applicazione - quando necessario - di tali blocchi. I ritardi (l'attivazione era prevista per l'8 Dicembre scorso in occasione di Juventus-Napoli) sono stati legati non a malfunzionamenti di Piracy Shield ma ad alcuni aspetti di natura tecnica e legale che hanno dovuto affrontare AGCOM e provider.
Grazie ai nuovi poteri conferiti dal Parlamento all'Autorità, il Garante avrà la possibilità di imporre il blocco dei siti web (con relativi di DNS) da tutti gli operatori in tempo reale.
Un assist è arrivato anche da Google: il principale motore di ricerca ha comunicato la propria volontà di collaborare con AGCOM e ha messo a punto una procedura che porterà alla rimozione dei siti web illegali dai motori di ricerca oltre alle pubblicità presenti al loro interno, che rappresentano la principale fonte d'introito per i gestori.

Nella delibera, AGCOM spiega che Piracy Shield consentirà la "disabilitazione dei nomi di dominio o degli indirizzi IP nei trenta minuti dalla segnalazione", con la collaborazione degli ISP. Una volta arrivata la segnalazione sulla piattaforma, sarà l'Autorità a ordinare ai provider di bloccare gli indirizzi segnalati, inclusi i fornitori di servizi di VPN ed Alternative DNS.

Ma facciamo un esempio: DAZN carica su Piracy Shield un indirizzo IP, con relative prove che certifichino la violazione (un aspetto centrale per mettere al riparo broadcaster ed operatori da possibili problemi legali). A questo punto, la piattaforma creerà un ticket con tutte le informazioni indicate dal possessore del diritto d'autore, visibile agli operatori telefonici che si sono accreditati, i quali avranno tempo 30 minuti per procedere con il blocco ed impedirne l'accesso da parte degli utenti finali.

Piracy Shield è predisposta anche per automatizzare il processo, ma non è chiaro se questa possibilità sarà attivata sin da subito.
In attesa dell'implementazione su larga scala, Piracy Shield ha già mostrato le proprie potenzialità e ha proceduto con il primo blocco automatico in 30 minuti in fase di test. Come annunciato da AIIP (l'Associazione Italiana Internet Provider che comprende gli ISP di medie dimensioni), infatti, gli operatori sono riusciti a completare il primo blocco automatizzato.

Nella giornata del 5 febbraio, infine, sono arrivati i feedback relativi alla prima giornata di messa in funzione: in mattinata è stato confermato che Piracy Shield ha funzionato correttamente durante Lecce Fiorentina e sono scattati i primi blocchi, ma si attende di scoprire i risultati ottenuti durante il big match della medesima giornata, Inter-Juventus.
Il banco di prova più importante, oltre alla Serie A, sarà rappresentato dalla Champions League, che storicamente attira molti spettatori non solo sulle emittenti tradizionali ma anche su quelle illegali, appunto.