La storia di Symbian OS, dai palmari alla sfida con Android

Prima di Android, il sistema operativo per telefoni che dominava il mercato era Symbian OS, durato dal 1998 al 2014. Ripercorriamo la sua storia.

La storia di Symbian OS, dai palmari alla sfida con Android
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Quando si parla di sistemi operativi per telefoni, ormai sono tre i nomi che al giorno d'oggi popolano i forum degli appassionati e le notizie del settore: l'open-source Android, iOS e il nuovo HarmonyOS 2. Prima del loro lancio, però, il vero Re era Symbian OS, sistema operativo nato nel 1998 la cui storia si è conclusa nell'estate del 2013: 15 anni di attività che hanno definito la telefonia ancor prima della nascita degli smartphone, con un progetto open-source che a metà 2007 dominava il mercato con una quota pari al 65% grazie sia al dominio di Nokia che alla presenza su telefoni Samsung, Motorola, Sony Ericsson e altri marchi meno popolari. Cosa lo ha reso così popolare? Quali erano le caratteristiche di Symbian OS che gli hanno permesso di diventare il sistema operativo per telefoni più usato al mondo prima di Android? Ma soprattutto, a cosa è dovuto il suo crollo?

Prima di Symbian: EPOC

Ancor prima di chiamarsi Symbian e di popolare milioni di telefoni in tutto il mondo, il progetto originale era noto con il nome EPOC, acronimo di Electronic Piece Of Cheese (letteralmente, Pezzo di Formaggio Elettronico). Si trattava di una gamma di sistemi operativi introdotti nel 1991 da Psion Software, società britannica produttrice di palmari, prima nella versione EPOC16 e poi nella più famosa versione EPOC32, la cui Release 1 apparve nel 1997 sui dispositivi Psion Serie 5.

EPOC era un sistema operativo a multitasking con prelazione, ovvero in grado di interrompere un programma a prescindere dalla volontà dello stesso per garantire maggiore efficienza e fluidità; a singolo utente e con una GUI inedita chiamata EIKON, sebbene la particolarità stessa di EPOC consistesse nella facilità dello sviluppo di nuove GUI. Nel giugno 1998, però, l'azienda madre Psion Software decise di voltare pagina cambiando il nome in Symbian e collaborando con Ericsson, Motorola e Nokia nella nuova joint venture Symbian Limited.

L'esordio di Symbian OS... in più forme

I primi telefoni mobili a dotarsi di Symbian OS furono i modelli Sony Ericsson P800 e i Nokia 9210 e 7650, ma sin da subito si distinsero sul mercato più piattaforme software e interfacce utente differenti: in Giappone divenne particolarmente popolare MOAP (acronimo di Mobile Oriented Applications Platform), la cui versione MOAP(S) era sì basata su Symbian OS ma non aveva una natura aperta come nel caso dei dispositivi delle aziende partner originali, scelta soprattutto da Fujitsu, Sony Ericsson Japan, Mitsubishi, Sharp e dall'operatore telefonico giapponese NTT DoCoMo per terminali principalmente aziendali.

Altra versione poco più popolare fu invece UIQ (User Interface Quartz), creata da UIQ Technology AB e pensata proprio come ibrido tra quelli che dovevano essere i telefoni e i PDA (Personal Digital Assistant, o palmari). Il suo debutto non fu affatto semplice, dato che i primi modelli attesi per il lancio nel 2001 non giunsero mai sul mercato, causando un calo importante nelle azioni di Psion e costringendo gli sviluppatori a presentare un anno dopo una versione più leggera del software UIQ, il cui esordio poi avvenne proprio nel Sony Ericsson P800. Il successo di UIQ avvenne principalmente con Sony Ericsson, mentre Nokia e Motorola rilasciarono pochissimi dispositivi con tale software; ciononostante, tra 2006 e 2007 Sony Ericsson e Motorola acquisirono UIQ Technology spartendosela 50-50.

La scelta non fu delle migliori, dato che la terza piattaforma basata su Symbian OS, ovvero S60, divenne la più popolare e sempre più dispositivi con UIQ vennero progressivamente abbandonati, fino alla bancarotta di UIQ Technology nel gennaio 2009, che sancì la fine di tale piattaforma. S60, nota originalmente come Series 60 User Interface, fu invece la piattaforma prediletta da Nokia e non solo: il suo esordio avvenne con il telefono Nokia 7650, tra l'altro il primo con fotocamera interna, supporto agli MMS, al Bluetooth e con un "larghissimo" display a colori da 2.1 pollici. Nonostante il prezzo al lancio, avvenuto nel giugno 2002, pari a 600 Euro, il suo successo fu sensazionale e rese Symbian OS il sistema operativo per telefoni più usato al mondo già pochi mesi dopo, superando Palm OS e Windows CE.

Tra le feature che resero S60 la versione preferita di Symbian OS va notata soprattutto la possibilità di installare nuove applicazioni dopo l'acquisto del dispositivo, con il solo, principale problema per cui le applicazioni preinstallate non venivano aggiornate eccetto per risolvere bug. Nokia decise di supportare la piattaforma S60 per moltissimi anni, compiendo un passaggio importante nel 2005 con il lancio di Symbian OS 9.1 e la terza edizione di S60: questa versione di Symbian venne rilasciata in uno dei suoi grandi periodi di frammentazione, causato dalla necessità di distaccarsi dalle versioni precedenti per motivi di sicurezza della piattaforma, rendendo le applicazioni di S60 2nd Edition e precedenti incompatibili con il nuovo standard.

Sebbene poi la promessa fu quella di garantire la compatibilità futura, l'introduzione delle interfacce touch sconvolse tutti i piani di Nokia. In ogni caso, S60 è la versione più nota a tutti noi: la versione 1.2 (Symbian OS 6.1) apparve in dispositivi iconici come la serie Nokia 3600 dalla tastiera tonda, oppure il telefono "da gaming" Nokia N-Gage; la versione 2.8 (Symbian OS 8.1a, o anche S60 2nd Edition Feature Pack 3) debuttò con Nokia N70, N72 e N90, sancendo l'inizio dell'era multimediale dei telefoni con focus particolare su display e comparto fotocamera. Il colosso finlandese poi si sbizzarrì con S60 3rd Edition, ovvero Symbian OS 9.1: tale versione del sistema operativo apparve sui telefoni business della Serie E, continuò a garantire successo ai Nokia Serie N e vide anche il lancio di alcuni modelli che ancora oggi molti ricorderanno: Nokia N71 fu il primo telefono a conchiglia della società, Nokia N73 fu uno dei prodotti più popolari della gamma, Nokia N77 introdusse il supporto allo standard televisivo DVB-H, mentre Nokia N93 aveva un design a scorrimento peculiare e l'allora avanzatissima fotocamera Carl Zeiss da 3.2 MP con zoom ottico 3x.

L'acquisizione da parte di Nokia e l'avvento dei touchscreen

Si giunse quindi a un altro passaggio fondamentale nella storia di Symbian OS: mentre Nokia lavorava sulla terza edizione di S60 lanciando il Feature Pack 2 su Symbian OS 9.3, i vertici dell'azienda comunicarono nel giugno 2008 l'intenzione di rilevare le quote azionarie delle altre società parte della joint venture, diventare l'unico proprietario e poi rendere l'OS open source tramite la creazione di Symbian Foundation, con l'intento di unificare tutte le interfacce del sistema operativo in una nuova versione uniformata, ispirata ovviamente alla piattaforma S60. Questa decisione fu particolarmente necessaria anche a causa del lancio dei primi smartphone touchscreen con sistema operativo iOS, dunque l'iPhone di prima generazione nel giugno 2007 e poi l'HTC Dream nel settembre 2008 con sistema operativo Android.

Il salto a Symbian^1 o S60 5th Edition fu evidente: smartphone come i modelli Nokia 5230, Nokia 5800 e Nokia N97 convinsero gli utenti che ormai riconoscevano l'affidabilità dei prodotti firmati Nokia o magari vi erano affezionati. Le scelte di design furono chiaramente dovute ai nuovi standard che si ponevano sul mercato: addio tastiera QWERTY (almeno nella maggior parte dei casi, salvo qualche smartphone con tastiera a scorrimento), spazio a un display di grandi dimensioni e ai classici tre pulsanti per le chiamate e per il menu principale. Si susseguirono Symbian^2, basato ancora su MOAP e usato solamente da NTT DoCoMo in Giappone, e Symbian^3, versione che uscì nel 2010 e comportò la transizione definitiva da sistema operativo proprietario a OS completamente open source, ritenuto uno dei cambiamenti più grandi nella storia della telefonia mobile. Questo passaggio importantissimo, però, fu anche l'inizio della fine.

L'abbandono graduale da parte di tutti

Sebbene il passaggio a open source venne ben accolto nella community, ormai la concorrenza di Android e iOS si faceva già spietata: se tra 2006 e 2007 la quota di mercato di Symbian OS era del 73%, nel 2008 crollò al 52,4% e questa tendenza in calo fu dovuta all'appeal dei nuovi smartphone della concorrenza, assieme a un importante calo nell'utilizzo dei classici telefonini.

Nel 2010 Symbian OS risultava ancora leader del mercato con uno share del 37,6%, ma tra 2010 e 2011 una serie di eventi comportò la caduta definitiva del sistema operativo: la Symbian Foundation si sciolse a fine 2010 costringendo Nokia a riprendere lo sviluppo interno dell'OS, lanciando la versione Symbian Anna e il successivo aggiornamento Symbian Belle nell'arco di quattro mesi, introducendo molte nuove funzionalità per rispondere ai sistemi operativi della concorrenza ma senza riscuotere successo; vennero annunciate anche le versioni Carla e Donna ma furono abbandonate rapidamente.

Come se non bastasse, le maggiori aziende che usavano Symbian OS annunciarono la loro dipartita dal progetto: Motorola, Samsung, LG e Sony Ericsson comunicarono l'approdo su Android o Windows Phone tra 2009 e 2010, scelta che poi fu condivisa dalla stessa Nokia in uno di tanti, duri colpi finali. L'11 febbraio 2011 il nuovo Amministratore Delegato di Nokia Stephen Elop scelse di adottare Windows Phone 7 come piattaforma principale, confermando però il supporto a Symbian e ai nuovi dispositivi fino al 2016; il 29 aprile 2011, invece, Nokia trasferì tutte le attività legate a Symbian OS alla società Accenture, commissionandole lo sviluppo e facendo così un importante passo indietro da open source a closed source. A metà 2012 i segnali erano già chiari: nonostante il lancio di Nokia 808 PureView, smartphone con uno dei sistemi fotocamera più avanzati di quel periodo, la società stabilì che per Symbian OS era giunta la fine. La quota di mercato del sistema operativo raggiunse il 4,4% e poi l'1,1%, la percentuale più bassa mai toccata. Tra gennaio e giugno 2013, invece, la società finlandese ufficializzò la decisione di abbandonare Symbian e terminare la produzione di dispositivi di esso dotati.

I motivi dietro il fallimento di Symbian OS

Con l'abbandono della piattaforma S60 e la transizione a sistema operativo open source nel 2010, Symbian OS iniziò a mostrare i suoi punti deboli: essendo un sistema operativo "vecchia scuola" scritto in C++, risultava estremamente complesso lavorarci sopra e in genere a Nokia risultavano necessari ben 22 mesi di sviluppo per abilitarlo per un tipico telefono Symbian. La rapida evoluzione dei dispositivi mobili avvenuta negli anni 2000 non permetteva al sistema operativo di rimanere al passo con i tempi: Windows Phone richiedeva meno di un anno per essere implementato su nuovi smartphone, Android invece richiedeva poche settimane.

Inoltre, l'architettura di Symbian non permetteva un passaggio fluido dall'esperienza non-touchscreen al nuovo standard nato con iPhone. L'OS aveva ormai esaurito il potenziale di sviluppo, diventando ingestibile e incapace di affrontare la concorrenza di Android, iOS, Windows Phone e anche BlackBerry OS. Con la nuova era di connettività e lo sviluppo di Internet, Symbian era fuori posto: era nato come sistema operativo per palmari e poi diventato la piattaforma numero uno per la vasta gamma di funzioni che offriva, ma tra queste il browser era uno strumento "extra". Un ruolo fondamentale lo ha avuto la stessa Nokia con la sua concezione di "open source" e il "vero senso" del sistema operativo agli occhi delle aziende fondatrici. L'ex sviluppatore di Symbian Tim Ocock spiegò, con un articolo pubblicato su TechCrunch nel 2010, che Nokia mantenne una versione interna di Symbian rilasciando cambiamenti occasionali al pubblico per permettere di lavorare sull'ultimissima versione; proprio per questo la Symbian Foundation ebbe vita breve.

Altro elemento chiave, però, consiste nella difficoltà di gestione di Symbian: "Per molti anni, l'80% dei ricavi di Symbian è stato guadagnato attraverso la consulenza per i licenziatari, ciascuno con i propri chipset di telefonia proprietari che dovevano essere integrati e con le proprie personalizzazioni alla piattaforma in mente. Semplicemente non c'era alcun incentivo a fornire una distribuzione pronta all'uso, non fino a quando non è arrivato Android, consentendo agli ex licenziatari Symbian come Motorola e Sony Ericsson di mettere insieme nuovi telefoni in poche settimane, non anni".

Va aggiunta poi la varietà di contenuti proposti negli smartphone Symbian: da una parte, Apple raggiunse quota 100.000 applicazioni su App Store in poco più di un anno, dall'altra invece Nokia e Symbian raggiunsero quota 10.000 app in oltre sette anni, portando all'apertura dello store Ovi nel 2009 e, poco dopo, alla sua chiusura. Il calo vertiginoso e improvviso della quota di mercato fu dovuto proprio da questa inadeguatezza intrinseca a Symbian OS dal 2007 in poi, passando dall'essere il sistema operativo leader del settore della telefonia mobile all'essere definito come il "fallimento di maggior successo nella storia della tecnologia".