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Una semplice introduzione alle GUI per linux più utilizzate

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Linux e le interfacce grafiche

Come molti di voi lettori sapranno in Linux non troviamo un solo ambiente grafico ed uno window manager (da adesso “wm”). Il server grafico (x.org è il più diffuso da almeno un anno a questa parte) si interfaccia con il wm che non è altro che il gestore delle finestre. Esistono inoltre gli ambienti (in inglese environment) che sono un interfaccia molto più completa del wm, corredata da applicazioni appositamente sviluppate per il determinato ambiente. Gli ambienti disponibili per Linux sono principalmente 3 (gli altri sono quasi sconosciuti o comunque usati da un numero bassissimo di utenti): Gnome, Kde, Xfce. I wm invece sono numerosissimi: risulta difficile, se non impossibile, citarli tutti, pertanto nella stesura di questo articolo citeremo solamente i più usati: Fvwm, Fluxbox, Window Maker, Enlightenment e metacity (window manager dell'ambiente Gnome).
Prima di passare a descrivere i window manager e gli ambienti nel dettaglio, occorre sottolineare che la maggioranza delle distribuzioni Linux installano di default Kde o Gnome, perciò la scelta di un wm differente è spesso destinata all'utente.

Gli ambienti desktop e K Desktop Environment (KDE)

Gli ambienti si basano principalmente su due librerie grafiche: Gtk e Qt che sono alla base, rispettivamente, dei desktop Gnome e Kde, i più usati in assoluto. Fra gli utenti Linux esiste da sempre un eterno dibattito su quale sia il migliore dei due. Per entrambi esistono una numero spropositato di applicazioni disponibili pensate per rendere facile e completa la gestione del desktop.
Kde (al momento della stesura di questo articolo fermo alla versione 3.4.3, mentre è in fase di testing la versione 3.5), il più pesante fra i due è quello che più ricorda l'interfaccia di Windows. Al suo primo avvio si presenta più o meno così:



Kde è probabilmente il desktop di più facile utilizzo. Ha un menù “start” simile a quello del sistema operativo Microsoft e una gestione delle finestre estremamente completa.
La suite Kde contiene programmi di ogni genere, dal browser web al player audio e chi più ne ha più ne metta. Il programma che si distingue da tutti è Konqueror, che svolge funzioni di file manager, browser e “universal document viewer” (è in grado cioè di leggere file di ogni tipo, niente di più vero).
Konqueror oltre ad essere molto veloce nella visualizzazione dei file (è un po' meno veloce come web browser e comunque non all'altezza di Firefox o Opera) ha una integrazione eccezionale con gli altri programmi della suite di Kde (con un click si possono mandare file via messenger selezionandoli direttamente dal browser o aggiungere brani alla playlist del player audio con una semplicità e immediatezza che non ha eguali).
Caratteristica comune a Gnome ed estremamente comoda è il Drag 'n Drop, che consente di trascinare porzioni di testo da un programma al desktop per salvarle in un file automaticamente creato.
Kde vanta tutte quelle caratteristiche che lo rendono un desktop environment eccezionale: Applet per il pannello, una taskbar molto funzionale e tutto ciò che un utente anche molto esigente potrebbe volere.


Gnome desktop environment e Xfce

Passiamo ora a Gnome. Arrivato alla versione 2.12 (la 2.14 è ancora in sviluppo), ha fatto passi da gigante rispetto al passato. É leggermente meno semplice da utilizzare rispetto a Kde visto l'aspetto grafico differente e i menù leggermente meno chiari (per modificare alcuni dettagli è necessario usare Gconf, il cui utilizzo è senza dubbio meno immediato del Control Center di Kde).
All'avvio si presenta con due barre, una superiore, una inferiore, personalizzabili con diverse Applet (presenti anche in Kde, ma realizzate in maniera decisamente peggiore) che rendono facilmente accessibili numerose informazioni come, per esempio, l'utilizzo della cpu.
Gnome è più leggero e snello di Kde, ha anch'esso numerosi programmi sviluppati appositamente (tra cui Evolution, famosissimo client di posta).
Il window manager di gnome (che è configurabile a piacere, si può scegliere infatti il wm secondo i propri gusti, operazione che comunque sconsigliamo) è Metacity, wm nettamente migliorato rispetto al passato (e che verrà sostituito da Luminocity in futuro), ora abbastanza veloce e stabile.
La grafica delle Gtk (utilizzate da Gnome) è più pulita e accattivante di quella delle Qt utilizzate da Kde, in particolar modo con Gnome 2.12 che con l'utilizzo delle API Cairo può vantare una grafica molto più definita e quasi priva di Aliasing a schermo.
Dove Gnome perde punti è sul file manager: Nautilus (il file manager di Gnome) è davvero troppo lento nell'aprire cartelle con un elevato contenuto di file; di recente inoltre il team di gnome ha optato per un utilizzo spaziale del browser che è decisamente poco gradevole (e che per fortuna si può cambiare).



Xfce, il terzo e ultimo degli ambienti che tratteremo in questo articolo è il più leggero e veloce dei 3 e comune a Gnome per l'utilizzo delle librerie Gtk.
Ha un minor numero di applicazioni “native” ed è sicuramente meno accessibile e meno utilizzato degli altri due “rivali”. Offre poco all'utente e si rivela essere la via di mezzo tra i desktop environment completissimi e che offrono di tutto e i wm più semplici.


I window manager: Fvwm, Fluxbox, Window Maker, Enligghtenment

Come abbiamo già accennato nell'introduzione di questo articolo, esistono un numero incredibile di window manager, alcuni più minimali (ovvero con meno dettagli a schermo e strumenti forniti all'utente), altri meno.
Fvwm, il primo dei wm che tratteremo è estremamente leggero e di difficile configurazione. Non ha menù di configurazione grafica e quel che rimane all'utente finale da settare non sono solo alcuni dettagli, come accade per Fluxbox o Window Maker. L'aspetto globale dipende totalmente dall'abilità ed esperienza dell'utente di saper configurare il file .fvwm2rc che contiene tutte le informazioni necessarie al funzionamento del wm: pensate che un .fvwm2rc ben commentato e con implementazioni interessanti nei menù può arrivare a 800 linee di testo!
Purtroppo, come già evidenziato precedentemente, la configurazione di questo wm è decisamente ostica, ma offre grande soddisfazioni: configurato opportunamente fvwm è leggerissimo, si avvia all'istante e si avvicina sempre alle necessità dell'utente (proprio per il fatto che è l'utente stesso a doverlo configurare).



Fluxbox, un altro dei wm minimali, è uno dei più utilizzati dagli appassionati linux: offre un desktop molto leggero, una barra per la gestione delle finestre aperte e un menù di facile gestione: si rivela essere spesso la scelta più azzeccata per chi ha un computer vecchio o comunque molto poco potente e sul quale si desidera lavorare senza rallentamenti o problemi.
Non è di difficile configurazione come Fvwm, ma per personalizzarlo è sempre necessario modificare dei file di testo (in questo caso però ci sono solo dettagli da regolare, non dobbiamo “costruire” noi il nostro window manager).





Window Maker è già un po' meno minimale rispetto agli altri precedentemente citati, anche se è anch'esso considerabile leggero. A livello di gestione è simile a Fluxbox (per personalizzarlo è necessario modificare file di testo). Non ha una barra come Fluxbox, ma ogni applicazione ha la sua icona che si va a disporre direttamente sul desktop.





Enlightenment (ci riferiamo alla versione attualmente in sviluppo, e17, netto passo avanti rispetto al passato), l'ultimo dei wm che tratteremo in questo paragrafo è tutto tranne che minimale. Figlio della filosofia del desktop bello e tirato a lucido, è decisamente pesante per il sistema, ma ha una grafica davvero invidiabile. Animazioni di ogni tipo e ovunque, applett ottime a schermo, ombre configurabili e sfondi animati. È impossibile ovviamente rendere l'idea di cosa sia dal vivo questo wm, speriamo tuttavia di farvi ammirare un po' della sua qualità grafica attraverso qualche screenshot.

Personalizzare il desktop

Tutti i wm di cui abbiamo parlato sono configurabili a piacere. Tra gli appassionati di Linux si sono venute a creare diverse comunità che si occupano di sviluppare programmi utili a rendere più funzionale e soprattutto gradevole da vedere il proprio desktop.
Esistono quindi programmi semplicissimi come Torsmo (che visualizza a schermo informazioni di testo sulla cpu, l'ora e informazioni simili), Gkrellm (ha la stessa funzione di Torsmo, ma consiste in una barra laterale con tutte le informazioni del caso), Superkaramba (programma per la gestione di applet grafiche a schermo), Gdesklets (praticamente uguale a Superkaramba) e altri ancora.
Per dare l'opportunità a tutti di vedere fino a dove si spinge la capacità di personalizzazione del desktop in Linux, correte a guardare l'apposita Galleria Immagini.

Il futuro dei wm: Project Lookinglass

È doveroso, in conclusione, spendere qualche riga per Project Lookinglass o più brevemente Lg3d. Programmato da Sun e basato su Java3d, Lg3d (è ancora in sviluppo, la versione attuale è la 0.7.1) si propone di rivoluzionare i desktop di tutto il mondo con una gestione delle finestre in tre dimensioni, che consentono di sistemarle in maniera estremamente ordinata sul desktop. Con un click del tasto destro è possibile disporre le finestre aperte sull'asse z (in profondità) e liberare spazio sullo schermo, per consentire una visione globale del desktop. Il Lg3d si fa un uso delle ombre, delle trasparenze e degli effetti di luce particolarmente accentuato, e ciò comporta un utilizzo delle risorse di sistema elevato.
Sono in sviluppo numerose applicazioni 3d native, alcune della quali offrono già spunti più che interessanti per applicazioni future. Senza dilungarci troppo a descrivere le caratteristiche di Project Lookinglass, vi lasciamo ad alcuni screenshot davvero mozzafiato: