Red Bull Art of Motion: sui tetti di Matera insieme a Huawei Watch GT 2

Red Bull Art of Motion è una delle competizioni più spettacolari dedicate al Parkour. Un'occasione unica per provare il Huawei Watch GT 2.

speciale Red Bull Art of Motion: sui tetti di Matera insieme a Huawei Watch GT 2
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Matera. Basterebbe questa piccola perla, Capitale della Cultura Europea 2019, a definire un'esperienza. Ora, immaginate la "Città dei Sassi" popolata da freerunner provenienti da tutto il mondo, ragazzi e ragazze che si esaltano a colpi di trick saltando da un tetto all'altro, sfidando la gravità sopra le tipiche case scavate nella calcarenite.
Questo è lo scenario offerto dal Red Bull Art of Motion, la più affascinante tra le competizioni dedicate al Parkour e al Free Running. Protagonista dell'evento, il Huawei Watch GT 2, Official Time Keeper della gara, che ci ha permesso di vivere la competizione in uno dei contesti sportivi e culturali più belli di sempre.

Questione di efficienza (o di trick?)

Il Parkour è una delle discipline "moderne" più affascinanti che il panorama sportivo possa offrire. Il termine, coniato agli inizi degli anni '90 dal francese David Belle, deriva da parcours du combattant (percorso del combattente), un percorso di guerra ideato da Georges Hebert e utilizzato nell'addestramento militare.
Hebert, ufficiale della marina francese, nei primi anni del ‘900 propose un particolare metodo di allenamento delle truppe che si basava sull'utilizzo del corpo umano e sui movimenti di cui questo è capace per superare gli ostacoli naturali proposti da determinati tracciati. L'Hebertismo si è sviluppato nel corso dei decenni fino ad incontrare la cultura urbana dei nostri tempi, in un mix di efficienza fisica e filosofia di vita metropolitana la cui sintesi è conosciuta oggi come Parkour.
Lo scopo di questo sport, riconosciuto dal CONI come disciplina ufficiale, è quello di percorrere nel modo più efficiente (e nel minor tempo) possibile un tracciato prestabilito, sfruttando il proprio corpo e i mezzi naturali ed artificiali circostanti. Per i traceurs (questo il nome di chi pratica il Parkour) le barriere architettoniche urbane diventano strumenti: ringhiere, muri, panchine, scale, corrimano, tetti, alberi e cespugli sono solo mezzi con i quali esprimere la propria tecnica.

Con il tempo il Parkour ha visto nascere una variante della disciplina originaria (o meglio, una sua interpretazione filosofica differente) chiamata Freerunning. In questo caso non è il tempo di esecuzione a determinare la vittoria ma la "bellezza" dei movimenti. Il Freerunning si concentra sulla forma e ha raccolto influenze da altre attività sportive come la ginnastica artistica, le arti marziali e la breakdance. Nico Wlcek, director di Red Bull Art of Motion ha spiegato che "originariamente il Parkour ricercava di più la velocità e l'efficienza abbinata alla corsa e al salto degli ostacoli, poi Sebastien Foucan ha deciso di cambiargli nome in Freerunning per renderlo più internazionale". Se fino a qualche tempo fa era possibile delineare una differenza tra Parkour e Freerunning, "adesso sono un tutt'uno e la cosa importante è che si mantengano lo spirito e la cultura di questo sport sotto un unico nome".

L'arte del movimento

Art of Motion è una delle competizioni di Parkour più affascinanti del mondo. Le passate edizioni si sono svolte tra i tipici tetti blu dell'isola di Santorini, in Grecia. Per l'edizione 2019 è stata scelta una delle località più suggestive d'Italia, Matera. La finale ha visto competere 18 atleti provenienti da tutto il pianeta, tra cui i primi tre classificati maschili Didi Alaoui Mohamed, Edward Scott e Dimitris Kyrsanidis e le prime tre classificate femminili Sydney Olson Aleksandra Shevcenko e Silke Sollfrank.
A rappresentare l'Italia, Fausto Vicari, giovane campione italiano e wild card dell'evento. La vera esperienza ci è stata però concessa da Huawei, sponsor tecnico della gara, che grazie al workshop con gli atleti di Red Bull ci ha permesso di provare le funzioni del nuovo Huawei Watch GT 2.


Un allenatore da polso

In versione pantaloncini e maglietta tecnica, ci siamo presentati alla sessione di allenamento organizzata da Huawei con un certo timore. Dopo aver visto gli atleti saltare da altezze improponibili con tanto di trick al seguito non poteva essere altrimenti. Mentre Patrick Morawetz, presidente della giuria di gara, tentava di farci replicare i movimenti dei freerunners, lo smartwatch del colosso cinese monitorava costantemente le nostre prestazioni, fornendo un feedback in tempo reale sulla condizione atletica e sull'esecuzione. Huawei Watch GT 2 è in grado di fornire un profilo di allenamento personalizzato per ben 15 sport differenti, sia outdoor che indoor, con un'analisi che parte dalla fase di pre-esercizio per poi accompagnarci nel cuore dell'azione, con oltre 190 tipologie di dati raccolti.

Huawei Watch GT 2 si è dimostrato un utile compagno anche nelle situazioni quotidiane, grazie alla possibilità di interfacciarsi completamente con il nostro smartphone: chiamate, messaggi, whatsapp, musica, tutto è a portata "di polso". Per le contorte (e stupende) vie dei quartieri antichi di Matera, abbiamo trovato molto utile il feedback in tempo reale del navigatore satellitare che forniva indicazioni chiare e precise sul display dello smartwatch. Da citare infine, la batteria del Huawei Watch GT 2, che nei tre giorni di utilizzo intenso è scesa appena al 96% di autonomia.

Insomma, il Red Bull Art of Motion di Matera è stata l'occasione perfetta per mettere alla prova il nuovo Huawei Watch GT 2. Nei prossimi giorni avrete modo di approfondire tutte le funzioni dello smartwatch di Huawei nella nostra recensione. Vi ricordiamo che le foto presenti nell'articolo sono state scattate con il Huawei P30 Pro (di cui potete leggere la recensione qui). Restate collegati!