Stephen Hawking e i suoi annunci catastrofici: verità o finzione?

I discorsi di Stephen Hawking sembrano sempre più pieni di annunci catastrofici e apocalittici sul destino dell'umanità. Ma le cose stanno veramente così?

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Quando si parla di astrofisica, Stephen Hawking è uno dei maggior esperti nel campo. Astronomo inglese nonché uno dei fisici teorici più influenti al mondo deve la fama alle sue teorie sui buchi neri e alle sue incredibili qualità di divulgatore scientifico. Purtroppo la sua fama è anche in parte dovuta alla sua malattia che gli impedisce di camminare e di parlare, ma che non ha mai distrutto la sua grande fame di conoscenza e la sua passione per la fisica; è noto anche per la sua spiccata autoironia e la sua capacità di immaginazione senza limiti. Il recente film La teoria del tutto cattura in parte il suo incredibile genio, ma negli intenti drammatici la pellicola trascura il suo lato più scherzoso e giocoso che non ha perso neanche dopo la malattia. Hawking appare spesso in pubblico senza alcuna vergogna nei riguardi della sua condizione fisica e riesce ad esprimersi grazie a diversi device elettronici che leggono i movimenti del suo viso traducendoli in parole. Proprio in una delle recenti interviste Hawking ha espresso la sua seria preoccupazione verso l'ambiente e non si è fatto scrupoli nel criticare la scelta di Donald Trump di uscire dagli accordi di Parigi.

Hawking e il j'accuse a Trump

Stephen Hawking non è una persona che si possa definire discreta. Quando deve affondare, lo fa senza alcun timore, specialmente se i giornalisti lo mettono nelle giuste condizioni. D'altronde parliamo di un divulgatore scientifico che sa come esprimersi e quali parole usare, quando lancia un'accusa non è mai a caso. Prendete come esempio questa intervista per il programma Good Morning Britain di qualche mese fa, dove l'astrofisico aveva dato una bella bastonata all'amministrazione Trump.

Secondo il professore "Trump deve soddisfare il suo elettorato che non è né liberale né ben informato" e ancora "è un uomo che dice che il diossido di carbonio non provoca alcun cambiamento del clima, solo per favoreggiare le industrie di carbone e i minatori". Un'opinione sicuramente dura ma comunque giustificata da evidenze scientifiche che indicano la gravità della situazione climatica. Hawking non manca di ironizzare dicendo che "gli Stati Uniti sono un posto che gradisco e che ammiro in diversi modi, ma ho paura che non sarei il benvenuto". La sua battaglia sul clima esce sempre fuori nei suoi discorsi e infatti quando gli viene chiesto cosa vorrebbe riferire a Trump, risponde con grande serietà e termina sempre nel sarcasmo:

"Il cambiamento climatico è uno dei pericoli più grandi che stiamo affrontando e anche uno di quelli che possiamo prevenire. Affligge gravemente l'America, affrontandolo potrebbe vincere voti per la sua rielezione. Dio mi perdoni (e sorride al minuto 2:38)". Hawking non attacca solo il nuovo presidente americano ma anche la sua nazione, che ha deciso con la Brexit di essere tagliata fuori dall'Europa e dalla sua economia e quindi di precludersi la possibilità di influenzare il mondo e dare maggiori opportunità ai giovani. Da notare come, man mano che l'intervista prosegue, il suo sarcasmo non si smentisce e alla domanda "pensa di essere l'essere umano più intelligente sul pianeta come molti credono?" risponde in modo secco "non farei mai un'affermazione del genere. Le persone che dicono di avere un ottimo IQ sono dei perdenti". Senza smentirsi, afferma che su un'isola deserta, potendo scegliere tre persone, porterebbe Marylin Monroe, Einstein e Galileo.

La terrà diverrà come Venere e saremo minacciati dalle piogge acide!

Qualche giorno fa Hawking ha lanciato una maledizione sulla terra dicendo che diverrà come Venere con la sua temperatura di 250 gradi e le piogge di acido solforico. O forse stava scherzando? Chiaramente una persona con una conoscenza così vasta nel campo dell'astrofisica, tanto da aver formulato lui stesso nuove teorie rivoluzionarie, non può credere che la nostra situazione climatica possa mutare a tal punto da essere simile a quella del pianeta con la peggior situazione atmosferica che si conosca. La sua affermazione era ed è tutt'ora da considerarsi assolutamente scherzosa, così come abbiamo già visto nell'intervista precedente.

Non è che Hawking sia particolarmente fissato con Donald Trump, visto il suo amore smisurato per l'astrofisica e la scienza in generale, ma essendo una persona schietta ed emotiva non riesce a trattenersi quando gli chiedono cosa ne pensa della decisione del presidente americano di non seguire gli accordi di Parigi: "Le azioni di Trump spingeranno la terra a diventare come Venere [...] causerà un danno ambientale che potremmo evitare mettendo a rischio il mondo, noi stessi e i nostri figli".

Mentre la prima parte è chiaramente un'iperbole che usa per catturare l'attenzione citando uno dei pianeti più estremi di sempre dal punto di vista climatico, nella seconda parte sceglie delle parole più sentimentali e ne fa un discorso di principio. Si può essere d'accordo o meno, ma non si può dire che parli a sproposito al di là delle metafore che usa per strappare qualche sorriso. Le frasi finali, invece, riflettono sulla sua condizione e vertono sul sentimentalismo, parlando in toni schietti della sua condizioni fisica: "Quando mi hanno diagnosticato la malattia avevo 21 anni e mi hanno detto che sarei morto 3 o 4 anni dopo. Ora sono passati 54 anni e sono debole su una sedia a rotelle ma sto ancora lavorando e producendo articoli scientifici. Certo è stata una battaglia dura e ne solo uscito fuori solo con il grande aiuto della mia famiglia, dei miei colleghi e dei miei amici".

Hawking vs il giornalismo: pochi capiscono la sua ironia

Dovrebbe essere chiaro, ormai, che quando una persona così intelligente come Stephen Hawking usa frasi che suonano quasi minacciose, vanno in realtà lette come esagerazioni che usa per scherzare o semplicemente per catturare l'attenzione ed ammonire chi di turno. Bisogna anche considerare che la persona in questione è vittima di una disabilità che non gli consente di esprimersi come tutti gli altri e deve scegliere le sue parole in modo oculato, vista la lentezza con la quale parla (circa 10 parole al minuto). Purtroppo nelle notizie che fanno il giro del web spesso si leggono solo sue affermazioni estrapolate da un'intera frase (spesso ironica), che lo fanno sembrare un folle visionario che lancia maledizioni sulla terra. Dunque quando leggete sue frasi come "dobbiamo inviare astronauti su Marte entro il 2025 per salvarci da noi stessi" o "l'uomo dovrà abbandonare la terra entro 100 anni" o ancora "l'IA potrebbe segnare la fine dell'umanità" tenete sempre a mente che qualcuno gli ha posto una precisa domanda, che di solito è "Che speranza ha l'umanità..." oppure "Cosa ne pensa del rischio dell'intelligenza artificiale..." e che le sue risposte sono spesso scherzose e volutamente esagerate. Oppure pensate che uno scienziato del calibro di Stephen Hawking creda davvero che l'IA ci ucciderà tutti? Chiaramente nel formulare questa frase ha specificato che è necessario non conferire alle intelligenze artificiali la facoltà di decidere in maniera autonoma e di migliorarsi indipendentemente dall'essere umano. Insomma, le frasi di Hawking vanno interpretate nel modo corretto, sfruttando non solo una chiave di lettura scientifica ma anche l'ironia, ironia che non manca di certo a questo grande personaggio dei nostri tempi.