Sky perde l'esclusiva della Serie A in streaming: cosa succederà nel 2021?

Con una sentenza a suo modo storica Sky perde la possibilità di avere la Serie A su internet in esclusiva. Cosa accadrà alla Serie A in tv?

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Nuova rivoluzione per il calcio italiano in TV. Con una sentenza che sta già facendo discutere il Consiglio di Stato ha di fatto tolto a Sky l'esclusività delle partite di calcio in streaming. Una mossa che avrà conseguenze di non poco conto per la piattaforma satellitare e per la sua costola via web, Now TV, che non avrà più tra le sue fila le partite del nostro campionato e quelle delle coppe europee o, almeno, non in esclusiva.
Altre piattaforme potranno quindi gettarsi nella mischia, pronte a diventare finalmente competitive anche in ambito sportivo. Una situazione che cambierà le carte in tavola anche in vista della sempre più prossima asta per la concessione dei diritti per il triennio 2021-2014. Il calcio potrebbe davvero non essere più lo stesso.

Un monopolio scomodo

Il tira e molla dei diritti va avanti da almeno due anni, da quel 2018 in cui Mediaset Premium è stata sostanzialmente assorbita da Sky, che ne ha acquistato la piattaforma tecnologica e inglobato i palinsesti all'interno delle sue offerte. Un accordo che ha di fatto eliminato l'unico vero competitor per la trasmissione in tv del calcio. Tutta - o quasi - la Serie A è tornata nelle mani della piattaforma, con Dazn anch'esso integrato dopo un anno di blanda concorrenza nell'offerta. Operazioni che avevano attirato l'attenzione del Garante per le comunicazioni, allarmato da una situazione di sostanziale monopolio nella messa in onda del calcio in tv.
Era stato quindi stabilito il divieto per Sky di contratti con clausole di esclusiva per lo streaming via internet. Visto il monopolio sulla tv tradizionale e sul satellite, a Sky doveva essere impedito di essere l'unico capace di mandare in onda le partite di Serie A sulle piattaforme alternative. La presenza di Dazn non era insomma sufficiente per garantire il minimo grado di concorrenza. Sky aveva fatto quasi subito ricorso al Tar, vincendo la battaglia a marzo e tirando un forte sospiro di sollievo. Il Consiglio di Stato ha a sua volta ribaltato la sentenza, questa volta in modo definitivo.

Nuovi scenari

La conseguenza più visibile per l'utente finale arriverà dall'inizio della prossima stagione, quella in cui il contratto in esclusiva con Sky non sarà più in essere e dovranno esserne stipulati di nuovi. In bilico il destino di NowTV, che fino ad ora aveva avuto la possibilità di mandare in onda sulla rete le sette partite possedute in esclusiva da Sky. Nello scenario peggiore, ma anche più probabile, la parte "calcistica" della piattaforma streaming è destinata a sparire: Sky non potrà più stipulare contratti in esclusiva su internet e dovrà per forza di cose lasciare spazio ad altri attori, che non tarderanno certo a fare le loro offerte.

La situazione diverrà piuttosto delicata per l'emittente, che avrà certo l'esclusività dei suoi match sulla televisione tradizionale, ma avrà di contro piattaforme che potranno mandare in onda le stesse partite sul web a prezzi sicuramente molto più contenuti. Una perdita di valore immane per il pacchetto calcistico: fino ad ora le partite targate Sky erano esclusiva della piattaforma in ogni sua appendice, ora non lo saranno più. Con l'asta per la concessione dei diritti per il prossimo triennio dietro l'angolo gli scenari sono destinati a cambiare radicalmente.

Asta al ribasso?

Già dalla prossima stagione i tifosi potrebbero iniziare a gustare il primo seme del cambiamento. Chi vorrà guardare le partite in streaming non potrà più affidarsi a Now TV ma dovrà confrontarsi con le offerte degli operatori che decideranno di subentrare. Dazn ha già pronta la struttura e parte delle risorse necessarie per gettarsi nella mischia, ma altri attori come Amazon, già presente nella messa in onda di eventi sportivi all'estero, potrebbero affacciarsi sul mercato con grande voglia e offerte di un certo peso. La partita più grande si giocherà però alla già citata asta per i diritti che delineerà il panorama della trasmissione del calcio per le prossime tre stagioni.

Alla scorsa asta, quella del monopolio Sky, si era arrivati a pagare cifre folli di oltre un miliardo di euro, ma è improbabile che la Lega decida di chiedere nuovamente così tanto ad un unico operatore, a maggior ragione se questo non avrà la possibilità di trasmettere ovunque le sue partite. Bisognerà per forza di cose abbassare le pretese e ripensare l'offerta in modo molto più smart e moderno.
Il sistema tradizionale è insomma destinato a sparire con lo streaming che potrebbe davvero diventare l'ago della bilancia per il futuro del calcio italiano. I diritti via web potrebbero vedere aumentare notevolmente il loro valore e non è nemmeno così scontato che Sky investa ancora denaro sulla Serie A sul satellite se questa può essere vista a costi minori su internet. Sarebbe un investimento controproducente, con gli utenti spinti ad abbonarsi a servizi sulla carta più accessibili, flessibili e meno costosi di un abbonamento pay-tv classico.

Il sistema andrà in crisi?

Le abitudini dell'utente sono destinate a cambiare radicalmente ma in un modo o nell'altro il modo di vedere le partite ci sarà. A crollare sarà invece un sistema delicatissimo che ha portato avanti i club e il campionato per quasi vent'anni. I ricavi dalla vendita dei diritti tv sono ad oggi l'entrata di maggior peso nei bilanci delle squadre di Serie A. Le aste di compravendita indette dalla Lega hanno visto cifre altissime aumentare di triennio in triennio per una battaglia in cui Sky era attore principale e maggiore sostentatore delle casse delle nostre squadre.

La Lega poteva chiedere oltre un miliardo alla piattaforma perché offriva un contratto di messa in onda in esclusiva totale, quell'esclusiva che già dalla prossima stagione non potrà essere più garantita. Il sistema andrà ripensato e molte cose dovranno cambiare per garantire comunque nuovi introiti ad un mondo, quello del pallone, che ora più che mai ha bisogno di liquidità, vista la crisi che il Coronavirus ha portato con sé.

Nuove opportunità

Con l'esclusiva per un un'unica piattaforma che non potrà rappresentare più una via percorribile tante cose cambieranno. Il canale proprietario della Lega Calcio è un pallino da sempre presente all'interno dei vertici calcistici, ma le allettanti offerte di aziende estere potrebbero ulteriormente vivacizzare la situazione. Mentre Sky si prepara ad agire per provare di nuovo cambiare il suo destino, nuovi attori potrebbero presto affacciarsi nella contesa. Dazn e Amazon sembrano i più pronti a far sentire la loro voce, entrambi in possesso delle risorse necessarie e delle piattaforme per costruire la propria offerta streaming a prezzi accessibili.
Alla finestra c'è anche CVC Capital, che parrebbe pronta ad offrire cifre folli - si parla di 2,2 miliardi - e a fare investimenti di lungo corso sul campionato, ma anche qui la matassa non sarebbe così semplice da dipanare: chi spenderebbe così tanto non avendo garantita l'esclusiva su tutte le piattaforme? E soprattutto, chi acquista i diritti in toto avrà possibilità poi di rivenderne una parte?

Tifosi alla finestra

Quelli appena descritti sono scenari ancora tutti in divenire ma con alcuni punti fermi che potrebbero presto essere ben visibili a tutti gli appassionati. Dando per scontato l'addio di NowTv già dalla prossima stagione, gli abbonati alla pay-tv tradizionale potranno comunque continuare a seguire le proprie partite in streaming grazie a SkyGo, considerato più un appendice dell'abbonamento classico che un servizio a se stante. Si vedrà in che modo si inseriranno le altre piattaforme, se saranno degli attori inediti o dei soggetti già conosciuti.

Il vero punto di svolta arriverà con la prossima compravendita, quella in cui Sky potrebbe non essere più attore principale o addirittura non partecipare, quella in cui lo streaming potrebbe davvero diventare protagonista, cambiando radicalmente le nostre abitudini e, si spera, anche i costi degli abbonamenti. A guadagnarne potrebbe essere la competitività del sistema, venuta a mancare negli ultimi anni, e la possibilità di avere il campionato a prezzi più accessibili. Il tutto però senza troppa esaltazione o entusiasmo: con tanti interessi economici di mezzo i tifosi sono sempre tristemente messi in secondo piano, nonostante siano soprattutto i loro soldi a far muovere la potente macchina del nostro calcio.