Smart City: come saranno le città del futuro?

Smart City è il nuovo concetto di spazio urbano tecnologico e a misura d'uomo. Analizziamo insieme il futuro delle città.

Smart City: come saranno le città del futuro?
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L'avvento di nuove tecnologie come il 5G e lo sviluppo di IA basate su algoritmi sempre più complessi aprono la strada ad una serie di servizi che fino a poco tempo fa consideravamo fantascienza. La tecnologia è diventata parte integrante delle nostre vite, dal lavoro all'intrattenimento passando per la salute fino ad arrivare alle pratiche burocratiche.
Dispositivi, applicazioni e sensori interagiscono con le nostre esistenze e rendono più semplici le nostre giornate. I luoghi che viviamo diventano sempre più "intelligenti" e sono sempre più integrati nel contesto cittadino, tanto da diventare "cluster" di unica grande mente digitale che prende il nome di Smart City.

La città al servizio del cittadino

Smart City, nella sua concettualizzazione più pura, è la citta intelligente che riesce a gestire le proprie risorse in maniera autonoma e automatica, con un modello economico sostenibile, green ed energeticamente autosufficiente, sempre attenta alle esigenze dei propri cittadini e alla loro qualità della vita. Un ecosistema cittadino al passo con la rivoluzione tecnologica, che integra innovazione e la rende liberamente fruibile a tutti: un luogo in cui i mezzi di trasporto si muovono in autonomia, il bike sharing e il car sharing sono la normalità, la mobilità elettrica è di uso comune e il traffico è un concetto del passato. Gli oggetti si scambiano informazioni attraverso la rete e i lampioni raccolgono dati e simulano condizioni di luce ottimale mentre la produzione industriale è compatibile con la natura e attenta alla salute dei cittadini.
L'amministrazione di una Smart City può contare sull'utilizzo di una grande quantità di dati per interventi mirati ed in tempo reale, tali da rendere la gestione della cosa pubblica più efficiente e sostenibile. Insomma, una città a misura di cittadino che usa la tecnologia per facilitare la vita dei suoi abitanti nel rispetto dell'ambiente e delle finanze pubbliche.

Le caratteristiche della città intelligente

Quali sono le caratteristiche essenziali che determinano le funzionalità di una Smart City? In primis la capacità di connessione e la fruibilità della rete: in questo senso il 5G è strettamente legato allo sviluppo della città intelligente. Le connessioni ultraveloci e a bassissima latenza aprono la strada a nuovi tipi di servizi, modelli di business innovativi e massimizzano l'esperienza degli utenti (che sono anche cittadini). Di pari passo lo sviluppo di tecnologie legate all'Internet Of Things (IoT) che ad oggi ha generato un mercato che vale circa 4 miliardi di euro. Oggetti intelligenti ed interconnessi capaci di condividere dati e di fornire soluzioni su misura: edifici ed infrastrutture intelligenti, a basso impatto ambientale, possono ridurre il consumo dell'acqua dal 40% al 70%, tagliando le emissioni di CO2 del 70%, con una riduzione nella produzione dei rifiuti fino al 90%. Tutto a fronte di un investimento recuperabile nel giro di pochi anni.

Da qui parte la gestione di una città nuova che sviluppa concetti ed infrastrutture: parcheggi intelligenti posizionati nelle zone esterne della città che fungono da veri e propri hub per la mobilità sostenibile. Car sharing, bike sharing, guida automatica e gestione intelligente del traffico sono altre caratteristiche tipiche: l'utilizzo della mobilità pubblica ed elettrica riduce le soglie di inquinamento, il traffico e di conseguenza lo stress degli abitanti. Infine, la città intelligente non può prescindere dai suoi cittadini ed è in questo caso che si parla di smart citizenship.

Il cittadino smart

La città è innanzitutto composta dai suoi abitanti, ognuno dei quali con delle problematiche e delle esigenze specifiche. Per promuovere il concetto di smart citizenship occorre fornire ai cittadini una serie di servizi. L'accesso ai dati diventa uno strumento indispensabile per la fruibilità della città stessa: così 5G, wifi, identità digitale, nuove piattaforme di integrazione delle informazioni. I dati prodotti dai sensori sparsi per i quartieri (i Big Data) devono essere resi pubblici e disponibili attraverso la creazione di infrastrutture digitali che permettano di vivere la città in tempo reale e che rendano il cittadino consapevole.

Gli strumenti di accesso alle informazioni devono essere diffusi e di facile fruizione così che ogni persona possa correlare il loro utilizzo alle proprie abitudini. Il sistema scolastico locale diventa centrale nello sviluppo della cittadinanza intelligente: il coinvolgimento degli abitanti infatti è direttamente proporzionale all'aumento della qualità della vita.

Esempi pratici

Le Smart City sono una realtà in costante evoluzione in tutto il mondo. La municipalità di Albertslund, in Danimarca, sta testando soluzioni per la gestione dei rifiuti: grazie a dei sensori installati nelle case, nelle strutture pubbliche, nelle industrie e negli uffici e direttamente nei cestini, nei cassonetti e nei container si raccolgono dati sulle abitudini dei cittadini al fine di ottimizzare lo smaltimento e di creare un rapporto migliore tra cittadini e operatori del settore, per sviluppare nuovi servizi economicamente convenienti ed ecosostenibili.

Barcellona è riuscita a ridurre il traffico ed il relativo inquinamento grazie all'adozione di parcheggi intelligenti, utilizzando sensori e display nelle aree di free parking insieme ad app che consentono la ricezione di informazioni in tempo reale e la gestione dei pagamenti online. Vienna ha sviluppato, insieme all'Università della Tecnologia di Graz, un sistema di semafori intelligenti che riconosce le azioni dei pedoni e ne prevede le mosse trasmettendole in tempo reale ai guidatori insieme alle informazioni sulla viabilità e sulla velocità da tenere.

Anche in Italia la situazione è in divenire: secondo lo Smart City Index 2018, il rapporto EY che analizza i 117 capoluoghi italiani, Milano è la città più smart, seguita da Torino e Bologna. Milano spicca grazie alle infrastrutture del trasporto pubblico e alle sue piattaforme digitali. Torino invece primeggia nella diffusione della banda larga e dei servizi di e-government insieme allo sviluppo di luoghi per l'innovazione. Bologna viene premiata per la visione strutturale.
Uno degli esempi più recenti di tecnologia smart per la città è stato applicato a Livorno con il progetto SIPIS: tutto il sistema di illuminazione pubblico è stato sostituito con lampade led a cui sono stati integrati sistemi di telecontrollo e telegestione che possono raccogliere dati in maniera capillare, analizzare i flussi del traffico e le emissioni di CO2 e permettere interventi specifici in base alle esigenze nelle varie zone della città.

Tutta questa intelligenza può trasformarsi in stupidità?

Le Smart City sembrano essere il presente ed il futuro per lo sviluppo dell'ecosistema cittadino ma ci sono anche aspetti critici da analizzare. Il rischio infatti è che le città possano diventare "stupide" se i modelli saranno esclusivamente proposti dagli esperti di tecnologia piuttosto che dagli urbanisti. Molti esperti, tra cui Rem Koolhaas, sostengono infatti che gli ambienti creati dalle società tecnologiche non siano veramente inclusivi e coinvolgenti come invece dovrebbero essere quelli della città ideale: la prova sta nel fatto che nelle metropoli in cui le società IT sono molto sviluppate, come ad esempio San Francisco, la disparità tra popolazione ricca e popolazione povera è drasticamente aumentata proprio a causa delle difficoltà di accesso alle nuove tecnologie da parte delle fasce di popolazione più deboli.

Insomma, occorrerà sviluppare un modello urbano compatibile con le diverse situazioni sociali che compongono il tessuto cittadino, bilanciando conoscenze tecnologiche e architettoniche e creando un nuovo concetto di città che non sia appannaggio dei meri interessi economici ma che metta al centro la vita del cittadino. Idealmente una Smart City è proprio questo.

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