Il Supervulcano di Yellowstone: che cosa accadrebbe se eruttasse?

Quali sarebbero le conseguenze di un'eruzione del Vulcano di Yellowstone? E quanto cambierebbero le nostre vite e quelle degli altri esseri viventi?

Il Supervulcano di Yellowstone: che cosa accadrebbe se eruttasse?
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Le terre selvagge dell'Ovest nordamericano hanno il potere di incantare con i loro paesaggi incontaminati.
I grandi parchi degli Stati Uniti ogni anno accolgono migliaia di turisti da tutto il mondo che si immergono nella loro natura impetuosa e selvaggia: tra questi, uno dei più famosi in assoluto è il Parco Naturale di Yellowstone.
Con quasi 9000 Km2 di estensione a cavallo di tre diversi Stati, Montana, Idaho e Wyoming, esso ospita un'incredibile varietà di specie animali, una vegetazione estremamente variegata con esemplari unici al mondo e offre attività di diverso tipo per i visitatori che ne calcano i sentieri, ma una delle cose che in assoluto attirano di più la curiosità di viaggiatori e scienziati è l'intensa attività geologica che contraddistingue il parco, indizio di una grande minaccia dormiente sotto la superficie di Yellowstone.

Il Supervulcano

Sotto la superficie del parco si trovano due caldere vulcaniche, la più piccola delle quali si stima sia situata tra gli 8 e i 16 Km di profondità, che vanno a costituire quello che è stato ribattezzato come il Supervulcano di Yellowstone. Per caldera vulcanica si intende un'estesa e profonda depressione nel sottosuolo generata dallo svuotamento dovuto ad un'eruzione, successivamente alla quale avviene un collasso della struttura ormai incapace di reggere il proprio peso.

Come già accennato, sono state identificate due di queste caldere: la più piccola si stima sia estesa per 90 Km in larghezza e 40 Km in lunghezza, mentre la seconda, che è stata scoperta in tempi più recenti, si presume possa essere quattro volte più larga e che contenga una quantità tale di magma da poter riempire il Grand Canyon per una decina di volte.

Ma come si è formata la grande caldera di Yellowstone? Prevalentemente, le eruzioni vulcaniche avvengono lungo quelli che vengono definiti margini di placca, aree di contatto tra le placche tettoniche nelle quali le intrusioni di magma sono solitamente più frequenti. In questo caso, però, siamo di fronte a un fenomeno geologico differente, chiamato hot spot (punto caldo), condotti che partono dal mantello e che spingono la lava contro la placca sotto la quale sono collocati.

Quando il magma riesce a passare attraverso la crosta, il materiale fuoriesce in superficie andando a formare un vulcano. Nel mentre, il processo continua e grazie al movimento costante delle zolle tettoniche si ha la formazione di catene di vulcani. Un chiaro esempio di questo fenomeno sono le Hawaii e l'Islanda, ma anche la caldera di Yellowstone ha avuto origine in questo modo.
A questo punto, diventa necessario rispondere a una domanda che molti di voi si saranno già posti: il Supervulcano potrebbe esplodere?

Una bomba ad orologeria?

Partiamo subito da quella che potrebbe sembrare una notizia decisamente negativa e potenzialmente spaventosa: il Supervulcano di Yellowstone è attivo, come del resto testimonia l'intensa attività idrotermale superficiale.
Geyser. Si stima che il 50% dei geyser presenti al mondo si trovi nel parco: fumarole e pozze di fango si possono trovare molto frequentemente in diverse zone del parco.

Gli scienziati hanno identificato tre grandi eventi eruttivi che hanno caratterizzato la storia geologica di Yellowstone.
Si stima che il più recente risalga a circa 640.000 anni fa. In quell'occasione il vulcano eiettò oltre 1000 Km3 di roccia e cenere, ma per quanto possa sembrarci difficile da credere sono stati scoperti recentemente due eventi ben più intensi: essi avvennero rispettivamente 9 e 8,7 milioni di anni fa e fu proprio quest'ultimo ad assumere proporzioni apocalittiche: si ipotizza che durante l'eruzione venne rilasciata una tale quantità di cenere da coprire l'intera area degli Stati Uniti.

È stato fatto uno studio sulla frequenza degli eventi eruttivi di Yellowstone e, sulla base dei dati e delle prove raccolte, si è notato che l'ipotesi iniziale di un evento ogni circa 500.000 anni sia in realtà errata, con una stima che a oggi è stata rivista a 1,5 milioni di anni tra un'eruzione e l'altra. Qualora questa previsione fosse confermata significherebbe che dovremmo aspettare circa 900.000 anni prima di poter assistere a un nuovo grande evento vulcanico.

Nel mentre, in ogni caso, è condivisa l'idea secondo cui potrebbero esserci comunque degli eventi di più piccole dimensioni, nulla di paragonabile a quelli precedentemente descritti; ad esempio, si parla di un evento avvenuto circa 3300 anni fa che fu di tipo effusivo, quindi privo di grandi esplosioni. Le conseguenze sarebbero circoscritte all'area del parco e il risultato sarebbe una fuoriuscita di lava e gas.
Va detto che comunque, al netto delle stime, prevedere il comportamento di un vulcano sul lungo termine è praticamente impossibile. In ogni caso è bene sapere che la caldera di Yellowstone è costantemente tenuta sotto controllo ed attentamente monitorata dall'USGS (United States Geological Survey), l'Istituto Americano di Geologia.

Le conseguenze di un'eruzione

Proviamo comunque a ipotizzare che cosa potrebbe accadere qualora avvenisse davvero una supereruzione, uno di quegli eventi apocalittici che abbiamo descritto in precedenza.
Possiamo affermare, grazie a una serie di studi e analisi condotti nel tempo, che non si verificarono mai delle estinzioni di massa successivamente alle attività di Yellowstone, anche quando molto intense e violente. Ma andiamo a vedere quali sarebbero le conseguenze di un simile evento.

Partiamo dalle zone limitrofe all'area dell'esplosione: i tre stati confinanti verrebbero investiti da imponenti nubi piroclastiche che distruggerebbero qualsiasi cosa incontrata lungo il cammino nel raggio di almeno 100 miglia. La colonna gas e ceneri potrebbe raggiungere le 25 miglia di altezza e proprio le ceneri ricoprirebbero un'area estesa quasi quanto il territorio degli Stati Uniti.

Le polveri eiettate nell'atmosfera verrebbero trasportate a grandi distanze nel giro di poco tempo grazie alle correnti, provocando dei cambiamenti climatici che nel tempo coinvolgerebbero l'intero pianeta e i suoi ecosistemi.
Potrebbe verificarsi quella che potremmo definire una piccola era glaciale, con i raggi solari incapaci di superare completamente la spessa coltre di pulviscolo presente nell'atmosfera e quindi di riscaldare ed illuminare la superficie della Terra. La vita sul nostro pianeta verrebbe stravolta e le diverse specie animali e vegetali dovrebbero adattarsi a nuove condizioni climatiche che potrebbero perdurare per anni o addirittura decenni.

Diversi film e libri hanno provato a rappresentare scenari simili a quello che vi abbiamo appena descritto, con l'umanità costretta a combattere per sopravvivere in un mondo devastato da un'improvvisa catastrofe climatica. Eppure, per quanto possa sembrarci terrificante una simile eventualità, almeno per ora dovremmo continuare a dormire sonni tranquilli continuando a visitare il parco di Yellowstone con il solo scopo di ammirarne la natura selvaggia e incontaminata.

Image credits: GEOLOGYN, PIXABAY