Spotify e abbonamenti: il presente e il futuro dei podcast

Con nuove formule d'abbonamento dedicate ai podcast, Spotify sancisce ancora di più il successo di un fenomeno in costante crescita.

Spotify e abbonamenti: il presente e il futuro dei podcast
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Continua il momento d'oro dei podcast e allo stesso modo la corsa di Spotify nel settore. Un business sempre più redditizio con un numero sempre crescente di autori e ascoltatori. Da qui la scelta di inserire un nuovo sistema di podcast a pagamento su Spotify. Si tratta di piccoli abbonamenti, a prezzo variabile, che permetteranno agli ascoltatori di avere contenuti esclusivi rispetto a quelli gratuiti e agli autori di ottenere entrate extra e di essere pagati dai fan per il loro lavoro. Un canale esclusivo, senza pubblicità, rivolto a podcast o autori di successo e a community ben sviluppate. Abbonamenti che mettono il podcast sempre più al centro del mondo dell'ascolto in streaming.

La formula di Spotify

L'abbonamento per i podcast aveva fatto il suo debutto negli Stati Uniti lo scorso aprile ed è ora disponibile anche in Italia e in molti altri Paesi. Si vogliono incentivare i creator per dare vita a contenuti esclusivi e maggiormente monetizzati, prodotti di qualità e completi, con ampi margini di manovra. Episodi bonus, uscite in anticipo, tutto senza pubblicità e con la possibilità di veicolare su Spotify anche gli abbonati di altre piattaforme.

Una possibilità per ora piuttosto conveniente per gli autori: fino al 2023, infatti, i creator potranno avere per loro tutto il prezzo della sottoscrizione. Solo dal 2023 Spotify tratterrà una commissione del 5%. Per quanto riguarda il costo della sottoscrizione, non sarà la piattaforma a fare delle scelte ma saranno gli stessi autori a valutare quanto sono disposti a far spendere ai loro ascoltatori. Questo gli permetterà non solo di avere totale libertà di scelta ma gli darà accesso a maggiori informazioni sui gusti e sulle preferenze dei fan.

I prezzi

Negli Stati Uniti, per ora il banco di prova più lungo per il servizio, le opzioni di abbonamento sono numerose e piuttosto variegate: i costi mensili partono da 0,99 dollari, hanno una media di 4,99 e arrivano anche a 9,99. Esistono però opzioni di abbonamento anche intermedie, a 1,99 dollari, 2,99 dollari, 5,99 dollari e così via. Massima flessibilità e maggiore convenienza rispetto alla concorrenza: al di là del periodo in cui saranno assenti, anche dal 2023 le commissioni di Spotify saranno più basse rispetto a quelle di Apple, per esempio, che prende il 30% dalle entrate nel primo anno di abbonamenti e il 15% dal secondo in poi.

Considerando la maggiore diffusione di Spotify è chiaro quanto la sua offerta abbia tutto il potenziale per poter diventare rapidamente quella più vantaggiosa per tutti gli autori. Una nuova forma di investimento per un settore in fortissima espansione e per piattaforme che stanno diventando sempre più podcast-dipendenti. Da servizio accessorio a colonna portante il passo è breve: merito di serie di successo, autori bravi e argomenti interessanti, capaci di fidelizzare gli utenti molto più del semplice ascolto musicale.

Al centro del mondo dello streaming

Il settore dei podcast è promettente e sempre più al centro di business e grandi strategie. Gli autori hanno trovato una forma libera e relativamente facile per creare contenuti e diffonderli. Una formula che funziona, si adatta perfettamente ai tempi che viviamo e alle abitudini che abbiamo sviluppato come ascoltatori negli ultimi anni. Il podcast può essere un contenuto breve, riproducibile su ogni dispositivo, che può essere ascoltato ovunque e in qualsiasi momento, anche quando si ha poco tempo a disposizione.

Un settore di sicura espansione, con numeri però poco chiari da decifrare. Basta fare un giro tra le varie piattaforme per fiutare questa crescita esponenziale. I nuovi contenuti e i nuovi autori si moltiplicano anche grazie all'arrivo di funzionalità come i sondaggi interattivi su Spotify. Le piattaforme, poi, iniziano a pagare gli autori in primo piano per creare i propri podcast originali e si stanno moltiplicando i servizi che permettono ai creator di dare vita e pubblicare con facilità i propri programmi.

I numeri

Secondo un recente rapporto di Nielsen, nel 2020 sono stati 14,5 milioni gli italiani che hanno ascoltato almeno una volta un podcast, con numeri in notevole crescita rispetto a quelli già molto alti degli anni precedenti e in costante aumento anche nel 2021. Sono ormai lontani i tempi in cui podcast voleva dire quasi solo un riascolto in differita di un programma alla radio o di un contenuto didattico. Oggi abbiamo più di 25 mila podcast in italiano, di cui 10mila pubblicati solo nel 2020.

Gli argomenti sono vari e numerosi, con vere e proprie serie tematiche che hanno raggiunto più stagioni e autori, i quali, a loro volta, hanno creato numerosi prodotti di successo: politica, musica, spettacoli, cinema, società, cultura, cronaca, informazione, intrattenimento. C'è di tutto e ce n'è davvero per tutti i gusti. Ci sono serie brevi di poche puntate e lunghe stagioni, ci sono episodi di pochi minuti e quelli molto più lunghi. Oltre alle piattaforme classiche sono sempre di più le aziende, i siti di informazione o i giornali che si sono aperti a questa forma comunicativa, offrendo sistemi interni di ascolto, nonché collane sia gratis che a pagamento per i soli abbonati.

Classifiche indecifrabili

Scalare le classifiche italiane di ascolto e di gradimento dei podcast è per ora una scienza davvero difficile da decifrare. Raggiungere le cime delle top 10 di app come Spotify o Apple è un mix di numero di ascoltatori unici e viralità: non basta fare migliaia di ascolti per essere ai primi posti, ma occorre anche una certa tendenza alla crescita rapida e alla diffusione veloce verso i nuovi ascoltatori.

I parametri sono numerosi e poco chiari con le piattaforme che decidono piuttosto arbitrariamente quali fattori privilegiare per stilare le loro classifiche, per renderle ogni giorno più varie e per dare visibilità anche ai propri contenuti originali. Va da sé che i podcast di maggior successo sono quelli che si sviluppano col passaparola e che trascendono dalla presenza o meno su una piattaforma: essendo figli dell'epoca di internet, i podcast sono soggetti alle stesse regole di viralità e diffusione, spesso difficili da comprendere e frutto di una costante quanto spesso inspiegabile concomitanza di fattori.

Una crescita tutta italiana

Il mondo dei podcast ha fatto registrare una grande crescita sul mercato italiano, soprattutto negli ultimi due anni, in un modo che il nostro Paese mai aveva sperimentato. Si sono moltiplicati i dispositivi di ascolto, le connessioni con smartphone sono sempre più veloci e diffuse e lo stato d'emergenza ha portato, più che a un aumento degli ascolti, a una grossa crescita di autori e di nuovi contenuti. Il catalogo di Spotify è cresciuto nell'ultimo anno dell'89%, autori tra i più disparati si sono inseriti nella mischia insieme a influencer e speaker improbabili hanno dato vita ai loro prodotti personalizzati.

Una crescita in quantità più che in qualità ma che non può che far bene a un settore che merita anche in Italia uno sviluppo qualitativo ben più alto e consapevole. Per ora tutti fanno podcast, tanti li ascoltano ma si ha la sensazione di avere a che fare con un business poco solido e per nulla sviluppato, che poco o nulla fa per tutelare gli autori. Se le grandi aziende si stanno già muovendo per avere la loro fetta di mercato, ancora tanto dev'essere fatto per studiare meglio il fenomeno, capirlo e permettergli uno sviluppo più armonioso.

Un fenomeno da studiare

Occorrono studi che riescano a districarsi in questo mare in continua e costante espansione, che riescano a capire la portata del fenomeno e a produrre numeri che ne registrino in maniera attendibile la crescita: sistemi come l'Auditel, che siano capaci di dare un'idea ad autori e piattaforme su cosa funziona e cosa no. Tutto questo darebbe maggiori possibilità di guadagno, permetterebbe al settore pubblicitario di sfruttare al meglio il fenomeno e darebbe maggiori possibilità agli autori. Si potrebbero così sviluppare veri gruppi di autori, case di produzione che avrebbero entrate dalle pubblicità e possibilità di investire denaro.

Il podcast funziona e fa presa sul pubblico e andrebbe quindi sfruttato nel miglior modo possibile per diventare davvero importante come i suoi numeri stanno mostrando. Tutto, nel mondo tech, oggi è podcast, tutti fanno un podcast e tutti parlano dei podcast: un modo per dare voce a tanti ma anche un business che potrebbe essere la gallina dalle uova d'oro del futuro. Speriamo solo venga fatta crescere con attenzione e non spennata e lasciata a sé stessa. Non lasciamoci travolgere dal fenomeno ma cerchiamo di capirlo e studiarlo. Del resto, sarebbe un peccato non dargli l'attenzione che merita.