Speciale Sky Q: 4K e streaming tra le novità della nuova piattaforma

La piattaforma satellitare annuncia l'arrivo di un nuovo ecosistema di prodotti e servizi, che la traghetteranno verso il futuro, in cui internet e lo streaming sono sempre più presenti.

speciale Sky Q: 4K e streaming tra le novità della nuova piattaforma
Articolo a cura di

Il mercato italiano delle pay TV vede due grandi concorrenti, Sky e Mediaset. Queste due realtà sono in diretta competizione già da diverso tempo, in una lotta che si svolge a colpi di esclusive e di contratti milionari per accaparrarsi i contenuti più attesi dal grande pubblico. La Champions League non ha portato i risultati sperati a Mediaset, visto che il contraccolpo in termini di abbonati perduti è stato lieve per Sky, che continua per la sua strada, forte delle risorse economiche messe in campo dal magnate Rupert Murdoch. Strada che deve per forza passare per l'avanzamento tecnologico, anche per fornire gli attesi contenuti in 4K, di cui i produttori di TV hanno bisogno per lanciare definitivamente questo standard. Non bastasse questo, gli attuali decoder offrono un'esperienza piuttosto deludente per gli standard di oggi, per cui un ricambio software è ormai necessario. L'annuncio della nuova piattaforma Sky Q è arrivato da poco, e non fa altro che confermare la buona salute della piattaforma satellitare, che con tutta probabilità sarà il primo broadcaster a fornire un servizio in 4K al di fuori delle piattaforme di streaming, almeno in Italia, con Netflix che è riuscita ad arrivare prima di tutti in questo campo.

Tante nuove funzioni

Chi è abbonato all'emittente satellitare conosce piuttosto bene i limiti degli attuali decoder: i dispositivi sono lenti e macchinosi, con lag nemmeno troppo sporadici e un'esperienza d'uso ormai datata, mentre i 1080i iniziano ad andare piuttosto strettiti alle dimensioni dei TV più recenti. Ecco perché Sky ha deciso di lanciare la piattaforma Sky Q, che sbarcherà nel 2016 nel Regno Unito, anche se le possibilità che arrivi in Italia, seppur mancano conferme ufficiali, sono davvero molto elevate.
L'intento di Sky è quello di permettere ai propri abbonati di portare con sé i loro contenuti preferiti in tutti gli ambienti domestici o in mobilità , cosa che, allo stato attuale, è già possibile, ma fortemente limitata dal supporto dato alle app, presenti solo su smartphone/tablet selezionati. Speriamo che con il nuovo corso cambierà anche la politica dell'azienda in merito, perché le novità non saranno poche. Prima di parlare dell'hardware, diamo uno sguardo alle funzioni software aggiunte, che saranno fondamentali per portare il servizio agli standard odierni. L'interfaccia è stata completamente rivista e ora è molto più moderna, e speriamo sia altrettanto fluida. Sarà possibile sincronizzare le registrazioni del decoder con i dispositivi mobile, tramite la funzione Q Sync, purché abbiano installato l'applicazione Sky Q App. Vevo e soprattutto YouTube saranno disponibili di default, in modo tale da riunire in un unico dispositivo anche i servizi online. My Q invece fornirà suggerimenti sui contenuti ritenuti più interessanti, segnalati in base alle scelte precedenti dell'utente, come avviene con Netflix.
Ma passiamo all'hardware, grazie al quale sono emerse tante nuovi funzioni dedicate agli abbonati. I nuovi decoder saranno due, Sky Q Silver e Sky Q. Il primo è il modello top di gamma, che introduce la possibilità di vedere i contenuti in 4K.

All'interno troviamo un disco da ben 2 TB, con cui registrare 350 ore di programmi in HD. La connettività è ampliata rispetto agli attuali modelli ed integra un'uscita HDMI (ma c'è anche un ingresso, la cui destinazione d'uso è ignota), due porte USB 2.0, una porta ethernet, Wi-Fi Dual Band AC (finalmente), uscita ottica e Bluetooth LE. Sky Q invece ripropone le stesse specifiche ma non ha integrato il supporto per l'UHD e il disco fisso scende a 1 TB. Entrambi permettono di registrare tanti programmi contemporaneamente: il modello Silver arriva fino a quattro canali registrabili mentre se ne guarda un quinto, mentre il modello senza 4K arriva a tre più un quarto in registrazione. Il segnale può essere ripartito fino cinque TV sparse per la casa, ma per quest'ultima operazione è necessario dotarsi di Sky Q Mini; la funzione primaria di questo dispositivo è quella di ricevere il segnale del decoder Sky Q, dando modo agli utenti di vedere e registrare i contenuti preferiti, il tutto senza bisogno dei cavi satellitari.
I decoder Sky Q Silver e Sky Q funzionano anche da Hotspot per internet, almeno nel Regno Unito, dove la piattaforma satellitare è anche un ISP, mentre in Italia difficilmente questa funzione potrà essere utilizzata, a meno che Sky non decida di entrare in competizione con gli operatori nostrani. Per sfruttare le potenzialità di rete serve però un accessorio dedicato, lo Sky Q Hub, che integra una porta per la ricezione del servizio ADSL e due ingressi di rete gigabit.
Le novità riguardano anche il telecomando, dotato ora un touchpad, in grado potenzialmente di migliorare l'esperienza d'uso dell'intera piattaforma. Tutto dipenderà dalla qualità dell'interfaccia e dall'ottimizzazione software, per cui sotto questi aspetti meglio attendere una prova del servizio.

Sky Q La nuova piattaforma Sky Q dovrebbe finalmente portare delle novità all'interno dei servizi offerti dal broadcaster satellitare. Prima di parlare di rivoluzione però bisogna guardare anche ai prezzi, che non sono ancora stati diffusi. Nel Regno Unito si parla di cifre che potrebbero raggiungere le 100£ mensili di abbonamento per il decoder Sky Q Silver e tutto l'ecosistema di servizi. Non sappiamo se questa cifra si riferisce a un pacchetto che comprende anche cinque Sky Q Mini, resta il fatto che la diffusione del servizio dipenderà molto anche dai costi, che se saranno troppo alti taglieranno fuori una larga fetta degli abbonati.