Siamo sempre più vicini alla clonazione di esseri umani?

Grazie alla sperimentazione sugli animali, ci stiamo avvicinando sempre di più alla possibilità di clonare un essere umano.

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Da quando a gennaio si è parlato della clonazione di due scimmie per mano di un gruppo di ricercatori cinesi e di Barbra Streisand che nel mese di marzo ha annunciato su Variety di aver speso 50.000$ per clonare il suo cane Samantha, l'argomento sembra essere tornato in auge. Senza soffermarci troppo sulle conseguenze etiche (che andranno inevitabilmente affrontate in un futuro prossimo), cerchiamo di capire a che punto siamo sulla tecnologia riguardante la duplicazione di un essere vivente a partire dalle sue cellule.
Di acqua sotto i ponti ne è passata dai tempi della pecora Dolly, il primo mammifero ad essere stato clonato con successo nel 1996, ma in questo articolo verranno citati solo i casi recenti più rilevanti. Di seguito trovate un semplice schema sulla tecnica usata per la clonazione, utile per la comprensione dei nuovi metodi usati dai ricercatori di cui vi parleremo a breve.

Il caso delle due scimmie Zhong Zhong e Hua Hua

Se è stato possibile clonare le due scimmie è grazie a Yi Zhang, un biologo specializzato in cellule staminali. Nel caso della pecora Dolly non si è fatto altro che trasferire il nucleo (quindi il DNA) di una sua cellula in un'altra cellula denucleata (priva del proprio nucleo), impiantando il risultato in una madre surrogata. Il processo è inefficiente perché statisticamente solo 1 embrione su 100 riesce a dar vita ad un animale ed anche in quel caso sono state constatate deformazioni e morti istantanee.
La causa del problema riesiede nel fatto che una cellula specifica (ad esempio della pelle) non ha bisogno di tutti i geni, dunque alcuni risultano semplicemente inattivi: affinché la clonazione funzioni questi geni devono riattivarsi in un processo definito di riprogrammazione.
Grazie a delle specifiche sostanze chimiche Zhang è riuscito ad aiutare la riattivazione di questi geni spenti, migliorando l'efficienza della clonazione che può essere sfruttata anche per ricavare cellule staminali da minuscoli embrioni umani clonati. La tecnica è del 2015, ma è la stessa sfruttata da un gruppo di ricercatori cinesi per clonare le due scimmie Zhong Zhong e Hua Hua.
Grazie all'uso di cellule della pelle di un feto di scimmia abortito è stato possibile dar vita ai due primati: l'esperimento però non porta risultati sicuri, tanto che altri due cloni, creati da un esemplare adulto, sono morti poco dopo la nascita. Presumibilmente il motivo del fallimento dell'esperimento è dovuto alla riprogrammazione delle cellule usate nel processo di clonazione che non è andata a buon fine.

Siamo pronti alla clonazione di esseri umani?

Per clonare le due scimmie i ricercatori cinesi hanno dovuto usare 63 madri surrogate e 417 cellule uovo: per Zhang sarebbe folle ed anche non pratico clonare una persona allo stato attuale, vista la quantità di persone da coinvolgere nel processo.
Sempre secondo il biologo "nessuna società potrebbe accettare questo processo. D'altra parte, se mi chiedeste se posso migliorare l'efficienza vi risponderei di . La mia risposta è che, da un punto di vista tecnologico, prima o poi la clonazione sarà possibile".
Il caso di Barbra Streisand ci ha fatto capire che, in fin dei conti, clonare un animale ad oggi è una realtà. Nessuna azienda accetta di avviare il procedimento per esseri umani, ma di fatto pagando almeno 50.000$ è possibile avere una copia del proprio animale di compagnia. Per ora parliamo di persone che sono emotivamente così attaccate al proprio animale da avviare la procedura, ma è chiaro che dalle dichiarazioni di Zhang, prima o poi, dobbiamo aspettarci il tentativo di clonazione di un essere umano.