Smartphone: l'aumento dei prezzi continua, breve analisi del mercato attuale

L'uscita di iPhone X segnerà un ulteriore passo verso il rincaro dei prezzi degli smartphone di ultima generazione. Quando si fermerà quest'aumento?

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La presentazione del nuovo iPhone X ha segnato un momento molto importante nella storia della tecnologia e degli smartphone. Non parliamo dello schermo senza cornici o dell'interessante Face ID, ma di una soglia che mai prima d'ora era stata sorpassata dalla versione base di uno smartphone: quella dei 1000 euro. Apple ci aveva sempre abituato a smartphone piuttosto costosi e, nel tempo, anche le altre aziende si erano allineate a politiche di prezzo del tutto simili. La decisione presa con l'ultimo nato tra i telefoni della mela è destinata a cambiare ulteriormente il mercato e a far discutere. Il prezzo di partenza di iPhone X sarà qui in Italia di 1189 euro, quello del modello più evoluto arriverà a 1359. Cifre per molti folli, per altri naturale evoluzione di un mercato che sta alzando sempre più l'asticella. Questo aumento è destinato a non fermarsi?

Una politica "al rialzo"

Apple è sempre stata abituata a gestire in piena autonomia le regole del suo mercato di prodotti, proponendo prezzi sempre piuttosto alti rispetto alla media dei suoi più diretti competitor. Lo ha fatto e continua a farlo nel mercato dei computer, in quello dei tablet e in quello degli smartphone. Nel tempo i rivali si sono adeguati a questa politica, seppur piegandosi a regole di mercato diverse e ad abbassamenti di prezzo molto più marcati nel breve e nel lungo periodo. La strategia di Apple in questo 2017 ci ha detto una cosa ben precisa: a Cupertino non sono disposti ad abbassare i prezzi, ma vogliono continuare a puntare sul massimo della tecnologia e sull'aspetto "elitario" dei prodotti. Nonostante lo sia già da tempo, Apple non vuole far percepire il suo iPhone come un prodotto di massa. Per farlo ha ulteriormente diversificato la sua offerta, abbassando i prezzi di alcuni suoi prodotti ma aumentando ulteriormente i guadagni. L'uscita di iPhone 8 ci ha detto una cosa molto precisa: il modello di punta, che prima partiva da una soglia di prezzo pari a circa 800 euro, sarà ora considerato quello di fascia medio alta; se si vorrà avere il top di gamma bisognerà superare per forza di cose la "soglia critica" dei 1000 euro. Che questo abbia portato ad un naturale - e importante - ribasso dei modelli precedenti è solo diretta conseguenza di questa scelta ben precisa.

Un mercato in fermento

La strategia di Cupertino è quella di mettere al centro della scena l'iPhone X e di far percepire all'utenza che è quello il vero top di gamma del 2017 e che il suo è il prezzo più giusto da pagare per la tecnologia che offre. In quanto a strategie di marketing l'azienda è sempre stata brava e attenta a far passare per buone le sue idee ed è probabile che anche a questo giro l'utente sia attratto e disposto a spendere di più per avere di più. Rincaro a parte è palese la voglia dell'azienda di avvicinarsi ai rivali e di proporre al pubblico un'offerta di modelli quanto più ampia e varia possibile, offrendo a tutte le tasche la possibilità di potersi permettere un iPhone. In un mercato competitivo come quello di oggi era importante offrire a tutti un numero di possibilità più alte rispetto al passato. Il mercato darà ad Apple e a tutti noi le risposte che cerchiamo e mostrerà se le scelte si saranno rivelate azzeccate o un buco nell'acqua. Il consumatore è stato nel tempo abituato a spendere tanto per uno smartphone ma vedremo se il superamento della già citata "soglia critica" dei 1000 euro sarà un deterrente per le vendite o un ostacolo di poco conto. I prossimi mesi saranno fondamentali per decidere il futuro del mercato e delle scelte di tante altre aziende.

Prezzi alti: un passato non troppo lontano

Anno dopo anno i prezzi dei modelli di punta sono cresciuti di pari passo con la tecnologia che li accompagna. Va comunque considerato che anche in passato erano più che presenti prodotti di telefonia mobile di fascia alta che superavano abbondantemente i 700 euro di spesa. Quindici anni fa il Sony Ericsson P800, primo vero smartphone con display full touch, veniva venduto a 899 euro. A dominare a quei tempi era però una percezione molto diversa del mercato, dove il pubblico si accontentavo o desiderava di più prodotti di fascia media e dal prezzo contenuto. La crescita tecnologica ha portato ad un conseguente aumento dei prezzi, ma anche ad una crescita stessa delle funzioni e della forza di questi prodotti. Con i 500 euro che si spendevano allora per dei buoni prodotti, oggi possiamo avere smartphone di altissimo livello e tecnologicamente molto più avanzati e performanti. Quelli che abbiamo oggi tra le mani sono prodotti di alto livello, computer in miniatura capaci di fare tutto ad altissima velocità e di regalarci cose che fino a poco tempo fa potevamo solo sognare. La competitività del mercato ha alzato le aspettative e i prezzi, ha creato una percezione diversa e "convinto" gli utenti che spesso e volentieri questi prodotti, per quello che offrono, meritano cifre importanti di spesa. Oggi sappiamo ben distinguere le differenze tra un prodotto medio e uno di alto livello, sappiamo bene perché alcuni prodotti costano 300 euro e perché altri arrivano quasi fino ai 1000. Sappiamo cosa batte nel processore di queste macchine e quali sono le funzioni che ci garantisce.

Rialzi ingiustificati?

Nonostante tutto non è comunque del tutto comprensibile questa continua corsa al rincaro e questa voglia di alzare sempre di più i prezzi alla luce di funzioni che, da qualche anno a questa parte, rimangono quasi sempre le stesse. I miglioramenti hardware possono davvero giustificare del tutto i rincari? L'arrivo del Face ID basta da solo a rendere congrua una spesa di più di 1000 euro? Produttori come Xiaomi, One Plus, Lenovo o, seppur in maniera ultimamente minore, Google e Huawei, hanno dimostrato che una nuova via è possibile, che una strada con tecnologie di alto livello ma a prezzi più contenuti è sostenibile e di successo. Fino ad ora i grandi marchi non sono stati influenzati da queste nuove politiche, ma solo quando questi prodotti inizieranno a conquistare il mercato globale potremmo capire se la loro strategia spingerà il mercato dei prezzi anche in altre direzioni. La speranza è che, alla luce di top di gamma venduti a cifre importanti, il costo medio per l'utente finale si possa abbassare in maniera corposa. Avere un buon prodotto ad un prezzo ragionevole dovrebbe sempre essere un obiettivo del mercato e delle grandi aziende. Molte volte però la rincorsa tecnologica, la voglia di stupire e la ricerca del guadagno mettono in secondo piano le esigenze dell'utente medio e la sua voglia di avere quello che desidera senza spendere tanto. Vero che la tecnologia dietro questi prodotti è alta e imponente, ma è altrettanto palese quanto questa non offra da tanto tempo migliorie che giustifichino il continuo e inesorabile aumento dei prezzi. Una maggiore attenzione alle esigenze del consumatore sarebbe gradita, fermandosi un attimo a riflettere sui suoi desideri e le sue volontà. La corsa tecnologica permette poche soste, ma per il pubblico bisognerebbe sempre provare a fare uno sforzo.