Ritardi con la portabilità? Previsto un indennizzo, ecco come richiederlo

Per ogni giorno di ritardo sulla portabilità dei numeri fissi e mobile è previsto un indennizzo, ecco come richiederlo.

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Negli ultimi tempi abbiamo a più riprese parlato dei problemi di portabilità in cui sono incappati alcuni utenti, che hanno richiesto la migrazione del proprio numero verso un nuovo gestore, subendo ritardi nella gestione della pratica. Le richieste, in alcuni casi, sarebbero talmente elevate da causare spiacevoli ritardi, superando le canoniche settantadue ore previste dalla legge per il completamento della procedura. Gli operatori, comunque, possono richiedere all'AGCOM di aumentare il limite massimo di richieste quotidiane, in modo tale da evitare disservizi agli utenti.
Questi problemi sono molto comuni, soprattutto nei periodi in cui la richiesta è elevata, ma non tutti sanno che sono previsti degli indennizzi per i ritardi provocati in fase di portabilità del numero.

Cosa dice la legge

Gli indennizzi sono previsti dalla legge e rientrano nell'ex articolo 1281 del codice civile relativo alle inadempienze contrattuali. Inoltre, anche nel contratto che gli operatori firmano col cliente è previsto un risarcimento danni per i ritardi nella portabilità, che viene calcolato in base ai giorni intercorsi tra l'ultima data utile per portare a termine la procedura e quella effettiva di passaggio a un nuovo operatore.
Tale normativa si applica sia alla portabilità da numeri fissi che mobili, ma la cifra (che parte da 2,5 Euro al giorno) è variabile a seconda della tipologia del contratto e del cliente. Come sottolinea l'Unione dei Consumatori, è anche previsto un risarcimento danni che, a differenza dell'indennizzo, deve essere provato: "si pensi ad una attività commerciale o a un libero professionista che a causa del disservizio non possa utilizzare, per il proprio lavoro, la linea telefonica e/o internet e che con tale procedura potrà ottenere un risarcimento economico commisurato al danno economico subito" si legge nel documento pubblicato in rete.
Per la portabilità del numero, i tempi massimi sono previsti dall'AGCOM. Nel caso dei numeri fissi, il tempo limite è di trenta giorni, mentre per le utenze mobili è di due giorni lavorativi, anche se alcuni operatori al momento della firma del contratto precisano che il passaggio è previsto in 72 ore. In entrambi i casi, i tempi sono da calcolare dal momento della richiesta. Se, trascorso questo periodo, la portabilità non è ancora avvenuta, si può procedere con il reclamo.
Nel caso di Vodafone, basta una telefonata al 190 per avviare la procedura, che permette di ottenere 2.5€ al giorno (fino a un massimo di 50€), a partire dalle 48 ore successive alla data della presunta attivazione della portabilità.
Anche Wind prevede un rimborso di 2.5€ euro, fino a un massimo di 50€, a partire dalle 48 ore successive alla richiesta effettiva di portabilità, chiamando semplicemente l'assistenza clienti al numero 155. Tre prevede invece un indennizzo di 2€ al giorno fino a un massimo di 100€, senza però specificare, nella carta dei servizi, il periodo temporale entro il quale poterlo richiedere. Anche Iliad garantisce 2.5€ al giorno, fino a un massimo di 50€, a partire dalle 48 ore successive alla richiesta effettiva di portabilità. La richiesta può essere effettuata tramite fax al numero 0230377960, tramite raccomandata o tramite PEC, all'indirizzo mail iliaditaliaspa@legalmail.it. Interessante il caso di TIM, che nella sua carta dei servizi è l'unica, tra gli operatori analizzati, a non menzionare la procedura per la richiesta di rimborso specifica per questo caso, mostrando solo come fare quella generica di reclamo.