Sky Q: con Netflix, DAZN e Mediaset Play la trasformazione è completa

Sky Q si è trasformato da semplice decoder per il 4K e l'HDR in un aggregatore di contenuti, un progetto difficile da portare a termine ma ora completo.

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Sky Q si è trasformato da semplice decoder ad aggregatore di contenuti. Il progetto di Sky era chiaro già durante la sua presentazione, ma le difficoltà nel portare sulla propria piattaforma realtà molto distanti come Netflix e Mediaset Play era enorme e in molti scommettevano sul fallimento della strategia portata avanti dalla Pay TV. Oggi però, a quasi due anni dall'arrivo del decoder, Sky è riuscita a costruire non solo le fondamenta di quel progetto, ma l'intera casa, grazie all'arrivo di DAZN prima e ora di Netflix.
Sky Q si posiziona quindi al centro dell'intrattenimento domestico, accorpando una serie di servizi che lo trasformano in un vero e proprio hub per il cinema, le serie TV e lo sport.

Strategia vincente

Quando è stato annunciato il progetto Sky Q per l'Italia l'interesse era rivolto soprattutto alle sue innovazioni tecniche. Addio alla ormai vetusta interfaccia dei vecchi decoder e spazio al futuro, con menù ridisegnati e una navigazione nettamente più piacevole dei contenuti. Nuova era anche la gestione del Multivision, slegata dalla presenza dell'antenna satellitare, come nuovi erano gli standard 4K e HDR, su cui si è basata molta dell'offerta iniziale di Sky Q.
Oggi però, grazie ai numerosi partner che hanno stretto accordi con Sky, possiamo affermare che il vero valore aggiunto di questo decoder sono i servizi, il perno di un'offerta sempre più completa e vantaggiosa per gli utenti. Negli ultimi due anni Sky ha stretto accordi con partner importanti, da YouTube a Spotify, passando per i recenti DAZN e Netflix, dimostrando come la competizione serrata verso i concorrenti non sempre porta vantaggi, meglio collaborare e accorpare quanti più servizi possibile, diversificando sempre di più un'offerta che a oggi è la più completa del panorama italiano.

Certo l'assenza di concorrenza ha dato una mano a Sky, che ha potuto così creare delle partnership con realtà molto distanti dalla propria senza il timore di aste al rialzo o di perdere qualche servizio per strada.
Meglio collaborare con il futuro, in questo caso il mondo dello streaming, piuttosto che restare ancorati al presente e al passato, portando così dei servizi nuovi a una clientela che potrà ora guardare una mole enorme di contenuti senza passare da applicazioni per smart tv, Chromecast o altro.

L'obbiettivo di Sky è mantenere il più possibile gli abbonati sulla sua piattaforma e non c'è modo migliore per farlo se non accorpando tutti i servizi più popolari in unico decoder, che permette così di vedere una puntata di Stranger Things, una partita su DAZN (senza intoppi dovuti allo streaming) e poi un film di Sky Cinema, per una continuità di utilizzo che porterà gli utenti ad utilizzare sempre di più Sky Q. La trasformazione da decoder a piattaforma di intrattenimento è quindi completa, ora non resta altro che capire quali nuovi servizi riserverà in futuro Sky Q.