Smartphone low cost: quanto può durare un telefono economico?

L'invasione degli smartphone low cost ha portato con sé anche delle ottime novità in termini di durata dei dispositivi.

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Se, da un lato, il costo degli smartphone top di gamma aumenta, come nel caso di iPhone XS Max, quello dei dispositivi low cost continua a diminuire. Un caso esemplificativo è costituito da Xiaomi Mi A2 Lite, un telefono che viene venduto a un prezzo al di sotto dei 200 euro ed è in grado di effettuare, in modo fluido e scattante, tutte le operazioni quotidiane di cui la maggior parte delle persone hanno bisogno. Dalle foto ai social network passando per le e-mail, gli smartphone low cost possono tranquillamente adempiere a tutte le funzionalità base richieste dal mercato odierno. Ma quali sono i "tempi vitali" di un telefono di questo tipo?

La soluzione arriva da Google

La risposta arriva dagli aggiornamenti. Sebbene non sia possibile stimare con certezza il tempo di vita di uno smartphone, il supporto del produttore lato software è sicuramente un interessante dato oggettivo da analizzare. Dal presupposto dello "smartphone rivolto al futuro" nasce Android One di Google, un programma che garantisce, ai dispositivi aderenti, due anni di aggiornamenti alle nuove versioni del robottino verde e tre anni di mantenimento delle patch di sicurezza. Questo significa che l'utente può stare sereno per 36 mesi, perlomeno a livello software.
Alcuni esempi di questa nuova visione di smartphone low cost sono Nokia 2.2 e Motorola One Vision. Il primo telefono dispone di un costo pari a 109 euro, mentre il secondo viene venduto a 299 euro. Entrambi verranno aggiornati ad Android Q, la prossima versione del sistema operativo mobile di Google, attualmente in fase Beta, e riusciranno probabilmente a far girare anche Android R. Questi smartphone sono però di fresca pubblicazione e hanno ancora tutto da dimostrare.

Il telefono Xiaomi Mi A1, al contrario, ha già fatto vedere tutte le potenzialità di Android One. Approdato sul mercato negli ultimi mesi del 2017, a un prezzo di lancio di 250 euro, lo smartphone della società cinese è stato uno dei primi dispositivi ad aderire al programma di Google. Al giorno d'oggi, Mi A1 ha ricevuto, anche in Italia, l'aggiornamento alla versione 9.0 Pie di Android e alle patch di sicurezza di giugno 2019. Inoltre non dovrebbe venire a mancare il prossimo aggiornamento ad Android Q. Il telefono dell'azienda cinese disponeva inizialmente della versione 7.1.2 Nougat di Android e delle patch di sicurezza di agosto 2017.

Prendendo in esame esclusivamente gli aggiornamenti, gli smartphone Android One non hanno quindi nulla da invidiare agli iPhone, considerando che le stime di Apple descrivono un ciclo di vita pari a tre anni, dopo i quali, solitamente, l'utente medio vende, regala, commuta o semplicemente abbandona il proprio smartphone.

Come si riconoscono gli smartphone aderenti al programma Android One? Ebbene, i telefoni di questo tipo presentano il logo del programma di Google nella parte inferiore della scocca posteriore e nella confezione di vendita. In un negozio di elettronica basta dunque girare lo smartphone e cercare la scritta "Android One". Nel caso invece di acquisto online, basta leggere la descrizione del prodotto o guardare con attenzione le immagini che accompagnano l'offerta.

Per quanto riguarda i modelli non aderenti al programma Android One, non c'è alcuna garanzia in termini di aggiornamenti e il supporto è a completa discrezione del produttore. Le aziende cercano di mantenere il software all'ultima versione ma la sicurezza in termini di longevità del dispositivo è sicuramente minore. Al momento dell'acquisto è quindi importante tenere bene a mente questa differenza, se si vuole puntare su un prodotto che costi poco ma che sia anche duraturo.