Pirateria e IPTV: 5 milioni di italiani guardano calcio e film illegalmente

Ipsos ha disegnato un quadro allarmante della pirateria nel nostro paese, sfruttata da milioni di italiani e dalle organizzazioni criminali.

speciale Pirateria e IPTV: 5 milioni di italiani guardano calcio e film illegalmente
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

La pirateria sta dilagando sempre di più in Italia. I dati delle ricerca Ipsos, commissionata da Fapav (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali), disegnano un quadro allarmante per il nostro paese, dove ogni anno vengono compiuti 21 milioni di atti di pirateria, secondo lo studio. Sarebbero quasi 5 milioni gli italiani che sfruttano regolarmente contenuti illegali, nonostante i recenti interventi della Guardia di Finanza e dell'AGCOM, che sta cercando di combattere il fenomeno delle IPTV senza però troppo successo.
Film, calcio, serie TV, Formula 1, l'universo pirata è diventato un business a 360°, capace di generare milioni di euro all'anno di introiti, ed è accessibile sempre più facilmente da una larga fascia di utenti. Ma cosa si cela dietro questo business sempre più lucroso?

La pirateria cresce, insieme alle organizzazioni criminali

Servizi come Altadefinizione o Guardaserie sono accessibili in modo semplice da tutti gli utenti. Basta collegarsi al sito, sorbirsi tonnellate di pubblicità e banner invasivi e dimenticare la qualità di visione per vedersi un film in modo gratuito. Per quanto riguarda le IPTV invece il discorso è più complesso, per avere un servizio completo e stabile nella visione serve un abbonamento, dal costo nettamente inferiore rispetto a quello richiesto dai canali legali, per vedersi però film, serie TV e sport in completa libertà. IPTV e streaming illegale vanno a comporre il quadro disegnato da Ipsos, che disegna un'Italia in cui la diffusione della pirateria cresce di anno in anno. In tutto sarebbero 4.6 milioni gli italiani che utilizzano servizi illegali per la visione di contenuti video, di questi il 35% utilizza le IPTV. Tre utenti di IPTV su quattro la usano per le partite di calcio, ma anche Formula 1, Moto GP e Tennis sono molto seguiti.
"Solitamente dietro la vendita degli abbonamenti illegali si celano vere e proprie organizzazioni criminali che suddividono tra di loro gli onerosi costi legati all'affitto di server dislocati in diversi punti per garantire la fluidità del segnale decriptato e distribuito illecitamente. Per poter disporre dei segnali da decriptare è necessario, inoltre, da parte di chi offre queste tipologie di servizi illeciti, acquistare un certo numero di abbonamenti legali costituendo delle vere e proprie centrali. Tali segnali, infatti, saranno poi decriptati e convogliati in appositi flussi che potranno essere letti dai dispositivi client in dotazione ai fruitori degli abbonamenti medesimi", spiega Fapav.

Come si può capire da queste dichiarazioni, non siamo di fronte a singoli pirati che vogliono sovvertire il sistema di distribuzione dei contenuti video per cause ideologiche, ma a vere e proprie organizzazioni criminali. Gli abbonati ai servizi di IPTV spesso non sono consapevoli di quali organizzazioni stanno finanziando. La conferma arriva da un'inchiesta de L'Espresso dello scorso agosto, che ha mostrato come il mercato della pirateria in Italia valga almeno sei miliardi di euro all'anno, poco meno della metà degli introiti ricavati dal traffico di stupefacenti. L'Espresso è riuscito a contattare anche un affiliato a un'organizzazione dedita allo streaming, le cui parole lasciano poco spazio ai dubbi sulla destinazione finale dei proventi degli abbonamenti illegali. "Prima lavoravo negli stupefacenti, ma non essendo giovane è diventato troppo rischioso. Sono un esattore, riscuoto gli abbonamenti dai clienti".
Senza una presa di coscienza degli abbonati il fenomeno è destinato a crescere ancora, e in assenza di mezzi di dissuasione efficaci per fermare i pirati, la lotta allo streaming illegale e alle organizzazioni criminali difficilmente potrà essere vinta.