Serie A e IPTV: la Lega prepara il piano anti-pirateria

L'amministratore delegato della Lega Serie A è al lavoro su un piano per azzerare il fenomeno della pirateria legata al mondo del calcio.

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La Lega Serie A intende stradicare alla radice il fenomeno del così detto "pezzotto", che purtroppo sta diventando sempre più diffuso in Italia in quanto consente di accedere a prezzi modici all'intera offerta sportiva. Il neo presidente Gaetano Miccichè, sin dagli istanti successivi all'insediamento, ha affermato che la lotta alla pirateria rappresenta uno degli argomenti su cui intende battere maggiormente, dal momento che provoca un danno ingente all'intero sistema calcio.
I nuovi dati diffusi relativi al 2018 parlano di oltre 5 milioni di pirati italiani, che utilizzano settimanalmente servizi di streaming e IPTV per seguire la propria squadra preferita. Il dato è in aumento rispetto alla stagione 2017, complice anche il doppio abbonamento Sky-DAZN che ha suscitato non pochi malumori tra gli appassionati.

Un danno da 200 milioni di Euro all'anno

L'amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha dichiarato che l'organismo federale ha "ottenuto un budget di un milione di Euro per incrementare la lotta alla pirateria", i cui utilizzi saranno spiegati in un piano che verrà presentato nel giro di pochi giorni.
Nel frattempo però sono già emerse le prime indicazioni su ciò che conterrà la nuova normativa anti-IPTV. De Siervo già in precedenza aveva sottolineato come lo smantellamento tempestivo dei siti pirati fosse una priorità assoluta, auspicando una collaborazione con gli operatori telefonici, che effettivamente potrebbero giocare un ruolo estremamente importante in questa battaglia. All'estero infatti le normative prevedono multe salatissime per le "telco" che non oscurano tempestivamente i siti web, e non è da escludere che lo stesso possa avvenire anche in Italia. I provider saranno centrali e sarà senza dubbio importante capire quali responsabilità saranno loro affidate.
A questo si dovrebbe aggiungere una campagna promozionale che andrà in onda sia in tv che negli stadi allo scopo di sensibilizzare soprattutto i più piccoli.
Nel piano dovrebbero rientrare anche nuovi sistemi di monitoraggio per intercettare i flussi illegali. A tal proposito, la Lega dovrebbe lavorare con società esterne per identificare piattaforme di streaming, spesso e volentieri collegate alla malavita, che si trovano in Olanda, Emirati Arabi Uniti, Repubblica Ceca e Francia.
Obiettivo della governance è ridurre all'osso il danno economico scaturito dai fenomeni di IPTV e streaming illegali, che nello scorso anno sarebbe stato pari a 200 milioni di Euro.

De Siervo e Miccichè valutano anche l'opportunità di portare il campionato italiano all'estero, e non a caso l'amministratore delegato si trova a New York per aprire la prima sede al di fuori dei confini nazionali, che dovrebbe poi essere seguita da Londra, Doha e una città tra Pechino, Singapore e Shanghai.
Il tutto però passa anche attraverso la lotta all'illegalità, e questo lo sa bene soprattutto Miccichè che già in passato aveva parlato del danno nei confronti dei diritti televisivi sia domestici che esteri.
Lo sviluppo del campionato all'estero deve passare attraverso l'oscuramento di tutti i servizi che permettono di vedere illegalmente le partite del nostro campionato. L'obiettivo è diminuire il numero di pirati di almeno 500.000 unità, un traguardo ambizioso e non facile da raggiungere, che richiederà la collaborazione anche del Governo e della Magistratura Italiana.

A fare scuola è quanto avvenuto in Premier League lo scorso marzo: il campionato inglese, che è senza dubbio il più seguito al mondo, ha ottenuto una storica vittoria nei confronti di una delle più importanti reti di IPTV, che aveva generato un giro d'affari complessivo di 5 milioni di Sterline grazie ai 1.000 clienti sparsi in tutta l'Inghilterra e il Galles. A seguito della denuncia dei legali della FA, un giudice ha disposto la condanna a sette anni e quattro mesi per un uomo e tre anni per i propri complici, a cui è stato contestato il reato di truffa.
Per onestà intellettuale è comunque doveroso sottolineare che l'Italia già da tempo si sta muovendo per arginare la pratica: lo scorso anno la FAPAV ha bloccato 117 siti che offrivano servizi di IPTV e Camcordin, e la Lega intende continuare proprio su questa strada.

A lungo termine, l'ago della bilancia potrebbe essere la creazione di un canale della Lega, di cui si sta parlando con Mediapro, che ha presentato una proposta da 1,150 miliardi di Euro a stagione e che potrebbe scongiurare il "rischio" del doppio abbonamento, come avvenuto dalla scorsa stagione a seguito dell'assegnazione dei diritti televisivi a Sky e DAZN, tra le proteste degli utenti che secondo alcuni dati sarebbero letteralmente fuggiti dalla Serie A.
La sensazione, leggendo anche i commenti sui vari forum, è che l'incremento registrato sia anche dovuto ai prezzi esorbitanti che i tifosi sono costretti a sostenere per guardare tutte le partite. È anche su questo aspetto che la Lega dovrà riflettere.