Saturno, il vero Signore degli Anelli. Curiosità e informazioni sul pianeta

Un viaggio alla scoperta delle informazioni e delle caratteristiche di uno dei pianeti più particolari dell'intero Sistema Solare.

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Vi abbiamo già parlato del "gigante" del nostro Sistema Solare in passato, Giove, il pianeta più grande e massiccio di tutti. Come ben sappiamo, però, nel nostro quartiere cosmico esistono altri corpi celesti, meno grandi di Giove ma ugualmente affascinanti. Quest'oggi, infatti, ci occuperemo di uno dei più famosi, conosciuti e caratteristici mondi del nostro sistema: il signore degli anelli, Saturno.

Storia

Le osservazioni del pianeta sono antiche quasi quanto la nostra storia. Saturno, infatti, è il penultimo dei pianeti visibili a occhio nudo (che sono Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) ed era conosciuto fin dall'antichità. Basti pensare che i romani - non a caso - diedero il nome del pianeta al dio dell'agricoltura (l'equivalente del titano greco Crono). Fu Galileo Galilei, però, ad accorgersi della strana forma del Gigante Gassoso per la prima volta nel 1610. Durante le prime osservazioni l'astronomo di Pisa non riuscì a ricostruire completamente la figura del pianeta a causa dei suoi anelli, definendolo composto da tre corpi.
Come sempre, tuttavia, la scoperta di un qualcosa non è da collegare ad un singolo individuo: fu Eustachio Divini, nel 1649, a mostrare a tutti per la prima volta un'illustrazione dettagliata degli anelli di Saturno e successivamente Christiaan Huygens, nel 1655, fu il primo a intuire la forma anulare dei corpi visti da Galileo attorno al pianeta.
Giovanni Cassini, invece, nel 1675 fu il primo a ipotizzare la natura della sua caratteristica principale, gli anelli. Le scoperte poi si susseguirono e, ancora adesso, il pianeta viene studiato costantemente da parte degli scienziati.

Curiosità

Saturno "abita" fra Giove e Urano ed è il sesto corpo celeste del Sistema Solare. Dopo Giove è il pianeta più grande e la sua distanza dal Sole è circa nove volte maggiore di quella della Terra (un miliardo e 429 milioni di chilometri). Il gigante gassoso impiega tantissimo tempo per girare attorno alla nostra stella: ben 29 anni e mezzo. Rispetto alla Terra, ha un diametro di 10 volte più grande e un volume 700 volte superiore; a causa della bassa densità (la più bassa, in assoluto, tra i pianeti del Sistema solare) però, la sua massa è "soltanto" 95 volte quella del nostro pianeta. Saturno è un pianeta gassoso ed è l'unico del nostro quartiere galattico che possiede una densità media inferiore a quella dell'acqua (687 chilogrammi per metro cubo, contro i 1.000 dell'acqua liquida).
Per questo motivo, se fosse possibile immergere il mondo in un immenso oceano di acqua, il pianeta galleggerebbe.
Saturno è costituito (come Giove) prevalentemente da idrogeno ed elio, e presenta una struttura complessa, il cui materiale diventa progressivamente più denso procedendo verso la parte interna del pianeta; la suddivisione tra i diversi strati non è tuttavia ben definita.

Il nucleo è probabilmente di piccole dimensioni, denso e di natura rocciosa, con una composizione simile a quella della Terra. Qui la compressione gravitazionale del pianeta produce elevatissime pressioni e temperature che raggiungono i 12.000 °C. Il grande calore generato dal nucleo è causa delle correnti convettive negli strati fluidi più esterni.
L'atmosfera è molto turbolenta, con venti mossi dal calore interno al pianeta (e non dal Sole come avviene sulla Terra) che soffiano fino a 1.800 km/h; alle alte latitudini si verificano inoltre cicloni dalla durata relativamente breve che si estendono anche per 1.200 chilometri.

Negli anni ottanta le due sonde del Programma Voyager fotografarono una struttura esagonale presente nei pressi del polo nord del pianeta; struttura osservata successivamente anche dalla sonda Cassini.
Ciascun lato dell'esagono misura circa 13.800 chilometri. Non si conoscono ancora le cause della presenza di questa forma geometrica regolare, ma sembra che non ci sia un collegamento con la radio-emissione di Saturno e con la sua attività delle aurore polari.

Le strutture più famose invece, gli anelli, sono composti da milioni di piccoli oggetti ghiacciati, della grandezza che varia dal micrometro al metro, orbitanti attorno al pianeta sul suo piano equatoriale. L'origine degli anelli è sconosciuta. Ci sono due ipotesi principali al riguardo: che siano il risultato della distruzione di un satellite di Saturno, provocata da una collisione con una cometa o con un altro satellite, oppure che siano un "avanzo" del materiale da cui si formò Saturno che non è riuscito ad assemblarsi in un corpo unico.

Satelliti

Saturno possiede un elevato numero di satelliti naturali, 82, alcuni scoperti proprio recentemente, e che hanno tolto a Giove il titolo di "Signore dei satelliti". Molte delle lune sono piuttosto piccole: 34 di esse hanno un diametro minore di 10 chilometri. Tra le lune di Saturno particolarmente degne di nota vi sono Titano, la seconda luna più grande del sistema solare, con una ricca atmosfera di azoto e un paesaggio con laghi di idrocarburi e reti fluviali secche, ed Encelado, che potrebbe contenere acqua liquida nel sottosuolo della regione del suo polo sud.

Titano è considerato simile alla Terra primordiale, ma con una temperatura molto più bassa, dove il ciclo del metano sostituisce il ciclo idrologico presente invece sul nostro pianeta.
Esattamente come il nostro bel mondo, il clima, che include vento e pioggia (sempre di metano), ha creato caratteristiche superficiali simili a quelle presenti sulla Terra, come dune, fiumi, laghi e mari (ci sono addirittura le stagioni).

Encelado, invece, è uno dei tre corpi celesti del sistema solare esterno dove sono state osservate delle eruzioni attive. Le analisi dei gas emessi suggeriscono che siano stati generati da acqua liquida situata sotto la superficie. Assieme alle analisi chimiche del pennacchio, queste scoperte hanno alimentato le ipotesi che Encelado sia un importante soggetto di studio nel campo dell'esobiologia.

Missioni, passate e future

Il Pioneer 11 fu la prima sonda spaziale a effettuare un sorvolo ravvicinato di Saturno nel settembre 1979, quando passò a 20.000 chilometri dalla sommità delle nubi del pianeta. Furono scattate immagini del pianeta e di alcune delle sue lune, anche se la bassa risoluzione non consentì di rilevare dettagli della superficie. La sonda Voyager 1 visitò il sistema di Saturno nel novembre 1980, inviando le prime immagini ad alta risoluzione del pianeta, dei suoi anelli e delle principali lune, effettuando anche un flyby con Titano, aumentando la conoscenza della sua atmosfera. Nell'agosto 1981, quasi un anno dopo, la Voyager 2 continuò lo studio del sistema di Saturno. Acquisì diverse altre immagini ravvicinate delle lune del pianeta, mostrando prove di alcuni cambiamenti dell'atmosfera e degli anelli.
La più importante sonda ad aver esplorato il gigante gassoso è la Cassini-Huygens, che entrò in orbita attorno a Saturno il 1º luglio 2004, con lo scopo di studiare il sistema saturniano e inviare successivamente un lander sulla misteriosa superficie di Titano, fino ad allora sconosciuta a causa della spessa coltre atmosferica che avvolge la principale luna di Saturno.
Dopo aver scoperto otto nuovi satelliti (e tantissimo altro) la missione principale della Cassini si è conclusa nel 2008, tuttavia essa è stata prima estesa fino al 2010 e successivamente prorogata fino al 2017.

Tra le missioni future, invece, la NASA ha intenzione di esplorare i due satelliti principali (e più famosi del pianeta). La possibile missione che esplorerà Titano, chiamata Dragonfly, sarà un drone inviato per studiare la chimica prebiotica e la possibilità di esistenza di vita extraterrestre in ambienti diversi da quelli della Terra. Il veicolo sarà in grado di visitare diverse zone della superficie grazie alla possibilità di spostarsi in volo.
L'agenzia spaziale americana, inoltre, ha intenzione di esplorare anche Encelado, il luogo più probabile dove trovare vita extraterrestre. Tuttavia, per queste missioni dovremmo aspettare ancora un po', nel frattempo, così come fecero nel 1600 gli uomini che effettuarono le scoperte sul pianeta, non ci resta che fare una cosa sola: sognare.