Ripercorriamo alcuni degli avvenimenti storici più assurdi e incredibili

Andiamo a ripercorrere alcuni degli avvenimenti più assurdi della storia, dalla guerra più breve del mondo ad assurdi accordi commerciali.

Ripercorriamo alcuni degli avvenimenti storici più assurdi e incredibili
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La storia è un argomento affascinante, ricca di momenti epici, colpi di scena, cicli e ricorsi. Ma non mancano fatti e situazioni che potremmo definire come vere e proprie assurdità storiche, a tratti persino sconvolgenti! Durante il corso della storia si sono verificati eventi a tratti incredibili, e nel contempo divertenti da rileggere in ottica moderna, ed è di questo che parleremo in questo articolo.

Tra guerre ridicolmente brevi, insospettabili accordi economici, macabri processi e gatti, faremo tutti insieme un tuffo nel passato, come se avessimo la macchina del tempo di Stewie Griffin e avessimo deciso di fare una gita nell'assurdo. Siete pronti?

Quando la Pepsi venne scambiata per carri armati sovietici

Siamo nel 1959, il presidente degli Stati Uniti è Dwight Eisenhower, il quale ha un piano ben preciso per esportare la cultura americana, quindi la cultura capitalista, anche nel territorio sovietico - che però non sembra particolarmente entusiasta ed interessato. Viene dunque organizzata l'Esposizione nazionale americana, a Mosca, dove era presenta anche Richard Nixon, il vice presidente statunitense in quegli anni. Tra Nixon e Krusciov, leader dello stato sovietico, scoppia presto una brutta lite. Per riportare la pace tra le parti, il vice presidente della Pepsi offre al capo russo un bicchiere della sua bevanda gasata e quest'ultimo, sorprendentemente, accetta.

L'esperienza gustativa sarà poi così intensa che l'Unione Sovietica deciderà di introdurre i prodotti Pepsi nel suo mercato. Come fare però a stabilire un accordo su così larga scala quando il denaro russo non viene accettato nel resto del mondo? Semplice: si passa al baratto, ma non di beni di lusso come gioielli o altro. In cambio dei prodotti Pepsi, l'Unione Sovietica offre vodka, e questo si rivelò un accordo sorprendentemente funzionante, almeno lo fu fino alla fine degli anni ‘80, ovvero fino alla fine del contratto originario. A quel punto la vodka non fu più accettata come compenso da parte di Pepsi, che invece contratto uno scambio di prodotti del valore di circa tre miliardi di dollari in cambio 17 sottomarini, un incrociatore, una fregata e un cacciatorpediniere. A contratto concluso, la Pepsi diventò il 6° esercito più potente del mondo, almeno fino a quando non vendette la flotta per farla riciclare. Incredibile, vero?

Ronald Raegan, un uomo, un bagnino, un eroe

Adesso spostiamo la nostra attenzione su Ronald Regan: attore hollywoodiano, politico riconosciuto per la sua grandi dotei comunicative, governatore della California e successivamente presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan fu anche un bagnino e un eroe. Nel 1929, quando Raegan aveva appena 15 anni, iniziò a lavorare al Lowell Park, a Dixon nell'Illinois, come bagnino. Essendo un ragazzino davvero molto timido, aveva bisogno di mettersi in gioco e così iniziò la sua avventura.

Ronald Raegan presidente

Un giovanissimo (e attore) Ronald Raegan

Alla fine dell'estate, Regan, si era guadagnato la fiducia dei frequentatori abituali del Lowell Park grazie a numerosi salvataggi in acqua. Pensate che il giovane Ronald aveva salvato 77 persone dall'annegamento. Non finì lì, perché a distanza di quasi 40 anni Raegan salvò la sua settantottesima vita dai pericoli dell'acqua. Siamo nel 1969 e Ronald - adesso governatore della California - si trova nei pressi della piscina del Palazzo del Governatore, a Sacramento. Tra i suoi molteplici ospiti vi è anche una bambina, Alicia Berry, che trascorreva del tempo giocando nella piscina.
Sebbene la giovane fanciulla non sapesse nuotare, riusciva a tenersi aggrappata ai bordi e se ne restava in piscina con gli altri bambini. All'improvviso, però, cercando di aggrapparsi ad un gonfiabile galleggiante per poter raggiungere i suoi compagni, Alicia sprofondò sul fondo della piscina quando un bambino tirò a sé inavvertitamente il gonfiabile.

Il figlio, Ron Raegan, commentò l'avvenimento utilizzando così: "Mio padre era lì vicino a chiacchierare con alcuni ospiti. Sono sicuro che si fosse posizionato esattamente in quel punto in modo da poter sempre sorvegliare la piscina."

Raccontò, inoltre, che il padre attese giusto una decina di secondi, forse il tempo di vedere se la bambina riusciva a tornare a galla da sola, prima di scusarsi con i suoi ospiti e tuffarsi in piscina per salvarla. Chi avrebbe mai detto che, tra le tante cose, Ronald Raegan fu anche un eroe?

Il pappagallo che imprecò al funerale del presidente Andrew Jackson

Per concludere il filone a stelle e strisce, non c'era episodio più "simpatico" di quello del pappagallo Poll, fedele compagno del presidente Andrew Jackson, rimasto nella storia per il suo... linguaggio.

Ci spostiamo nel 1845 e Andrew Jackson ha già compiuto 78 anni. Un insieme di malattie, però, lo ha condotto ad esalare il suo ultimo respiro e a giorni sarà celebrato il suo funerale. Gli invitati? I suoi più stretti affetti. Saranno circa 3mila le persone a far visita alle sue spoglie mortali ma ciò che rimarrà davvero nella storia non sarà la solennità della cerimonia o un qualche accattivante retroscena, quanto il suo amato pappagallo Poll, l'amico piumato talmente importante per l'ormai deceduto Presidente da volerlo anche durante il suo funerale.

Sembrerebbe tutto molto romantico, se non fosse stato proprio per Poll che diede vita a un intervento descritto da alcuni partecipanti in questo modo: "Prima del sermone, mentre la folla si stava radunando, un malvagio pappagallo, che era l'animale domestico del presidente, si è eccitato e ha iniziato ad imprecare così forte e a lungo da disturbare la gente finché non l'hanno portato via." Non era un segreto, d'altronde, che il linguaggio del presidente Andrew Jackson fosse tra i più coloriti. L'uomo era abituato ad imprecare e ad usare un parlato non esattamente consono per l'alta carica che ricopriva. Il pappagallo, quindi, non faceva che ripetere le parole sentite dal padrone (a proposito, conoscete l'incredibile storia del pappagallo Alex?).

Il papa contro i gatti

L'inspiegabile popolarità dei gatti in Europa non è apparsa con il sopravvento dei social network come invece potrebbe anche sembrare, anzi. Quando i gatti vennero portati in Europa dai romani durante le spedizioni in Egitto, i cittadini iniziarono ad apprezzare lo sconosciuto animale per motivazioni assolutamente funzionali. Essendo i gatti animali esclusivamente carnivori, non rappresentavano una minaccia per le colture e quindi vennero accolti anche nelle comunità contadine.

Il pro di avere dei gatti con sé, oltre al loro bel visino, era quello di essere protetti dai predatori naturali delle piantagioni grazie alla loro caccia. Questo periodo di grande popolarità dei gatti, però, arrivò al termine intorno al 1230, quando Papa Gregorio IX emise il Vox in Rama, una bolla papale che dichiarava i gatti come strumenti del male, di Satana. Qualcuno potrebbe pensare "bè, è il medioevo", immaginando una qualche caccia sanguinosa nei confronti dei gatti. La questione è in realtà più complessa di come potrebbe sembrare perché, sebbene esista davvero questa bolla papale, non possiamo dire con altrettanta certezza che Papa Gregorio IX odiasse i gatti o nutrisse per loro una qualche antipatia personale.

Quello che sappiamo in riferimento ai gatti, viene da questo estratto della bolla: "[...] Quando un novizio deve essere ricevuto tra loro ed entra nella setta dei dannati per la prima volta, gli appare la forma di una certa rana. Alcuni baciano questa creatura sui quarti posteriori e altri sulla bocca, ricevono la lingua e la saliva della bestia dentro le loro bocche. A volte appare eccessivamente grande, a volte equivalente a un'oca o a un'anatra, talvolta assume anche le dimensioni d'un forno.

Alla fine, quando il novizio si è fatto avanti, incontra un uomo dal pallore meraviglioso che ha gli occhi neri ed è così magro che, poiché la sua carne è stata consumata, sembra gli sia rimasta solo la pelle tirata sull'osso. Il novizio lo bacia e sente freddo come ghiaccio, e dopo il bacio il ricordo della fede cattolica scompare totalmente dal suo cuore. Dopo si siedono ad un pasto e quando se ne sono alzati, [...] un gatto nero scende all'indietro, con la coda eretta. Prima il novizio, poi il maestro, poi ciascuno dell'ordine che è degno e perfetto, bacia le sue natiche."

Ora, per quanto raccapricciante ma anche divertente possa essere questo estratto dal Vox in Rama, questo è grossomodo ciò che disse il Papa riguardo ai gatti. Il vero argomento, infatti, fa riferimento a un rituale satanico, non tanto alla questione dei gatti in sé - tutto ciò per dire che il Papa non ordinò effettivamente lo sterminio dei gatti in tutta Europa ma che semplicemente rinominò il gatto come un animale "satanico", visto che in quella particolare setta... pareva baciassero le sue natiche.

Un processo per un cadavere

Per parlarvi di questa vicenda occorre fare un piccolo excursus storico, un po' perché è un episodio davvero affascinante, ma anche perché un quadro generale è sempre di grande aiuto quando si parla di una storia così lontana. Nel giro di meno di un centinaio di anni a Roma si susseguirono addirittura ventiquattro papi, per l'esattezza tra il 872 e il 965. I sovrani della chiesa cristiana, infatti, non godevano di lunga vita perché in quel momento la città vedeva una sanguinosa lotta tra le famiglie più potenti.

La lotta aveva tre tipi di protagonisti, gli imperatori carolingi, gli ecclesiastici e gli aristocratici, tutti alla ricerca del potere incontrollato del Paese. Il tutto iniziò nell'864, quando Formoso - che poi diverrà papa - diventato vescovo di Porto iniziò ad occuparsi di alcune missioni diplomatiche in giro per il mondo. Papa Giovanni VIII, però, non amava il contributo di Formoso e quando decise di "ripulire" l'amministrazione pontificia da alcuni elementi dell'aristocrazia laica, accusò anche Formoso di aver cospirato contro di lui, lo privò dei suoi voti e lo scomunicò.

Una volta eletto il suo successore, Marino I, la situazione fu ristabilita e Formoso riuscì a riavere il vescovato di Porto. Furono rispettivamente Adriano III e Stefano V a succedergli, fino all'elezione di Papa Formoso I. Prima di ciò, però, nell'889 un esponente della potentissima famiglia degli Spoleto, Guido, fu incoronato re d'Italia e successivamente costrinse Papa Stefano V, il predecessore di Formoso, ad eleggerlo imperatore. Trovatosi un po' in mezzo ai fuochi, Formoso, una volta divenuto papa, dovette incoronare anche il figlio di Guido, Lamberto da Spoleto, come re.

Ora, bisogna dire che Formoso non amava gli Spoleto né tantomeno le loro forme di coercizione quindi chiese aiuto al re della Germania, Arnolfo di Carinzia. Sebbene la morte del padre Guido riuscì ad avvicinare il Papa a Lamberto Spoleto, inizialmente, fu comunque necessario l'intervento da parte di Arnolfo, che nell'895 marciò su Roma. Anche l'imperatrice madre Ageltrude Spoleto però era arrivata a Roma, insieme al suo esercito. Fu proprio lei a prendere Formoso come prigioniero, il quale ritornò libero quando, un anno dopo, la nobildonna fu costretta a fuggire dalla città proprio a causa di Arnolfo, poi nominato imperatore.

Qualche mese dopo Formoso morì, forse per avvelenamento. Verrà prima Bonifacio VI, morto a soli quindici giorni dal ricevimento della carica, e poi Stefano VI, il protagonista della nostra storia.

Grande sostenitore della famiglia degli Spoleto, Stefano riuscirà a strappare il trono di Arnolfo al fine di incorare il figlio Lamberto con l'aiuto di Ageltrude. Il bello viene adesso perché, secondo alcune ipotesi, potrebbero essere stati proprio Ageltrude e Lamberto a richiedere una condanna ufficiale per l'ormai deceduto Formoso, anche per annullare tutti gli atti che aveva emesso durante il suo mandato episcopale. Il Papa Stefano VI fece quindi riesumare il cadavere e lo portò presumibilmente alla Basilica di San Giovanni in Laterano, dove si sarebbe svolto il processo.

Insieme al pontefice vi era un importante numero di cardinali e vescovi, tutti pronti a "giudicare" Formoso. Questo venne vestito con gli abiti pontifici e fu un diacono a parlare a suo nome, come una sorta di avvocato difensore. Al di là dei capi d'accusa e del fatto che ovviamente il diacono non avrebbe davvero preso le difese del cadavere, un dettaglio davvero eccezionale è quello secondo cui (sebbene non vi sia modo di confermarlo) Stefano VI si scagliò verbalmente e molto bruscamente contro la salma urlandovi: "Come hai potuto, per tua folle ambizione, usurpare il seggio apostolico, tu che pure eri già vescovo di Porto?". Alla fine del processo che lo condannò, Formoso fu spogliato delle vesti vaticane, gli vennero recise le dita benedicenti e il cadavere fu poi trascinato per Roma e gettato nel Tevere.

L'atto fu talmente oltraggioso che dopo pochi mesi il Papa venne incarcerato e poi strangolato a morte. Nonostante l'infamia e la dannazione a cui era stato condannato Formoso da Stefano, un anno dopo il nome del primo fu riabilitato da Giovanni IX, lo stesso che proibì per tutti la possibilità di processare... persone già morte!

La guerra più breve del mondo

Come già anticipato, adesso parleremo della guerra più breve che sia mai stata disputata in tutta la storia - almeno per quanto possiamo saperne. Ci troviamo circa un migliaio di anni dopo al processo al cadavere di Formoso, nel 1896 e in Tanzania. Il 25 agosto 1896 morì il sultano di Zanzibar che venne succeduto dal nipote Khalid bin Bargash. Lo zio, Hamad bin Thuwaini era un noto filo-britannico, quindi il suo governo andava perfettamente a genio per gli inglesi. Al contrario, Khalid era considerato fin troppo indipendente per i loro gusti e avrebbero certamente preferito che fosse Hamud bin Muhammed a diventare sovrano. L'ultimatum fu emesso un'ora prima di aprire il fuoco contro gli edifici, alle otto del mattino del 27 agosto 1896.

Alle nove era già iniziato il bombardamento da parte delle cinque navi della Royal Navy sul Palazzo Reale e sull'Harem. Le fonti citano diverse durate, chi dice 35, chi 40, chi 43, fatto sta che questi furono i minuti che durò questa guerra, che causò 500 morti zanzibaresi e un solo ferito britannico. Una guerra durata certamente tra i 35 e i 43 minuti. Una volta che Khalid bin Bargash scappò rifugiandosi nell'ambasciata tedesca, fu Hamud bin Muhammed a prendere il potere in Zanzibar, divenendo sovrano e ricevendo supporto dal Regno Unito fino all'ultimo dei suoi giorni. Una guerra assurda, invece, riguarda quella delle uova del 1863.

Questi non sono certo gli unici assurdi eventi che si sono verificati nel corso della storia, ma questo lo sapete già, ed è proprio perché sono così numerosi (e spesso neanche tanto veritieri) che la fase di ricerca e poi di spiegazione, rende piacevole questo lavoro. Quelli di cui abbiamo parlato, d'altronde, non sono altro che la punta dell'iceberg delle assurdità storiche. Per questo, se l'argomento vi è piaciuto non mancherà sicuramente un seguito e... ricordatevi di non baciare il fondoschiena dei gatti neri!