Sfera di Dyson, alla ricerca di megastrutture aliene nell'Universo

La sfera di Dyson è un'ipotetica struttura in grado di sfruttare al 100% la potenza del Sole. Ecco quello che sappiamo.

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Esistono altre forme di vita, oltre la nostra, nell'Universo? Le probabilità sono alte, d'altronde esistono trilioni di pianeti all'interno dell'immensità del cosmo e, quasi sicuramente, uno di questo potrebbe aver ospitato delle condizioni simili a quelle avvenute sulla Terra miliardi di anni addietro. Adesso la domanda da porsi è un'altra: come facciamo a trovare altre forme di vita nell'Universo? Esistono diversi modi, esaminando l'atmosfera di un pianeta, mandando messaggi o cercando delle strutture non naturali, quindi di costruzione "aliena", nello spazio.

Scala di Kardashev

Una civiltà intelligente potrebbe aver sviluppato, così come la nostra, una tecnologia avanzata, sopratutto se esiste da più tempo. Seguendo questa stessa linea di pensiero, nel 1964 l'astronomo russo Nikolaj Kardashev classificò queste ipotetiche civiltà in base alla quantità di energia che avrebbero potuto sfruttare. Ne vennero fuori tre tipi:

Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia disponibile sul suo pianeta d'origine.
Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l'energia della stella del proprio sistema solare.
Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia della propria galassia.

In caso ve lo stesse chiedendo, l'umanità non rientra ancora in questa classificazione, visto che fa parte della civiltà di "Tipo 0" e non abbiamo ancora sfruttato tutte le risorse che il nostro bel pianeta ci offre. Tuttavia non siamo troppo indietro, visto che, secondo una formula sviluppata da Carl Sagan, uno dei più famosi e influenti astronomi, astrofisici, astrobiologi ed astrochimici del Novecento, la civiltà umana sarebbe ad un livello di 0.71, non manca molto per diventare civiltà di Tipo 1, insomma.

Sfera di Dyson

Ma in che modo una civiltà potrebbe sfruttare tutta l'energia della propria stella? Grazie alla sfera di Dyson. Sebbene sembri fantascienza, l'idea di creare una struttura del genere è possibile e potrebbe diventare - in futuro un po' più lontano di quello attuale - una realtà. L'idea venne a Freeman Dyson, un fisico e matematico britannico naturalizzato statunitense; conosciuto principalmente per i suoi studi in elettrodinamica quantistica, fisica dello stato solido ed ingegneria nucleare, ha teorizzato vari concetti che tutt'ora portano il suo nome. L'uomo in un articolo del 1960 chiamato "Search for Artificial Stellar Sources of Infra-Red Radiation", propose l'idea di una struttura costruita vicino (o intorno) al Sole in grado di catturare l'energia dell'astro e dirottarla sulla Terra.

In che modo? Sono state pensate diverse strutture ma, in poche parole, si dovrebbe circondare la stella con dei pannelli solari e catturarne l'energia. Una sfera di Dyson posta nel nostro sistema solare, con un raggio di 1 UA, avrebbe all'incirca 600 milioni di volte l'area della superficie della Terra. Sebbene tali megastrutture possano essere teoricamente possibili, tutti i piani per costruire una sfera Dyson sono attualmente al di là (e anche tanto) delle capacità ingegneristiche e industriali dell'umanità.

Senza addentrarci in spiegazioni troppo complesse, vi basti sapere che se ogni "pannello solare" fosse grande un metro quadrato, per costruirne un numero necessario per circondare la nostra stella occorrerebbe smantellare - letteralmente - un pianeta dalle dimensioni di Mercurio.

Tutorial su come trovare una sfera di Dyson

Per un osservatore distante, la luce di una stella avvolta in una sfera di Dyson potrebbe apparire offuscata o completamente oscurata. Ciò significa che per trovare tali strutture non serve altro che cercare una stella con delle strane variazioni luminose, giusto? Sì, ma non è così semplice. Ovviamente, prima di azzardare una tale ipotesi, gli astronomi cercheranno sempre una soluzione più probabile di questa, ed è giusto così.

Negli anni, stelle con strane variazioni luminose sono state trovate e, ovviamente, gli astronomi non hanno mai confermato l'esistenza di megastrutture aliene. In particolare, nel 2015, l'astronoma Tabetha Boyajian riferì di un misterioso oscuramento della luce di una stella chiamata KIC 8462852, il cui sfarfallio irregolare non trovava spiegazione da parte dei ricercatori. Altri studiosi suggerirono che queste variazioni sarebbero potute essere create da una sfera di Dyson parzialmente costruita. Per diversi mesi ricercatori di tutto il mondo si focalizzarono sull'oggetto celeste in questione, rinominato poi come "Stella di Tabby", senza trovare una reale spiegazione del fenomeno.

Oggi, moltissimi astronomi escludono la presenza di una megastruttura aliena, e credono che queste variazioni luminose possano essere create da eventi naturali. La ricerca di queste strutture tecnologicamente avanzate però non sono certo finite qui. Oltre il SETI, che si occupa di cercare la vita intelligente nell'Universo, il dispiegamento dei futuri telescopi di prossima generazione permetteranno agli scienziati di scrutare il cosmo in una maniera mai fatta prima d'ora. Insomma, molto presto, quindi, potremmo finalmente rispondere alla fatidica domanda del "Siamo soli nell'Universo?".