Sky Q è arrivato in Italia: primo contatto con il nuovo set top box di Sky

Abbiamo potuto dare un primo sguardo al nuovo set top box di Sky, un dispositivo che cambia radicalmente il servizio satellitare.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Finalmente, dopo una lunga attesa, anche gli utenti italiani possono mettere le mani su Sky Q. Non un semplice nuovo decoder, ma la base su cui poggerà il futuro tecnologico della piattaforma satellitare, un ecosistema di servizi interconnessi che permette di accedere a tutta una serie di nuove funzionalità, dal 4K all'HDR, passando per una nuova interfaccia fino allo streaming. Uno Sky 2.0 insomma, sempre legato al satellite ma i cui contenuti diventano più fluidi, fruibili su dispositivi e in modi diversi rispetto al passato. Abbiamo potuto vedere e provare in anteprima il nuovo set top box direttamente negli studi di Sky, per un servizio che segna un deciso taglio con il passato a livello di fruizione, ma che punta forte anche sui contenuti, altro pezzo da novanta dell'offerta di Sky Italia.

L'intervento dell'AD Andrea Zappia

È Andrea Zappia, AD di Sky Italia, ad aprire la conferenza di presentazione di Sky Q. Forte di 4700 dipendenti tutti in Italia e di un fatturato in crescita, Sky vuole mettere al centro dell'attenzione il cliente e di conseguenza il servizio. Per farlo, si è puntato sulla semplicità con Sky Q, unificando le interfacce di tutte le piattaforme, dal TV allo smartphone. Basta con la separazione tra satellite e trasmissioni via internet, basta con la complessità. Dalle parole di Andrea Zappia traspare una netta voglia di cambiamento, a cominciare dalla parola "decoder", da mandare nel dimenticatoio. Sky Q è un set top box, un dispositivo multiuso pensato per fare da hub per tutti i servizi offerti dall'azienda. Azienda che, attraverso le parole dell'AD, ha tenuto a precisare che il progetto è stato sviluppato attraverso la collaborazione di migliaia di persone, tutte regolarmente assunte in Italia, versando tasse e contributi nel rispetto delle leggi del nostro paese. La stoccata ai concorrenti internazionali è chiara, come è chiaro che l'approccio tenuto da Sky abbia permesso un impatto occupazionale nel nostro nettamente più importante rispetto a realtà più centrate sul web.

Sky Q: prezzi e offerta attuale e futura

Sky Q è prenotabile fin da subito, con le installazioni che partiranno dal 29 novembre, a un prezzo di 199€. Questa cifra è riferita all'installazione, perché non basta sostituire il vecchio decoder con uno nuovo ma bisogna intervenire direttamente sul proprio impianto satellitare, installando un LNB dcss sulla parabola, nel caso di impianti singoli, o un multiswitch, nel caso dei condomini, sempre compatibile con il sistema dcss. Perché questo? Perché altrimenti non sarebbe possibile registrare fino a quattro programmi contemporaneamente guardandone un quinto, visto che il sistema dcss consente di veicolare fino a 12 canali su un singolo cavo. Con il vecchio sistema sarebbe stato impossibile creare l'ecosistema Sky Q, semplicemente perché sarebbero serviti troppi cavi.
Oltre al costo dell'installazione, per usufruire dei nuovi servizi è necessario attivare il pacchetto Sky Q Plus, al prezzo di 4€ mensili per i clienti Sky da più di 6 anni con attivo il servizio HD, mentre chi è abbonato da meno di 6 anni pagherà 15€ mensili, stesso prezzo dell'attuale servizio Sky Multiscreen.
In questa prima fase è disponibile solo il decoder Sky Q Platinum. Questo permette la visione di contenuti in 4K e HDR, in arrivo a partire da marzo, presenta una interfaccia completamente rinnovata, permetterà in futuro di gestire i propri contenuti direttamente tramite comandi vocali, funzione disponibile solo da settembre 2018, e integra un disco fisso da 2 TB per registrare fino a 1000 minuti di contenuti in HD. Non mancano nemmeno le app, per ora limitate quasi esclusivamente a quelle di Sky, come Sky TG 24 o Sky Sport, ma anche Vevo, con contenuti interattivi e video a portata di telecomando, come anche la compatibilità con AirPlay, per inviare musica e immagini in streaming al decoder. Novità in arrivo per Sky Multiscreen, di fatto integrato nel nuovo set top box, a cui possono essere collegati fino a quattro Sky Q Mini, apparati più piccoli che replicano le funzioni dell'unità principale su diversi TV sparsi per la casa. Il costo di questi è di 69€ una tantum e permettono di utilizzare le stesse funzioni, con la stessa interfaccia, del set top box principale. Il loro funzionamento è legato alla connessione Wi-Fi a 5 Ghz, che permette al decoder principale di fare lo streaming dei contenuti alle unità satellite, che però possono visualizzare solo segnali video fino al 1080p, niente 4K e HDR in questo caso. Nei 199€ di installazione è compreso però anche uno Sky Q Mini, ennesima conferma di come questa unità sia stata pensata per sostituire in toto Sky Multiscreen. Proprio i clienti che utilizzano questo servizio saranno i primi ad aderire alla nuova offerta, mentre per chi invece guarda Sky su un solo TV farà meglio ad attendere questa primavera, quando arriverà Sky Q Black.

Sky Q

Sky Q Mini

Si tratta forse del set top box più atteso, che porterà le stesse novità viste nella variante Platinum ad esclusione del supporto agli Sky Q Mini. Niente Multiscreen quindi, ma questo significa anche che non sarà necessario modificare il proprio impianto, lasciando presupporre che il costo per accedere a questo apparato sarà decisamente più contenuto. Altra differenza è la presenza di un disco da 1 TB invece che da due, niente di troppo significativo comunque. 4K e HDR saranno disponibili anche per questo decoder; l'arrivo dei nuovi standard video, previsto per marzo, lascia intendere come proprio in questo mese dovremmo vedere lo sbarco di Sky Q Black in Italia. Nessuna informazione invece sulla presenza di un canone mensile di utilizzo per questo decoder, informazione che Sky diffonderà a ridosso della presentazione presumibilmente. Le due varianti di Sky Q includono anche il nuovo telecomando, con connessione Bluetooth, che permette di inviare il segnale senza puntare direttamente il decoder.

Uno Sky tutto nuovo

Durante la presentazione abbiamo potuto vedere come sarà l'esperienza d'uso pensata da Sky per il nuovo decoder. Purtroppo, all'appello mancano i contenuti in 4K e HDR, probabilmente l'elemento più interessante del nuovo set top box dal punto di vista tecnologico, per cui non possiamo darvi un parere sulla qualità raggiungibile. Possiamo però darvi un primo riscontro sulla nuova interfaccia, che da quella vecchia riprende praticamente solo la tonalità blu che la caratterizza, come evidenziato anche dal nostro video più in basso. Per il resto, non è rimasto nulla, ed è un bene, perché allo stato attuale la UI offerta dai decoder di Sky è quanto mai sorpassata. Non siamo di fronte a un approccio minimale quanto quello di Netflix, ma comunque più immediato e anche bello da vedere. Del resto, la quantità di contenuti presenti nell'offerta di Sky è decisamente superiore rispetto a quella dei concorrenti dello streaming, e soprattutto include anche eventi live. Ecco perché la UI si adatta in base a quello che si sta cercando. Ad esempio, entrando nella sezione dedicata allo sport, questa mette in evidenza più gli eventi live, vero cuore dell'offerta sportiva di Sky, mentre entrando nella sezione dedicata ai film l'approccio è diverso, più simile a quello visto su Netflix. L'interfaccia non si adatta solo in base alla sezione, ma anche all'orario in cui si utilizza il servizio. Nella sezione dedicata ai contenuti consigliati, la mattina vengono messi in evidenza contenuti come il telegiornale, mentre la sera serie TV e Film la fanno da padrone. Insomma, una UI mutevole in base a quello che si cerca.

A proposito della ricerca, questa è stata totalmente rivista. In attesa il prossimo anno dei comandi vocali, che daranno una bella spinta innovativa al servizio, è possibile oggi fare ricerche testuali di ogni tipo, usando come input il titolo di un film, oppure il nome di un attore.
Come si può ben capire, fare un confronto con l'attuale interfaccia è impossibile, quella nuova è anni luce avanti, una sorta di Sky 2.0 insomma, più basato sulle immagini che sul testo. Le registrazioni non vengono più identificate semplicemente con il titolo del contenuto, ma anche da un'immagine. Immagini che compaiono ora anche nella schermata informativa dei singoli canali, quella raggiungibile con il tasto "i" del telecomando. Siamo davvero di fronte a una rivoluzione per il servizio, anche sul fronte fluidità. Già in questa prima release si può notare una reattività nettamente migliore rispetto a quella offerta dagli attuali decoder, una manna dal cielo per tutti gli abbonati costretti ancora oggi a utilizzare apparati con troppi anni sulle spalle, con lag e rallentamenti annessi.

Interessanti anche le nuove app Sky Q per smartphone e tablet, anche queste con la stessa interfaccia e la possibilità di vedere ovunque tutto quanto registrato sul set top box principale. Insomma, Sky Q Platinum ora e Black poi danno un taglio netto con il passato, un passo obbligato per Sky per aggiornare la propria offerta ma anche un passo obbligato per gli abbonati, che possono fruire dell'incredibile mole di contenuti della piattaforma attraverso un hardware finalmente al passo coi tempi.